Sta a vedere che occorre rimangiarsi parte delle critiche lanciate a Water Zenga, accusato di noN aver dato un gioco passabile alla Sampdoria.
La Waterloo di San Siro, terza sconfitta consecutiva, non può certamente essere archiviata come un semplice episodio negativo. E’ lo specchio fedele di una squadra che ha perso progressivamente identità e si è sgonfiata come un palloncino punto da migliaia di aghi.
Gli ottimisti sposano la tesi ardita del classico periodo d transizione tra le metodologie di due allenatori diversissimi: un’impasse momentanea, destinata gradatamente a sparire. Il partito dei “preoccupati”, ben più nutrito, pensa invece che i giocatori blucerchiati non attingano – fatta qualche debita eccezione – ad una caratura elevatissima e, soprattutto, siano assolutamente inadatti all’impianto di gioco vagheggiato da Vincenzo Montella: prolungato possesso di palla, ragnatela di passaggi, trame rasoterra, partecipazione corale alla manora. Mihajlovic forse aveva compreso prima di tutti come sfruttare il materiale a disposizione: grinta e gagliardìa da vendere, immediate verticalizzazioni, imbeccate frequenti per Eder e Muriel. Il calcio espresso dalla”sua” Samp no è mai stato spettacolare e convincente, ma aveva il dono della concretezza. Dopo Sinisa ecco Walterone, che non ha certo migliorato la qualità della trama accentuando le caratteristiche preesistenti: spesso l’azione partiva da una rimessa “lunga” del portiere Viviano e proseguiva saltando il centrocampo e chiamando in causa direttamente gli attaccanti, contropiedisti nati. I risultati se non altro non erano drammatici, almeno sino all’ultima serie di partite, tutte sfavorevoli. Qui subentra un altro interrogativo inquietante: e se la Samp, nei primi mesi di stagione, avesse semplicemente sfruttato la miglior brillantezza dovuta all’anticipato avvio della preparazione estiva, per via dell’Europa League? Quella partenza lanciata avrebbe insomma mascherato cetre carenze costituzionali. L’attuale momentaccio, insomma potrebbe, almeno parzialmente, legarsi ad una flessione atletica quasi fisiologica per un team che a luglio era già in ballo. Plausibile o meno, è solo un’ipotesi. Di sicuro una frase pronunciata da Montella (>Mi aspettavo una Samp differente>) nella sala stampa di San Siro ha ingenerato parecchia apprensione. Che si sia già pentito della scelta operata? Indubbio che quell’iniziale ora di gara – forse la peggiore disputata in questo campionato – gli abbia fatto balenare dubbi a josa. Vincenzino si attendeva qualche progresso rispetto a Udine e invece ha constatato che, alle prime difficoltà, la squadra – e in particolare il centrocampo – ha smesso di sforzarsi nell’applicazione delle sue direttive e si è subito rifugiata nel football praticato da tempo: palla lunga e pedalare. Il possesso palla da lui invocato sarebbe pure, in teoria, una tattica difensiva per evitare troppe pressioni ad una difesa che sta facendo acqua. Intendiamoci, i forfait di Moisander e Zukanovic hanno esteso certe falle clamorose, ma anche al completo la terza linea doriana appare friabile. Significativi sul tema gli stenti di De Silvestri, che di sicuro – appena ritrovata una condizione migliore dopo la lunghissima assenza – tornerà a spingere come uno stantuffo sulla fascia. Ma anche negli anni scorsi la Samp ha beccato un mare di gol dalla sua posizione di competenza, a conferma che le chiusure sul secondo palo – vedi il tocco vincente di Bonaventura e il successivo fallo da rigore, costati i primi due dispiaceri di serata – non rappresentano il suo pezzo forte. Infine, la questione Cassano. A prescindere dalla veridicità della “voce” di un suo show poco edificante al termine della rifinitura pre-Milan, basta già la sua presenza nello spogliatoio blucerchiato a creare inquietudine. Montella, che fu suo compagno nella Roma, non è partito prevenuto nei suoi confronti, ma sta forse toccando con mano una realtà non così liscia e semplice. Se Fantantonio non riesce ad attecchire – pr motivi fisici o comportamentali – con alcun allenatore, è inevitabile porsi qualche domanda riguardo alla scelta societaria di tesserarlo.
PIERLUIGI GAMBINO
http://www.genoasamp.com/2015/11/30/visto-gambino-sampdoria-cosi-va/
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