EXPLOIT DI FRANCESCO MOLINARI: MIGLIOR GIRO FINALE E 13 Autentico exploit di Francesco Molinari nel giro finale del WGC Cadillac Championship, vinto con 272 colpi (69 64 69 70, -16) dall’inglese Justin Rose sul percorso del Blue Monster (par 72) al Doral Golf Resort di Miami in Florida. Il giocatore torinese, 42° dopo 54 buche, si è espresso con un gran 65 (-7), miglior score di giornata ottenuto anche dall’australiano John Senden, e ha colto un ottimo 13° posto con 279 colpi (75 68 71 65), nove sotto par. E’ stato costretto al ritiro Tiger Woods: si è fermato dopo 11 buche per problemi al tendine d’Achille della gamba sinistra che gli aveva già causato un lungo stop.In un combattuto giro finale Rose ha prevalso di misura su Bubba Watson (273 – 70 62 67 74) al quale rendeva tre colpi sul tee di partenza. Ha tentato di recuperare il nordirlandese Rory McIlroy, numero uno mondiale, ma una frenata nel finale, sia pure nel contesto di un rimarchevole 67 (-5), ha fatto terza piazza (274, -14). Ha concluso con 275 (-13) al quarto posto, dove è rimasto per tre turni, lo svedese Peter Hanson, agganciato dal sudafricano Charl Schwartzel, mentre l’inglese Luke Donald, che provava a riprendersi la leadership mondiale dopo averla ceduta la scorsa settimana a McIlroy, ha dovuto accontentarsi del posto con 276 (-12) affiancato da John Senden. Ha ceduto Keegan Bradley, secondo dopo tre giri insieme a Rose: ha assommato 75 (+3) colpi per l’ottava posizione con 277 (-11) in compagnia di Bo Van Pelt, Steve Stricker e di Matt Kuchar. Hanno realizzato lo stesso 279 di Molinari anche il nordirlandese Graeme McDowell, l’australiano Adam Scott e Johnson Wagner e non sono mai stati in partita il tedesco Martin Kaymer, e l’australiano Jason Day, 20.i con 281 (-7), l’inglese Lee Westwood, 29° con 283 (-5), e Phil Mickelson, 43° con 285 (-3). Molto deludenti lo spagnolo Sergio Garcia, 60° con 293 (+5), e il fijano Vijay Singh, 66° con 295 (+7).Rose, 32enne nato a Johannesburg in Sudafrica ma come detto di nazionalità inglese, ha firmato il primo titolo in un torneo del World Golf Championships per un palmares dove figurano tre vittorie nel PGA Tour e quattro nell’European Tour, l’ultima nel 2007 prima di trasferirsi oltre Oceano. Nel giro finale ha iniziato con due birdie in quattro buche, poi ha perso un colpo con un bogey, ma si è portato in vetta con altri due birdie (10ª e 14ª). Sull’ultima buca, dopo un drive sbilenco e il relativo bogey, ha lasciato una porta aperta a Bubba Watson, che ha effettuato un gran secondo colpo con palla a circa tre metri dalla bandiera, ma ha fallito il putt per il birdie e per il playoff facendo tirare un sospiro di sollievo al suo avversario che era entrato in club house convinto di aver vinto e che era stato invece costretto ad andare di gran carriera in campo pratica.Molinari ha tenuto un ritmo altissimo sin dall’inizio segnando un 32 (-4) sulle prime nove buche grazie a quattro birdie, poi ha proseguito con eguale intensità per un 33 (-3) sulle seconde nove con altri tre birdie.Rose ha guadagnato un consistente assegno di 1.400.000 dollari su un montepremi di 8.500.000 dollari. Alla gara hanno preso parte 74 giocatori tra i migliori del mondo. CHALLENGE TOUR: IN COLOMBIA DOMINIO INGLESE, TITOLO AD ARCHER – Gli inglesi, con cinque presenze nelle prime sei posizioni, hanno dominato nel Pacific Rubiales Colombia Classic, secondo torneo stagionale del Challenge Tour disputatosi al CC de Barranquilla (par 72), nella città colombiana da cui il circolo prende il nome. Ha vinto con 280 colpi (71 71 68 70, -8) Phillip Archer, che ha festeggiato nel migliore dei modi il suo prossimo 40° compleanno (17 marzo) con il terzo successo nel circuito. Archer con un birdie sull’ultima buca ha respinto l’attacco del connazionale Chris Lloyd e del danese Morten Orum Madsen, secondi con 281 (-7) e anche loro autori di un birdie in extremis. Quarto posto con 282 (-6) per altri tre inglesi: Matt Haines, Chris Hanson e Nick Dougherty. Quest’ultimo, 30enne di Liverpool finito nel secondo circuito continentale dopo la serie incredibile di tagli dello scorso anno nell’European Tour, sta cercando di ritrovare la condizione perduta: leader dopo tre giri ha sentito troppo la pressione e ha chiuso con un deludente 73 (+1) mancando un’occasione che gli avrebbe sicuramente dato il morale necessario per risalire la china.Sono usciti al taglio gli unici due italiani in gara: Andrea Perrino, 70° con 150 (74 76, +6), e Matteo Delpodio, 89° con 152 (79 73, +8). Archer ha ricevuto 29.947 euro su un montepremi di 190.000 euro. PGA TOUR: A PORTORICO SECONDO TITOLO PER GEORGE McNEILL – George McNeill, 37enne di Naples in Florida, ha ottenuto il secondo titolo nel PGA Tour, a distanza di cinque anni dal primo, imponendosi con 272 colpi (66 70 67 69, -16) nel Puerto Rico Open, disputato al Trump International GC (par 72) di Rio Grande in Portorico. McNeill, con tre birdie nelle ultime tre buche, ha contenuto il tentativo di aggancio del 20enne giapponese Ryo Ishikawa, terminato al secondo posto con 274 (-14). Al terzo con 275 (-13) Boo Weekley e lo svedese Henrik Stenson, che raramente negli ultimi tempi aveva chiuso nelle posizioni di preminenza, al quinto con 276 (-12) Scott Brown e l’australiano Matt Jones, al settimo con 277 (-11) Daniel Summerhays e Kevin Stadler. Ha confermato il suo momento di scarsa forma l’argentino Angel Cabrera, 24° con 282 (-6).Il Puerto Rico Open è uno dei tornei con un montepremi più basso (3,5 milioni di dollari dei quali 630.000 sono andati al vincitore) rispetto agli standard del circuito (circa 6 milioni di dollari), ma che consente ai giocatori del PGA Tour esclusi dai grandi eventi, in questo caso dal WGC Cadillac Championship, di fare comunque attività.






