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I LAVORI DEL CONSIGLIO REGIONALE

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Riforma del sistema di trasporto pubblico regionale e locale

Con 19 voti favorevoli (centrosinistra) e 8 contrari (centrodestra) è stato approvato il disegno di legge  305 “Riforma del sistema di trasporto pubblico regionale e locale.”
Il provvedimento ridisegna il settore nel suo complesso, definendo le competenze, i ruoli e le responsabilità dei diversi attori istituzionali. Punto centrale della riforma è l’individuazione del Bacino Unico Regionale dei Trasporti (BURT) quale ambito territoriale ottimale per l’organizzazione dei servizi, il cui governo sarà assicurato dalla Regione attraverso la costituzione di un’apposita Agenzia. Tale Agenzia regionale per il Trasporto pubblico locale dovrà essere partecipata anche dagli Enti locali (Province e Comuni capoluogo) ed avrà funzioni prevalentemente gestionali. In particolare avrà  il compito di bandire la gara in un unico lotto per l’affidamento del servizio, eventualmente anche ferroviario,  e di gestire il successivo contratto di servizio. Avrà , inoltre, un ruolo di supporto alla programmazione che resta in capo alla Regione.
Approvati diversi emendamenti. In particolare due, sottoscritti da Ezio Chiesa (Gruppo Misto–Liguria Viva)  puntualizzano  il fatto che “su tutti i territori, località, paesi serviti dal trasporto pubblico all’entrata in vigore della presente legge deve essere garantita una coppia di corse”. Si ribadisce, inoltre, che ”I servizi minimi in ambito extraurbano sono definiti quali una coppia di corse di collegamento per i centri o per gli ambiti abitati con una popolazione  indicativamente di 50 abitanti residenti”.
Approvato un emendamento di Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) , secondo il quale “La Regione promuove l’adozione  di un sistema di bigliettazione elettronica  integrata su tutto il territorio  regionale al fine di garantire  una maggiore integrazione  e semplificazione dei sistemi tariffari, a seguito di una valutazione complessiva degli investimenti necessari e dei benefici rispetto ad una maggiore integrazione tra i vettori, impatto sulla accessibilità ai mezzi pubblici nonché gradevolezza d’uso da parte degli utenti”  
Approvati anche emendamenti presentati dalla giunta, da  Sergio Scibilia (Pd) e Marylin Fusco (Diritti e Libertà),  Alberto Marsella (Diritti e Libertà) e Nino Oliveri (Pd),
Tra gli emendamenti respinti, anche quello sottoscritto da Gino Garibaldi (Pdl), Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) e Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-padania) che riduceva la percentuale massima destinata all’Agenzia regionale per il trasporto. La percentuale, contenuta nel testo approvato oggi, è al massimo il due per cento  delle risorse regionali destinate al trasporto. Secondo l’emendamento sarebbe dovuto scendere all’un per cento.
L’assessore regionale ai trasporti, Giovanni Enrico Vesco ha a tal proposito voluto sottolineare che tutte le cariche riguardanti l’Agenzia ed il Comitato per la Concertazione del Tpl sono a titolo onorifico, non è previsto rimborso di sorta.   

Il dibattito.
Nella sua relazione di maggioranza Sergio Scibilia (Pd) ha illustrato il provvedimento «che riorganizza il servizio attraverso l’individuazione dell’ambito territoriale ottimale e, attraverso lì’Agenzia regionale per il Tpl, la Regione esplica le procedure competitive a evidenza pubblica in un unico lotto per l’affidamento del servizio di trasporto. In questo contesto si evidenzia la clausola sociale, cioè il mantenimento delle condizioni economiche e normative di tutto il personale dipendente delle aziende in caso di passaggio all’azienda subentrante a seguito di gara. I servizi minimi sono a carico del bilancio regionale, quelli aggiuntivi in carico agli enti locali. Entro 12 mesi dalla costituzione dell’Agenzia vengono espletate le gare. La Regione stipulerà con gli enti locali accordi di programma per definire qualità e quantità dei servizi. Viene previsto il sub affidamento del servizio ma con precise garanzie. Viene poi istituito l’Osservatorio regionale dei trasporti. Viene istituito il Comitato per la concertazione sul Tpl, un organismo politico senza indennità di carica o presenza».
