Home Altro Varie

William Gelsumino, il protagonista di “Genoa-Pescara”

William Gelsumino con sciarpa Genova

Domenica scorsa si è disputata al Ferraris la partita Genoa-Pescara, dove ia squadra di casa ha battuto il Pescara per 4 a 1. Vittoria che regala alla compagine rossoblu un po’ più di tranquillità visto anche i risultati delle altre squadre in corsa alla salvezza: Palermo e Siena. Il Pescara invece con la  sconfitta retrocede matematicamente in Serie B. Il vero protagnista di domenica però porta il nome di William Gelsumino, unico tifoso al seguito dei biancazzurrii. Seven Press lo ha contattato per una piacevole intervista.

William Gelsumino con sciarpa Genova

William, che sensazioni hai provato ad essere l’unico tifoso del Pescara presente al Ferraris?

Sinceramente credevo di non essere il solo. Sapevo che da Pescara oltre me si era spostato per vedere la partita solo un altro tifoso, che è andato in tribuna, ma credevo ci fossero i supporters biancazzurri che vivono in lombardia, i quali di solito non si fanno mancare le trasferte al nord, comunque la sensazione era di orgoglio. Sono molto orgoglioso della mia città e delle mie radici!

Segui sempre la tua squadra in trasferta?

Negli altri anni, visto che si giocava il sabato, spesso avevo problemi a spostarmi a causa degli orari del mio vecchio lavoro, ora invece sono più libero e riesco a muovermi di più. Ma la vera spinta me l’ha data il gruppo con il quale mi muovo sempre per le trasferte. Perché la cosa che mi piace di più del seguire la mia squadra in giro per l’Italia è proprio l’aria goliardica che si respira sul pullman mentre si raggiunge la meta: si canta, si beve e ci si diverte, sia prima che dopo la partita! Questo è lo spirito giusto per me!

Ti aspettavi il gagliardetto e la maglia rossoblu da parte del Genoa?

Sinceramente sono rimasto colpito dal gesto del Genoa. Mi è molto piaciuto e ringrazio coloro che hanno permesso questo. Tra l’altro io sono anche un collezionista di maglie da calcio e quindi devo dire regalo graditissimo!

Come ti hanno accolto i tifosi rossoblu?

I tifosi genoani sono stati splendidi! Sarà stato anche per via del fatto che c’è un’amicizia tra le due tifoserie, ma sono stato accolto benissimo! Al mio ingresso nel settore ospiti è partito il primo applauso, ma la cosa che più mi ha fatto venire la pelle d’oca è stato il lunghissimo applauso che mi ha tributato tutto lo stadio al momento dell’annuncio delle formazioni, mentre io con la sciarpa spiegata alta sulla testa gridavo i nomi dei giocatori!Poi ho ricevuto una delegazione dei “Figgi du Zena”, che ringrazio di cuore, che è venuta a regalarmi una sciarpa rossoblu ed a fine partita tre ragazzi mi hanno omaggiato di un’altra sciarpa e di uno scaldacollo del Genoa. Non so molto di questi ultimi e vorrei ringraziarli, ma anche scusarmi, perché avevo promesso loro che sarei andato a prendere una birra, ma poi non sono riuscito ad andare. Se riusciste a rintracciare loro ed il gruppetto, con cui mi sono fotografato, che era all’uscita dei pullman delle squadre ve ne sarei grato!

E cosa ne pensi dell’applauso di Portanova?

Mi ha molto colpito che un giocatore del Genoa, due a dire il vero, perché prima era venuto anche l’ex Ciro Immobile, sia venuto sotto il settore ospiti ad applaudire. Ha fatto davvero un bel gesto Portanova, gesto che mi sarei aspettato anche da qualche giocatore del Pescara a dire il vero. Io da sopra stavo provando a chiedergli la maglia, ma non mi ha capito. Anzi, se poteste fare voi da intermediari non mi dispiacerebbe! Un modo per recapitarmela lo troviamo!

Ora sei il tifoso più famoso d’Italia? Hanno parlato di te tutte le trasmissioni sportive”

I miei amici hanno iniziato a prendermi in giro chiedendomi autografi! Effettivamente mi sento un pochino famoso e come disse Andy Warhol “Ognuno ha diritto al suo quarto d’ora di notorietà nella vita”.
Mi hanno fatto piacere tutti gli attestati di stima ricevuti sia sui social network che di persona, oltre che in TV, ma io non credo di aver fatto chissà cosa di straordinario. Del resto ho solo seguito la mia squadra del cuore. Ci sono persone che fanno sacrifici ogni domenica per seguire le proprie squadre, perché magari vengono da paesi lontani. Io invece diciamo che pareggio il conto, dato che in casa non spendo soldi, dovendo fare solo poche centinaia di metri a piedi per arrivare allo stadio!

Parliamo del Pescara retrocesso purtroppo in Serie B. Quale è stata secondo te la causa?

