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ARCO – Le azzurre portano l’Italia Tokyo

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Tatiana Andreoli, Lucilla Boari e Chiara Rebagliati

AZZURRE QUARTE NEL RANKING ROUND
La mattina delle azzurre era partita col piede giusto. Chiara Rebagliati, Tatiana Andreoli e Lucilla Boari si sono guadagnate il 4° posto al termine delle 216 frecce di qualifica, accedendo direttamente agli ottavi di finale. Per le azzurre 1963 punti, mentre la prima in qualifica è stato il Messico con 1993 punti, seguito dall’India con 1992 e dagli USA con 1981. Dietro le azzurre, le altre squadre che hanno avuto accesso diretto agli ottavi sono state Turchia, Francia e Polonia. Il tabellone degli scontri diretti ha proposto per l’Italia il match agli ottavi contro l’Uzbekistan (Abdusattorova, Nurmanova, Yunusova) che ha battuto l’Estonia ai 12esimi per 6-0.

GLI OTTAVI DI FINALE CON L’UZBEKISTAN
Le azzurre affrontano l’Uzbekistan e vincono con una prova di autorità per 6-0. Superano il primo set portandosi subito sul 2-0 con un 54-51, vanno sul 4-0 alzando ulteriormente la media punti con un 56-51 (punteggio più alto tra tutte le squadre in gara) e si ripetono nel terzo set, andando a vincere con un ottimo 56-54.

QUARTI DI FINALE COL BRASILE
Al turno successivo l’Italia si trova contro il Brasile (Dos Santos, Nikitin, Caetano) che nel frattempo ha battuto 6-0 la Danimarca. Il match contro le atlete carioca è un susseguirsi di emozioni che si conclude con una prova maiuscola delle azzurre, capaci di vincere 5-1. Il primo set è il più complicato, ma le azzurre riescono a pareggiarlo con un 52-52. Nella seconda frazione di gioco le italiane ingranano la quinta e con le ultime 3 frecce mettono a segno 30 punti portandosi sul 3-1 con un eccellente 57-56. La vittoria arriva con i 2 punti del terzo set, che le azzurre chiudono sul 55-52.

SEMIFINALE CON IL MESSICO
La chance per guadagnarsi la qualificazione olimpica arriva con la semifinale, dove l’Italia ritrova il Messico (Roman, Valencia, Vazquez) che aveva battuto nella finale per l’oro nella coppa del mondo di Losanna poche settimane fa. Le tre messicane sono vogliose di riscattarsi e lo hanno dimostrato raggiungendo la semifinale dopo una splendida rimonta contro l’Indonesia: erano sotto 4-0, ma riescono a pareggiare 4-4 e poi a vincere allo spareggio 5-3 (30-26). E infatti il match con le azzurre si risolve però in favore del Messico che vince 5-1, riuscendo a mantenere una media punti più alta delle azzurre, che invece abbassano visibilmente il livello della prestazione perdendo la partita con i seguenti parziali: 54-53, 5-2-52, 55-50.

LA QUALIFICAZIONE OLIMPICA CON LA SPAGNA
Per fortuna arriva per Chiara Rebagliati, Lucilla Boari e Tatiana Andreoli la prova di appello: la qualificazione olimpica può arrivare battendo nella finale per il bronzo la Spagna (Canales, De Velasco, Fernandez Infante) che era stata sconfitta in semifinale dagli Stati Uniti d’America per 6-0. Il match con le iberiche comincia molto bene, le azzurre si portano sul 4-0 mettendo a segno due set quasi perfetti, vinti con i parziali 57-51 e 59-53. Le spagnole vendono cara la pelle e accorciano le distanze portandosi sul 4-2, col parziale di 56-57, ma l’Italia ha troppa voglia di arrivare a Tokyo per lasciarsi sfuggire questa ultima opportunità e con il quarto set si guadagna i biglietti per il Giappone e il bronzo nel torneo di qualificazione olimpica vincendo pareggiando 53-53, che vale il punto della sospirata vittoria: 5-3. L’Italia andrà quindi ai Giochi Olimpici con 4 arcieri in totale: 1 atleta nell’individuale maschile più il terzetto femminile. Gareggerà nelle competizioni individuali, nella gara mixed team e, dopo la vittoria delle azzurre di oggi, anche nella prova a squadre femminile.

