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ARCO TOKYO2020 – Domani il via: parlano le azzurre e i coach

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Il campo del ranking round allo Yumenoshima Park Archery Field (Foto World Archery)

Domani si scende in campo allo Yumenoshima Park Archery Field di Tokyo. Su quella definita “l’isola dei sogni” le prime a calcare la linea di tiro saranno le tre atlete delle Fiamme Oro Tatiana Andreoli, Lucilla Boari e Chiara Rebagliati. Il via alle 72 frecce di ranking round – necessarie per stabilire il tabellone degli scontri diretti individuali, a squadre miste e a squadre – sarà dato alle ore 9,00 di Tokyo (ore 2,00 del mattino in Italia) per le 64 atlete del femminile. L’aviere Mauro Nespoli, in gara tra i 64 arcieri del maschile, scenderà in campo invece alle ore 12:00 (ore 6,00 del mattino in Italia).

Al termine di questa fase preliminare, sabato 24 luglio saranno messe in palio le prime medaglie: farà infatti il suo esordio olimpico la gara a squadre miste. Per avere accesso al tabellone degli scontri diretti il compito dell’Italia, i cui due atleti titolari saranno nel maschile Mauro Nespoli e nel femminile l’azzurra che otterrà il punteggio maggiore tra le tre in gara, sarà quello di qualificarsi tra le migliori 16 per accedere al primo match degli ottavi di finale che prenderanno il via alle ore 9,30 (ore 2,30 del mattino in Italia), mentre le sfide per le medaglie sono previste dalle ore 16,25 (ore 9,25 del mattino in Italia).

PARLANO I COACH MATTEO BISIANI E NATALIA VALEEVA
Matteo Bisiani, ex azzurro vincitore del bronzo a squadre ad Atlanta ’96 e dell’argento a squadre a Sydney 2000, attualmente coach della Nazionale maschile sarà al seguito di mauro Nespoli sul sintetico dello Yumenoshima Park Archery Field. Bisiani si fida delle sensazioni di Mauro Nespoli e spende parole di stima nei confronti dell’aviere di Voghera in vista della competizione che prende il via domani: “Sappiamo che prima di un appuntamento del genere è inutile fare pronostici, ma Mauro fa bene a sentirsi sicuro dei suoi mezzi. In carriera ha vinto tanto e si è preparato moltissimo per questo appuntamento. Sarà da solo, senza una squadra, ma ha le spalle larghe ed è allenato a portare uno zaino carico di responsabilità. Prima di questi grandi eventi è sempre meglio sentirsi pronti per essere protagonisti, piuttosto che lamentarsi o mettere le mani avanti per paura di fallire”.
Per quanto riguarda la prima medaglia che verrà assegnata sabato 24, in occasione delle sfide del mixed team che faranno l’esordio olimpico qui a Tokyo, ancora non è decisa l’azzurra che affiancherà Mauro Nespoli. Saranno determinanti le 72 frecce di ranking round per scegliere la migliore delle tre: “Non sarà un problema, Mauro è abituato a tirare con qualsiasi compagna. In questi mesi di selezioni interne abbiamo fatto un lavoro specifico proprio per gestire questo tipo di situazioni. Abbiamo simulato gare mettendo dei limiti di tempo per rendere oliati certi automatismi nei match: il gruppo ha lavorato tirando sui 40 secondi per gestire le sfide a squadre miste e sui 20 secondi per la gestione dei match individuali e a squadre”.

Natalia Valeeva, dopo essere stata protagonista sulla linea di tiro, questa volta tenterà di dare il suo contributo nel box dei tecnici. “Con l’aiuto di tutto lo staff abbiamo cercato di preparare al meglio le ragazze. Dopo 5 anni di attesa siamo arrivate a questo traguardo e adesso, a poche ore dal via, le ragazze stanno vivendo il classico cocktail di emozioni che io, con la mia esperienza, considerando che questa è la mia settima presenza ai Giochi Olimpici, anche se in veste diversa, ho cercato di spiegare a Tatiana, Lucilla e Chiara come gestirle. Abbiamo lavorato molto e loro sono abbastanza serene”.
Per quanto riguarda le prime sfide che dovranno affrontare sabato in occasione dei match mixed team, Valeeva aggiunge: “Ho cercato di far capire alla squadra che il sano agonismo non toglie amicizia, ma fa crescere se stessi e allo stesso tempo il valore della squadra. Per questo credo che andrà in campo con Mauro semplicemente chi riuscirà a dare il meglio di se stessa. Tutte e tre hanno la possibilità di guadagnarsi questa bellissima nuova opportunità che ci è stata data dal programma olimpico”.
Natalia Valeeva parla anche della sua prima esperienza da tecnico, piuttosto che da atleta: “Prima dovevo concentrarmi solo su me stessa e la mia prestazione, ora invece ho dovuto imparare a parlare ad ognuna con il linguaggio adatto alla sua personalità, cercando di tirare fuori il meglio da ognuna di loro”.

