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Cina e sport: le discipline sportive più praticate

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Uno dei Paesi che in campo internazionale ha ormai da anni un ruolo di primo piano è la Cina.

Non solo come ruolo di potenza economica, ma nei più vari campi: dal turismo alla tecnologia, fino allo sport.

Proprio lo sport è uno dei settori che maggiormente ha visto la crescita della presenza cinese ai più vari livelli.

Solo per prendere ad esempio le società calcistiche, sono numerose quelle che hanno avuto a che fare con proprietari cinesi: in Italia l’Inter è di proprietà del gruppo Suning, in Inghilterra vanta proprietari cinesi il Southampton, della Gao Jisheng, e in Spagna il Granada vede come azionista di maggioranza il Desports Group.

Come se non bastasse, il campionato di calcio cinese ha iniziato a rivestire un appeal sempre maggiore per i calciatori giunti al tramonto della loro carriera, di fatto soppiantando come meta preferita i campionati medio orientali, fra i primi a distinguersi per questa realtà.

Al di là dei fenomeni recenti, la Cina vanta una tradizione peculiare di sport, sia in quelli praticati in tutto il mondo che in quelli più tipici della regione. Lo sport che, invariabilmente, viene più spesso associato alla Cina è il ping pong.

Non certo a caso, visto che la sua diffusione nel paese è tale che spinse Mao Tse Tung, negli anni ’50, a proclamarlo sport nazionale; tuttavia, contrariamente a quanto comunemente si crede, lo sport non è nato in Cina. La tesi più accreditata infatti riconduce la nascita del tennistavolo all’Inghilterra, negli ultimi anni dell’800, come versione “casalinga” del tennis.

In ogni modo, la disciplina ha avuto in Cina un successo enorme, tanto che sono circa 15 milioni i cinesi tesserati, e sarebbero all’incirca 300 milioni i giocatori occasionali. Altro dato significativo è quello dei risultati internazionali: introdotto come disciplina alle Olimpiadi a partire dall’edizione del 1988, su un totale di 32 medaglie d’oro disponibili gli atleti cinesi se ne sono aggiudicati la bellezza di 28.

Anche in Italia, in ogni caso, il ping pong è molto diffuso, al punto da ospitare perfino tornei internazionali.

badminton

Al contrario, uno sport che molto raramente è associato alla Cina è il badminton.

Nell’immaginario comune, infatti, il badminton è invariabilmente ricondotto alla nobiltà inglese; eppure, le più antiche testimonianze di un gioco praticato con racchette e volano si ritrovano su vasi cinesi risalenti al 500 a.C., anni in cui l’Inghilterra era colonizzata dai Celti. Con tutta probabilità il gioco era diffuso nell’intera Asia, giungendo in Europa grazie al dominio militare inglese sull’India e prendendo il nome dalla residenza inglese nella quale iniziò a venire praticato con una certa regolarità.

In ogni caso, il badminton è ancora oggi estremamente popolare in Cina. Introdotto come sport olimpico nel 1992, ad oggi ha assegnato ad atleti cinesi ben 41 medaglie: considerando che i restanti gradini del podio sono occupati da Indonesia e Corea del Sud, entrambe con 19 medaglie, è facile capire quanto lo sport sia apprezzato in Cina.

Cambiando sport, esiste una diffusa credenza secondo la quale le carte da gioco sarebbero state portate in Europa da Marco Polo: questi, tornando a Venezia dopo il suo famosissimo viaggio, avrebbe portato con sé delle carte da gioco, che dalla laguna si diffusero in tutto il mondo. Per quanto si tratti molto probabilmente di una leggenda, è invece comunemente accettato che le carte da gioco come oggi si intendono siano comparse in Cina a partire dal decimo secolo, dopo l’invenzione della carta.

In termini di giochi, accanto ai diffusissimi Dou Di Zhou e Mah Jong, non tutti sanno che esiste persino una variante di poker, noto come poker cinese, caratterizzato da regole peculiari volte a rendere il gioco molto più veloce delle modalità classiche. Anche in uno fra gli sport o passatempi più comunemente praticati, quindi, c’è molto della Cina.

arti-marziali

Infine, considerando una disciplina inconfondibilmente orientale, sono numerosissimi anche i cinesi che si dedicano alla pratica del Tai Chi.

La disciplina, che conta anche in Italia un grande numero di praticanti, nasce come un incrocio fra arte marziale e meditazione e, tenendo in conto anche la ricchezza della spiritualità cinese, era probabilmente inevitabile che riscuotesse un successo tale da sconfinare nell’ambito sportivo vero e proprio. In effetti, fra i praticanti del Tai Chi, una grossa percentuale è rappresentata da atleti che vi si dedicano come forma di attività aerobica, affascinati dall’armonia che comporta la sequenza di posizioni, tale da rendere la pratica simile a una danza.