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WOC2016: NICOLE SCALET, LAVORO PER MIGLIORARMI

(Nicole Scalet in azione durante il camp scandinavo).

PRIMIERO (TN): Nicole Scalet è ormai un’atleta nel pieno della sua carriera da orientista. Da ragazza timida, negli anni ha acquisito capacità comunicative importanti e la spontaneità è sicuramente uno dei  pregi migliori che la contraddistingue. Anche lei ci ha regalato un bello spaccato dell’atleta e della sua persona. Buona lettura.

Siamo arrivati al momento più importante della stagione internazionale. Vestire la maglia azzurra è sempre un’emozione. Cosa provi prima di un grande evento come questo?

E’ sempre emozionante rappresentare la propria nazione, ma ogni volta è diverso. Volevo esserci a questi WOC2016. Volevo rimettermi in gioco. Mi sono impegnata più che mai per arrivare fin qua e, dopo tanti anni con alti e bassi, grazie all’aiuto di tante persone vicine a me, sono riuscita a ritrovare motivazione e forze.  E’ per me un piccolo sogno che si realizza. Sono felice ed eccitata all’idea di essere al via.     

Oltre alla passione, che accompagna ogni sportivo, cosa ti spinge ad affrontare così tanti sacrifici per arrivare in forma ad un appuntamento così impegnativo come un Campionato del Mondo?
La voglia di scoprire sempre cose nuove di me stessa, di non accontentarmi mai. Con il duro e continuo lavoro ti conosci sempre meglio, impari ad affrontare i periodi difficili,  non solo nello sport ma anche nella vita. Quello che faccio mi diverte. Quando corro sono felice. Mi piace mettermi in gioco, condividere le fatiche con i miei compagni di allenamento, capire cosa posso fare per migliorarmi. Il Mondiale? E’ sempre un sogno, ma se ha una data può diventare un obiettivo e se l’obiettivo è diviso in step diventa un piano. Poi basta solo che quel piano diventi azione per far sì che il tuo sogno diventi realtà. 
 

Siete già stati in Svezia per un traing camp. Terminata l’esperienza quali valutazioni e convinzioni hai maturato? 
Sarà una bella sfida gareggiare in Svezia. Sono sicura di potermi prendere le mie soddisfazioni. I terreni mi piacciono e mi fanno venire in mente bei ricordi. Ovviamente non sarà facile, ma partirò con una consapevolezza in più rispetto al passato. Quello che potevo fare, quest’anno l’ho fatto e comunque andrà per me sarà un piccolo step in avanti. 

Come è stata impostata l’attività di preparazione fisica e tecnica?
Gli allenamenti sono stati un mix di duro lavoro e divertimento senza infortuni o periodi di malattia prolungati. Rispetto agli anni scorsi ho aggiunto allenamenti alternativi nel periodo invernale come lo sci di fondo e lo spinning, che mi hanno permesso di incrementare il volume delle ore senza avere paura di ulteriori infortuni. Dal punto di vista tecnico ho cercato di allenare tutte le discipline (Sprint, Middle e Long), e di concentrarmi su una specifica all’avvicinarsi della gara a cui ero interessata.  
 

Gareggerai con dei miti dell’Orienteering. Quali sono gli orientisti che ammiri maggiormente e per quale motivo?
Ce ne sono parecchi che ammiro, non tanto per i risultati ma per come sono riusciti ad arrivare lì dove sono. Per la loro passione unita all’umiltà. Mi piace lo sport che racconta storie e non solo medaglie. 
 

Ambizioni personali e programma Mondiale. 
Correrò Sprint e Staffetta, per la Sprint Relay si deciderà in loco. Ovviamente le ambizioni sono di fare bene e magari di migliorare qualche posizione in Staffetta rispetto agli scorsi anni.

a cura di Pietro Illarietti