LUCILLA BOARI
“Nel 2016, prima di Rio, avevo vissuto il torneo di qualificazione che si disputò ad Antalya, ma questa volta sto vivendo delle sensazioni molto diverse. Siamo davvero emozionate, sapevamo che sarebbe stato difficile, ma non poteva andare meglio di così. La semifinale con il Messico non è andata come volevamo, abbiamo patito la tensione, ma avevamo un’altra possibilità e ci siamo subito focalizzate sullo scontro con la Spagna per riprenderci quello che avevamo perso prima. Abbiamo fatto quello che dovevamo e adesso siamo felicissime”.

TATIANA ANDREOLI
“Con il Messico eravamo emozionate, loro sono riuscite a rimanere più compatte di noi e ci hanno superato. Però ci siamo ritrovate nel match con la Spagna: sapevamo che non era in palio una semplice medaglia, ma l’accesso ai Giochi Olimpici. Volevamo la qualificazione, non contava null’altro in quel momento e abbiamo ritrovato le sensazioni giuste. Finalmente posso dire che il sogno olimpico è diventato qualcosa di reale. Ci godremo questi attimi fino in fondo. Nonostante la tensione ci siamo divertite, è stata una giornata molto lunga, con la qualifica al mattino e tutti gli scontri diretti nel pomeriggio. Sono felice perché ci siamo giocate lo scontro decisivo al meglio delle nostre possibilità”.

CHIARA REBAGLIATI
“Volevamo ottenere la qualificazione vincendo la semifinale con il Messico, sapevamo che era un match fondamentale, ma a causa della tensione abbiamo allargato la rosata e abbiamo perso. Sul campo prova, mentre attendevamo la sfida con la Spagna, ci siamo dette che non potevamo fallire questa seconda chance, perché avremmo buttato all’aria un lavoro che portiamo avanti da oltre due anni. Per me raggiungere i Giochi Olimpici significa raggiungere il sogno di quando ero bambina, un’emozione grandissima, perché rivedo la piccola Chiara che ha iniziato a tirare con l’arco a 10 anni: ora mi ritrovo a Parigi a festeggiare questa qualificazione. Tatiana e Lucilla hanno più esperienza internazionale di me, mi hanno tranquillizzata e io ho cercato di ripagarle iniziando i set al meglio che potevo. Credo che abbiamo fatto un ottimo lavoro, perché ci siamo sempre aiutate per raggiungere un obiettivo comune”.

IL COACH NATALIA VALEEVA
“Le ragazze erano molto unite e io ho cercato di mantenerle in una bolla portando un po’ della mia esperienza. Si sono aiutate a vicenda e questo ha avuto un peso importante per questo risultato. Io ci ho messo qualche consiglio per aiutarle a mantenere alta la concentrazione in una giornata lunga e difficile. Loro sono state bravissime a dimostrarsi squadra: non c’erano tre individualità in campo ma una squadra compatta che voleva raggiungere un risultato. Sono ancora giovani? Non esiste la gioventù quando si deve vincere. Io ho vinto due bronzi ai Giochi Olimpici a 21 anni. La differenza la fa la mentalità e la voglia di vincere: loro hanno superato i 20 anni e se continueranno ad avere questa mentalità possono arrivare lontano”.

IL PRESIDENTE MARIO SCARZELLA
“Le ragazze se lo meritavamo per quello che hanno dimostrato non solo in questo torneo di qualificazione. Forse l’ansia di raggiungere il risultato ha pesato nella sconfitta con il Messico, ma si sono subito riprese e andato di nuovo il meglio contro la Spagna. Complimenti a loro al Direttore Tecnico, al coach e a tutto lo staff che segue gli azzurri. E’ una bella vittoria che ci ripaga almeno in parte della delusione per la mancata qualificazione della squadra maschile. I ragazzi ieri sono andati vicinissimi ad ottenere il pass, purtroppo hanno fatto uno scivolone e non hanno avuto la possibilità di riprendersi come invece è accaduto oggi alle ragazze. Un vero peccato perché anche loro meritavano la qualificazione”.