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Edilizia, Gioia (UdC): “Uscire dal patto di stabilità per affrontare l’emergenza”

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«Siamo di fronte a una vera e propria emergenza di un comparto, quello edile, che fa da traino al Pil nazionale e che solo nell’ultimo anno è calato in Liguria dell’oltre 5% con una perdita di circa un migliaio di posti di lavoro: è necessario un provvedimento d’urgenza, che sblocchi la situazione con coraggio. Uscire dal patto di stabilità, sull’esempio di quanto già fatto in altri grandi Comuni italiani, darebbe una sicura boccata d’ossigeno al comparto edile».

Questa la proposta di Alfonso Gioia, capogruppo UdC nel Comune di Genova, espressa in Sala Rossa a Palazzo Tursi durante la discussione dell’articolo 55 in merito ai lavoratori edili.

«Per reperire risorse e renderle immediatamente disponibili – ha detto Gioia – si potrebbe anche avviare un percorso di indebitamento per finanziare due tipologie di interventi: la messa in sicurezza dell’edilizia scolastica e il recupero dei quartieri oggi degradati.

I mali dell’edilizia – oltre alla cronica carenza di lavoro a causa dello stallo dei grandi cantieri e commesse pubbliche – sono ribassi insostenibili nelle gare, negli appalti sia pubblici sia privati, le difficoltà di accesso al credito – calato del 7% nell’ultimo anno alle imprese del comparto – e il “nanismo” delle imprese liguri e genovesi al primo posto in Italia per numero di partite Iva sul mercato delle costruzioni. A tutto ciò si aggiunge una burocrazia vorace e pesantissima che di certo non aiuta le imprese.

Canalizzare le risorse disponibili, per esempio l’1,6 miliardi di euro messi a disposizione dal programma #scuolesicure, a cui aggiungere risorse per la messa in sicurezza degli edifici scolastici della città darebbe un impulso alle piccole e piccolissime imprese edili genovesi e avrebbe un effetto positivo anche sulla qualità e sulla sicurezza della “vita” scolastica dei nostri ragazzi e bambini. Ricordo che il patrimonio dell’edilizia scolastica di Genova è tra i più vecchi in Italia. Secondo l’ultima indagine Ispredil, Istituto promozionale per l’edilizia, in Liguria il 23% del patrimonio edilizio scolastico ha urgente bisogno di lavori di manutenzione e circa il 41% degli edifici scolastici liguri è stato costruito tra il 1940 e il 1974. Il 19% è stato costruito dopo il 1974, anno dell’entrata in vigore dei provvedimenti per le costruzioni in aree sismiche. Solo il 66% delle scuole liguri ha un giardino e il 55% una palestra.

Uscire dal Patto di stabilità consentirebbe anche l’avvio di un programma di restyling nei quartieri genovesi, da un passato magari illustre, ma che oggi versano in una situazione di degrado: pensiamo ad alcune zone del Centro storico che potrebbero essere rivitalizzate, anche in chiave turistica, se fossero interessate da un recupero edile diffuso, attingendo alle professionalità delle piccole imprese artigiane del territorio genovese, che ben conoscono tutte le peculiarità del costruito dei nostri “caruggi”».