Home Calcio Focus Genoa/Samp - Professionisti

Visto da Gambino – La Sampdoria è guarita

Negli ultimi 180 minuti sono spariti almeno in parte i difetti antichi e nel contempo i pregi sono emersi ulteriormente. D’altronde, le analisi sul malessere blucerchiato si incentravano sulla componente psicologica più che su quella tecnico-tattica.

Occorreva vincere, di riffa o di raffe, un match, ed ecco che il Frosinone, avversario piuttosto “morbido”, ha facilitato il compito. Come sgravati da un basto enorme, ecco che Soriano e compagni hanno riabbracciato le prerogative di sempre, sull’onda di una ritrovata fiducia, facendo il bis al Bentegodi.
Certo, c’è anche dell’altro nella guarigione della Sampdoria. Per esempio il rientro a tempo pieno di De Silvestri, che probabilmente non diventerà mai un marcatore arcigno, ma in fase di spinta è tra i migliori laterali d’Italia, tanto da meritare una costante attenzione da parte del Ct Conte. Un propulsore del genere garantisce un poderoso balzo in avanti alla manovra.
Mettiamoci poi il recupero di Moisander, che ha conferito compattezza al trio arretrato. Neppure lui è un fuoriclasse del ruolo, ma in fatto di affidabilità non è secondo a nessuno. La sua presenza ha sicuramente giovato pure a Ranocchia, avviato sempre più a riproporsi sui livelli che gli valsero la Nazionale.

LA NUOVA SAMPDORIA HA BISOGNO DI TEST PROBANTI
Ovvio, la nuova dimensione della compagine dovrà essere misurata contro avversari più probanti, ma già il fatto di aver abbandonato la zona baratro suona come una conquista rilevante e consente di rimarcare più le qualità che le pecche, singole e collettive, di un undici in grado di risalire ancora alcune posizioni e – chissà – affacciarsi nella colonna a sinistra della graduatoria.
Anche il gioco sta lievitando. Merito di un Fernando rilucidato, di un Soriano efficace anche come centrocampista, di due laterali (Lazaros a Verona ha fatto gol, il titolare del ruolo Dodò una settimana prima era stato il migliore in campo) e di un assetto finalmente azzeccato del tridente offensivo. La rinascita di Alvarez rappresenta un capolavoro di Montella, pronto nell’individuare le potenzialità di un calciatore che sa abbinare qualità a quantità. L’altra mezza punta rappresenta una ricchezza sia che giochi Correa – sempre più maturo e consapevole dei propri mezzi – sia Cassano, che almeno nei confronti in cui non è chiamato ad un ingente lavoro di copertura può esaltarsi ed esaltare.

Infine Quagliarella, sul quale convergevano speranze e perplessità della gente doriana. A Verona è rimasto all’asciutto pur esprimendosi ancor meglio rispetto ai capitoli precedenti. E’ un punto fermo, con esperienza e duttilità sufficienti per calarsi efficacemente nei panni della prima punta. Con lui la manovra offensiva ha acquisito pericolosità e fluidità e d intanto, settimana dopo settimana, calano di numero i nostalgici di Eder, che nell’Inter ha visto peggiorare quella crisetta già affiorata in parte negli ultimi suoi sussulti doriani.

Liguria Sport