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Visto da Gambino – tutti i meriti di Montella

Il successo nel derby è solo uno dei capolavori di Montella sempre più guida della Sampdoria.

Gli mancava solo il suggello di una vittoria nel derby. Vincenzino Montella si è impadronito a tempo di record della Sampdoria trasformandola positivamente e modellandola almeno in buona parte secondo le sue idee tecnico-tattiche. Il suo lavoro è appena iniziato e resta ampiamente perfettibile, ma i passi avanti già compiuti sono ragguardevoli.

Merito primario del nuovo trainer è il perentorio rilancio di Antonio Cassano, che da componente assai ingombrante dello spogliatoio si è tramutato rapidamente in valore aggiunto. Contro i “cugini” il barese ha fatto la differenza: non serve produrre volatone ed exploit atletici da mezzofondista quando si dispone di invidiabile tempismo negli smarcamenti, intelligenza e tecnica: in una parola, classe eccelsa. Due gol ispirati, parecchie altre insidie portate agli avversari, una costante presenza in fase di rifinitura partendo dalla posizione di finto centravanti: sin quando il fiato e le gambe l’hanno sorretto, Fantantonio ha riempito la stracittadina delle sue magiche giocate, mai fini a se stesse. Il suo recupero, vale sottolinearlo, è stato un capolavoro di Montella, il quale – resosi conto di pregi e difetti della rosa a disposizione – ha scelto la via per ottenere il miglior rendimento globale: bandita la superiorità territoriale fine a se stessa, si privilegiano una copertura difensiva efficace ed una ripartenza fluida e ragionata, non caratterizzata da sventagliate a casaccio ma da trame rapide impostate su Cassano, ideale rampa di lancio per Eder e Soriano.

Vincenzino è stato abile a motivare e a posizionare alla perfezione gregari sontuosi come Fernando, Barreto e Carbonero,il cui rendimento globale è salito. Quanto a Soriano, gli esiti del mercato invernale sono nel grembo degli déi, ma non si possono disconoscere le analogie con Eder ad inizio settembre. Allora, l’Inter insisteva per assicurarselo, ma la doppietta del brasiliano a Napoli lo rese incedibile per ragioni… ambientali. A distanza di quattro mesi è Soriano il primo indiziato di cessione e puntualmente il napoletano di Germania ha calato uno stordente uno-due che rende alquanto scomoda una sua eventuale partenza.

Da rivedere è la retroguardia, che non appare competitiva come gli altri due reparti. Il trainer cerca di proteggerla con un centrocampo a trazione posteriore, ma ogni qualvolta la manovra avversaria si fa insistente, emergono crepe preoccupanti. De Silvestri – infortunio a parte – non è mai stato formidabile in fase di filtro e Regini, pur in nettissima crescita rispetto ai primi mesi di stagione, non è un punto di forza. In mezzo la coppia Moisander-Zukanovic alterna chiusure eccellenti a topiche decisive. D’altronde, il bosniaco è naturalmente un terzino sinistro, e se fosse disponibile e a pieno regime Silvestre, si sposterebbe sulla fascia. Con o senza l’argentino, servirebbe un rinforzo “doc” proprio in questa zona di campo: possibilmente un titolare o almeno un elemento che contenda un posto al sole agli attuali protagonisti.

Che altro serve per completare l’organico? Una prima punta fisicamente prestante, che consenta a Montella di proporre un’alternativa offensiva al contropiede. Per battere certe formazioni “chiuse”, non sempre infatti può bastare il gioco rasoterra.

Sarà l’allenatore, col tempo, a colmare le residue lacune, affiorate anche martedì sera dopo le uscite di Eder e Cassano. Per condurre in porto certi successi è indispensabile saper gestir meglio il possesso palla, evitando di restituirla ai rivali sfruttando esclusivamente le ripartenze. Il centrocampo blucerchiato non è particolarmente provvisto di palleggiatori, ma la carenza va perlomeno limitata e dovrà emergere quella personalità ancora nascosta.

Il trainer attuale ha le capacità per concretizzare anche quest’ultima fase di crescita, che non consentirà probabilmente alla Sampdoria di riproporsi in orbita europea, ma dovrebbe bastare per un comunque accettabile e prestigioso ottavo posto finale.

                                         Pierluigi Gambino