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Concordato Ferrarini- Bonfatti: non esiste una proposta concorrente

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“La “Proposta concorrente” di cui parlano i media e citata dai soggetti proponenti si rapportava alla prima domanda di concordato: questa domanda non c’è più, perché al suo posto c’è la seconda domanda, come ha riconosciuto anche la Cassazione. Una seconda Proposta concorrente potrebbe in teoria essere presentata in futuro, anche se a nostro parere il contenuto della secondo proposta di Concordato della Ferrarini SpA non ammette “Proposte concorrenti”, perché supera il limite minimo del pagamento del 30% dei creditori chirografari, oltre che del 100% dei creditori privilegiati, come previsto dalla disciplina del Concordato. Ma a prescindere da ciò, la seconda Proposta di Concordato è in ogni caso largamente più favorevole ai creditori di quella che la “cordata” concorrente aveva depositato ai tempi della prima Proposta”.

Lo dichiara Sido Bonfatti consulente legale del gruppo Ferrarini, una tra le più importanti realtà nel settore agroalimentare Made in Italy di qualità con 650 dipendenti di cui 170 all’estero. Il piano di ristrutturazione depositato presso il tribunale di Bologna, che ora tornerà al Tribunale di Reggio Emilia, prevede che all’esito dell’omologazione del concordato subentri nel capitale il gruppo Pini, primo gruppo italiano nella trasformazione di carni suine italiane, con AMCO in veste di finanziatore supporting.
Bonfatti, che è professore ordinario di diritto commerciale all’Università di Modena e Reggio Emilia e autore di alcuni dei libri fondamentali sulla crisi d’impresa, interviene sulla decisione della Corte di Cassazione pubblicata ieri e sulle notizie uscite oggi sui giornali.

“La Corte di Cassazione- spiega Bonfatti- ha deciso in merito al contrasto che era sorto tra la Ferrarini SpA. Le società che avevano avanzato una “Proposta Concorrente” nei confronti della prima domanda di Concordato preventivo, che poi è stata sostituita da una seconda domanda, di carattere migliorativo, sulla quale è sorta la controversia che vede coinvolte Bonterre; GSI; OPAS) e Banca Intesa ed Unicredit che sostenevano questa “cordata”. La discussione verteva sul punto se competente per questa seconda domanda fosse il Tribunale di Reggio Emilia oppure il Tribunale di Bologna. La Cassazione ha dato ragione alla Ferrarini, confermando che la competenza rimane a Reggio Emilia.”

“Dal 2019 è entrata in vigore una norma secondo la quale per le imprese “in” Amministrazione Straordinaria la competenza per le “procedure di crisi”, tra le quali i Concordati preventivi, è quella del Tribunale delle Imprese: che per le imprese dell’Emilia Romagna è a Bologna. Per le altre imprese il Tribunale competente è quello dove l’impresa ha la sede e svolge la sua attività, che per Ferrarini è Reggio Emilia. La Cassazione ha preso atto che la Ferrarini non è “in” Amministrazione Straordinaria: ed anche se è astrattamente soggetta a questa Procedura, qualora se ne verificassero i presupposti, attualmente non lo è, e non è detto che lo sarà mai. Pertanto è giusto che il suo Concordato preventivo rimanga a Reggio Emilia” .

“Noi abbiamo sempre detto- continua Bonfatti- che avremmo accettato la decisione della Cassazione con serenità, perchè l’importante era andare avanti con il risanamento dell’impresa, fosse a Reggio Emilia o a Bologna. L’esperienza con il Tribunale di Bologna è stata estremamente positiva, per l’attenzione e la sensibilità dimostrata alle esigenze della Ferrarini (e alla condizione dei suoi tanti lavoratori). Siamo soddisfatti, perché la decisione della Cassazione dimostra che la Ferrarini non ha “barato” e che gli Organi della Procedura (Tribunale di Reggio Emilia; Giudice Delegato dr. Stanzani Maserati; Commissario dr. Bartoli) “ci avevano visto giusto” nel considerare competente Reggio Emilia”.

Bonfatti poi risponde a chi continua ad insinuare che la seconda proposta di Concordato abbia rappresentato un espediente “abusivo”: “Abusiva sarà questa continua attività di denigrazione. Ferrarini, visti i risultati positivi della gestione, è stata così in condizione di fare una seconda proposta di Concordato, migliorativa della prima. La correttezza di questa iniziativa è stata confermata da due Tribunali (Reggio Emilia e Bologna), una Corte d’Appello (Bologna), e dalla Cassazione”.

“Adesso- conclude Bonfatti- la gestione dell’impresa, che anche in questa condizione di incertezza giuridica ha continuato a dare risultati positivi, proseguirà con maggiore serenità. Il Tribunale di Reggio Emilia riprenderà la guida della Procedura. Ci dovrà essere la sua apertura formale, la votazione dei creditori, il giudizio di omologa.
Il tutto sotto il permanente controllo del Giudice delegato Stanzani Maserati e del Commissario Giudiziale Bartoli”.