LE DICHIARAZIONI DELLE AZZURRE
Lucilla Boari – L’atleta mantovana è l’unica delle azzurre ad aver già vissuto un’Olimpiade nella scorsa edizione a Rio, parla dell’ambientamento a Tokyo e di come sta vivendo le poche ore che la dividono dalla competizione: “In questa settimana dovevamo ambientarci, assorbire il fuso orario e conoscere bene le condizioni di gara. Il campo è piuttosto particolare per il vento e fa molto caldo, più di quanto ci aspettavamo. Ora sappiamo cosa ci aspetta e, prese le misure a queste situazioni, la vigilia della competizione comincia a sentirsi. Ognuna di noi probabilmente è emozionata in modo diverso. Domani dobbiamo mettere da parte ogni paura e le sensazioni che ci portano fuori rotta per focalizzarci solo sulle carte vincenti e fare il massimo”.
Sulle sue aspettative in merito ai risultati aggiunge: “Nell’individuale spero di riproporre quanto fatto nell’ultima tappa di coppa del mondo a Parigi, dove ho superato diversi scontri e ho ottenuto uno dei migliori piazzamenti. Per il mixed team non sappiamo ancora chi gareggerà con Mauro, ma chiunque di noi tre scenderà in campo saremo poi pronte a tifare e sperare nella possibilità di una medaglia in questa nuova specialità. Per quanto riguarda invece la squadra femminile siamo speranzose di fare lo stesso gioco di squadra delle ultime uscite. E’ stato il nostro asso nella manica che ci ha portato fino alla qualifica olimpica. Daremo il massimo e poi quello che arriverà sarà un bagaglio in più per il futuro. L’esperienza olimpica, indipendentemente dal risultato, ti fa portare a casa qualcosa di unico che possiamo utilizzare nel nostro percorso di crescita”.

Chiara Rebagliati – L’atleta savonese è all’esordio olimpico: “Sono stati molto utili i primi giorni. Certo, è tutto molto più grande rispetto ai campi che siamo abituati a vedere normalmente, ma ci sono gli stessi bersagli di un campionato italiano, voglio pensarla così anche se so che in realtà è tutto diverso. Abbiamo fatto anche il nostro ingresso al villaggio che osservo con occhi da bambina, come se fossi in un parco divertimenti, dove tutto è a portata di atleta, ma è tutto gigantesco, da apprezzare con gli occhi di chi ce l’ha fatta per portare in alto i colori dell’Italia. Siamo insieme a grandi campioni di altri sport e questo da una parte ti meraviglia e dall’altra ti fa essere orgogliosa, perché di solito certi atleti li vedi solo in televisione, ma adesso condividi con loro la stessa esperienza”.
Chiara Rebagliata parla anche delle emozioni del pre-gara: “Un po’ di tensione naturalmente c’è, per me è una esperienza nuova e quindi mi rimarrà impressa nella memoria, cercherò di viverla appieno e darò tutta me stessa per trovare il feeling giusto ed esprimermi al meglio”. Le aspettative? “Se facciamo il nostro siamo una squadra competitiva. Abbiamo bisogno di ricrearci il nostro piccolo spazio come abbiamo fatto a Losanna e Parigi per andare dritti all’obiettivo. Non vedo l’ora che arrivi la gara a squadre perché credo che possiamo dire la nostra. Nel caso del mixed team per me sarebbe una novità, ma la vivrei come una grande emozione e motivo di massimo impegno. Nell’individuale vivi subito una situazione altamente competitiva visto che ogni match si disputa sul campo delle finali. Quello che so è che farò ogni cosa col massimo impegno”.

Tatiana Andreoli – L’arciera piemontese di esprime subito sull’adattamento al fuso orario: “I primi giorni ho accusato molto gli orari e anche il caldo. A parte la pre-olimpica del 2019, ero abituata a trasferte meno complicate. Il campo e il villaggio li vivo come un sogno che si avvera: qui a Tokyo c’è tutto lo sport del mondo in unico luogo e questo mi fa molto effetto, anche se non ho ancora realizzato fino in fondo come sto vivendo questa esperienza olimpica. Per ora sono ancora abbastanza tranquilla, forse proprio perché non abbiamo tirato le frecce che valgono per la classifica. Cosa mi aspetto dalle nostre prestazioni? Ognuno proverà a fare il massimo e io spero che l’Italia tornerà a casa con una medaglia o comunque con un grande bagaglio di esperienza. Naturalmente mi piacerebbe uscire da qui anche con una soddisfazione personale. Comunque, dopo questo anno che ci ha davvero messi alla prova, sono sicura che potremo andare via da Tokyo con la coscienza a posto: l’ho ripetuto anche alle mie compagne, l’importante è tirare le proprie frecce senza avere rimorsi”.