E qui vengono le note dolenti. Le cause principali della retrocessione a mio avviso sono state la sufficienza e l’inadeguatezza mostrate da questa dirigenza, che è sembrata letteralmente una squadra di dilettanti allo sbaraglio. Hanno provato a scommettere su giocatori sconosciuti e su un allenatore alle primissime armi e poi, quando c’era bisogno di rinforzare la squadra a gennaio, l’hanno indebolita, convinti che dopo la vittoria a Firenze la squadra fosse fortissima. Poi è mancato un leader in campo.
In ultimo credo che sia anche un discorso fisico, dato che già dall’inizio dell’anno non li vedo allenarsi con l’intensità dell’anno scorso. A Pescara ora tutti siamo scettici nei confronti di questa dirigenza, perché la cosa che ci fa più male non è l’essere retrocessi (cosa messa ampiamente in preventivo alla vigilia della stagione), ma il sapere che probabilmente non si sta ancora progettando per l’anno prossimo.

Ti piacerebb il ritorno di Zeman?

Su Zeman dico “NI”, nel senso che se tornasse sarei contento e riporterebbe entusiasmo ad una piazza che ha il morale sotto i tacchi, benché e qui veniamo ai contro io sia convinto che una stagione come la scorsa sia irripetibile e quindi si creerebbe troppa aspettativa. Lo ringrazio tantissimo per quello che ha fatto per noi e non lo biasimo se ci ha lasciato per andare dalla squadra per la quale tifa.
Se tornerà sarò contento, l’ho anche applaudito quando è venuto a Pescara con la Roma, ma se non tornerà non mi strapperò i capelli, visto che tra l’altro ne ho anche pochi.

La partita più bella e quella più brutta che hai visto quest’anno del Pescara?

Faccio fatica a ricordare una partita bella del Pescara, ma per le emozioni che mi ha dato, senza dubbio la vittoria a Firenze. Nel primo tempo i viola ci avevano preso a pallonate, ma in un modo o nell’altra ce la siamo cavata. Poi è successo l’inimmaginabile, con i gol di Jonathas e Celik che hanno rischiato di farmi prendere un coccolone sugli spalti: è stata la prima storica vittoria del Pescara al “Franchi”. La partita più brutta invece si è consumata sempre a Genova, ma sponda Samp. Uno 0-6 difficile da digerire, soprattutto perché la nostra squadra non era proprio scesa in campo. Difatti per la prima volta in vita mia ho abbandonato lo stadio prima della fine. Eravamo una cinquantina di tifosi e dopo il quarto gol abbiamo abbandonato il settore in segno di protesta.

Abbiamo saputo che sei amico di Sansovini. La vostra amicizia come ha avuto inizio?

Nell’estate 2010, dopo la vittoria nei playoff di LegaPro contro il Verona, un ragazzino per strada mi dice: “Ma tu sei Sansovini!!!”. E da allora hanno iniziato tutti i miei amici a paragonarmi, ma solo fisicamente, dato che io gioco in porta a lui. Poi con gli anni Marco è diventato il capitano del Pescara e l’anno scorso fece un gesto che mi colpì particolarmente. Un mio amico ha un figlio disabile, il quale al solo nome di Sansovini ha sempre un sussulto e mostra felicità dai suoi occhi. Un giorno provai a chiedere al “Sindaco” (questo è il suo soprannome) se volesse salutare questo suo tifoso al termine di un allenamento e lui accettò. Si presentò lì e quasi imbarazzato gli regalò una sua t-shirt. Era molto commosso. Poi viene da me, allunga la mano e mi fa: “Piacere, Marco!”. Lì ho capito che uomo straordinario è. Da lì ho cominciato ad incitarlo in tutti gli allenamenti fino alla fine.
Quando l’hanno venduto mi hanno strappato un pezzo di cuore, tant’è che al suo ritorno in Abruzzo (Lanciano-Spezia) sono andato ad accoglierlo con la sciarpa del Pescara in aeroporto, gesto che ho replicato un paio di mesi dopo, quando sono salito in Liguria per la partita con la Sampdoria. Lui è sempre stato gentile e disponibile con me, così come anche sua moglie: due persone davvero squisite.
Sogno sempre il loro ritorno qui. Sono felice che Sansovini sia stato il capitano del Pescara. Ha portato quella fascia e quella maglia con orgoglio e fierezza. Posso dire senza dubbio che attualmente è il mio giocatore simbolo!

Ti va di fare un saluto?

Scusate se mi sono dilungato e vi ringrazio per lo spazio che mi avete concesso!
Siete stati davvero molto gentili e l’accoglienza ricevuta la porterò sempre con me nel mio cuore!
In bocca al lupo per il campionato del Genoa e speriamo di rivederci in serie A tra due anni e permettetemi di dire con la mia solita fierezza FORZA PESCARA!!!

Fabiana Rebora

 

 

 

Â