Ezio Chiesa (Gruppo misto-Liguria Viva), che in commissione si era astenuto sul provvedimento, ha dichiarato: «Credo che il Governo avrebbe diversi modi per finanziare il trasporto pubblico locale, per esempio, utilizzando la possibilità di diminuire il costo del carburante finalizzato al servizio pubblico cosa che questo governo non fa perché è un problema di volontà politica. Oggi, intanto, stiamo provando ad approvare un provvedimento che non sarà la panacea di tutti i mali, mettiamo i primi pilastri per fare una riforma ma le ricadute saranno molto pesanti: si andrà ad una razionalizzazione che porterà ad una riduzione del personale, ad un taglio drastico dei servizi in alcuni territori. Se non verranno approvati alcuni degli emendamenti che ho proposto subiremo tagli e avremo un servizio diversificato fra chi vive in città e chi vive nell’entroterra. Su questa materia, inoltre, siamo sensibili ai bisogni delle aziende e dei lavoratori, ma siamo poco sensibili all’utenza che dobbiamo dotare di strumenti di controllo. Una materia complessa e difficile riguarda, poi, la salvaguardia dei posti di lavoro e delle retribuzioni mentre sull’accorpamento dei bacini di traffico, sul lungo periodo non ci saranno risparmi, ma anzi i costi aumenteranno e nelle altre regioni si stanno rivedendo le riforme fatte, perché hanno ridotto i servizi e aumentato i debiti. E’ necessario, quindi, migliorare il provvedimento uscito dalla commissione: ho grandi perplessità, infatti, sull’articolo 4 che si limita a affermazioni di principio sui servizi minimi». In seguito all’accoglimento di parte dei suoi emendamenti Chiesa ha poi deciso di votare a favore del provvedimento.
Giacomo Conti (Federazione della sinistra-Rifondazione), che in commissione si era astenuto, ha dichiarato: «Con gli emendamenti approvati sono state conquistate modifiche importanti, ma ancora non ci siamo. E’ senza dubbio positivo che molti dei nostri emendamenti al testo originario della nuova legge regionale sul trasporto pubblico siano stati approvati. Gli emendamenti proposti e inseriti nel testo rafforzano le tutele per i lavoratori: il vincolo della “clausola sociale” garantisce il mantenimento dei livelli occupazionali e delle attuali condizioni economico-normative ed estende l’applicazione del Contratto nazionale Autoferrotranvieri anche ai lavoratori degli appalti. Inoltre – ha aggiunto – sono state approvate modifiche finalizzate a contenere il ricorso ai subappalti. E’ stata anche accolta la proposta con cui si stabilisce che, prima di indire la gara per il servizio di trasporto pubblico, la Regione dovrà varare il Piano Regionale dei Trasporti, che dovrà prevedere, tra l’altro, il mantenimento dei collegamenti con i piccoli centri. Infine è stata inserita la necessità di ridurre la congestione del traffico e l’inquinamento. Malgrado questi importanti miglioramenti che sono stati conquistati – continua Conti – restano riserve e criticità sull’impianto complessivo di una legge che rischia di rimettere in moto processi di privatizzazione in un servizio così importante come il trasporto pubblico. Non si tratta di una posizione ideologica, ma di semplice buon senso, visto che nei territori nei quali ci sono state privatizzazioni del trasporto pubblico la situazione è drasticamente peggiorata sia per i lavoratori che per gli utenti. Per queste ragioni, pur esprimendo anche soddisfazione per i risultati ottenuti con gli emendamenti e considerando che tra i lavoratori del settore coesistono giudizi diversi – ha concluso Conti – non sussistono le condizioni per un mio voto favorevole».
Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania): «La nuova versione della legge ha qualche elemento positivo in più rispetto alle precedenti. La scelta di adottare un’Agenzia per la mobilità dovrebbe, apparentemente, contribuire a dar un assetto più organico al settore.  Ma, oltre ai grossi limiti del modello di Agenzia  ipotizzato, il sistema che la legge prefigura risulta molto confuso, con la presenza contemporanea di troppe sovrastrutture e competenze che si vanno ad incrociare tra loro.  Lo scopo della Regione sembra dunque quello di porre l’ennesima pezza alle solite mancanze economiche. Gli unici due strumenti innovativi sono l’idea di bacino unico e l’ipotesi di agenzia. La legge non esce dall’inefficiente logica del contributo per entrare in quella della pianificazione, anche dal punto di vista delle risorse, questo nonostante ci si trovi in piena emergenza su questo versante. La legge non affronta in maniera adeguata la questione della pianificazione del trasporto ferroviario all’interno della mobilità regionale.  Trenitalia (fermo restando  che sia tale azienda a gestire il trasporto ferroviario) dovrebbe essere uno degli attori all’interno dell’Agenzia. La legge, inoltre, trascura il trasporto pubblico sovra regionale. L’Agenzia dovrebbe coordinarsi  con le Aziende che esplicano il servizio al di fuori dei confini regionali  ma su direttrici interessanti il territorio regionale E questo sia per il trasporto su ferro che su gomma».
Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente): «Il grosso rischio è che la con la creazione di un bacino unico regionale  il trasporto in Liguria diventi una grande Amt, che oggi è uno dei maggiori problemi che abbiamo. L’assessore Vesco ha ipotizzato un costo dell’Agenzia di circa 2 milioni e 400mila euro annui ma la giunta deve fornire un piano economico e fissare un budget massimo: partire con un budget indefinito non è un buon inizio. L’altro problema è la totale mancanza di programmazione in materia di mobilità e gli sprechi». In proposito Pellerano ha ricordato il biglietto elettronico:  4, 2 milioni di euro spesi dalla Regione Liguria per affidare a  Datasiel la sperimentazione del progetto BELT: Bigliettazione Elettronica Liguria Trasporti. «Peccato che nessuno abbia mai visto questo biglietto elettronico che per altro in altre città, come Hong Kong, funziona già da tempo».  Ha citato i 900 mila euro spesi per il Road Pricing, il cervello elettronico e telecamere ai varchi di ingresso al centro di Genova, installati e poi smobilitati; la mancanza di parcheggi di interscambio: «Ne esistono solo due ma non vengono utilizzati perché non c’è interconnessione»; il costo esorbitante della metropolitana pari a 758 milioni di euro per 7 km di linea e i 75 milioni destinati alla prosecuzione della metro verso Marassi a Genova, dirottati sull’ipotesi di nuova viabilità della Val Bisagno e poi ritirati dal Governo perché il Comune non aveva ancora speso nulla; i 220 mila euro per il Bike sharing a fronte di un incasso per i noleggi di 1.147 euro, il furto o il danneggiamento della gran parte delle bici elettriche. Ma soprattutto la «gestione fallimentare e lo sperpero del patrimonio immobiliare di AMT a fronte dei quali c’è un maggior costo degli abbonamenti Amt: 65 euro in più rispetto a Milano, 85 in più rispetto a  Torino e Firenze, 150 in più rispetto a Roma e Reggio Emilia. Pellerano ha poi ricordato «i 44mila euro dati a Filse per lo studio sul Tpl che, mentre si sta varando la legge, deve essere ancora consegnato. Oggi i nodi vengono al pettine e il centrosinistra deve spiegare lo spreco di oltre 100 milioni di euro».
Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente)  è stato assai polemico sulla legge in discussione. Ha criticato in particolare il rischio che non si sostenga il trasporto nell’entroterra danneggiando così chi ha fatto la scelta di vita di vivere fuori città. Fra gli sprechi Siri ha annoverato anche «il trasporto con la navebus che spesso non funziona per il mare agitato o per altri motivi.  La sensazione è che questa legge rappresenti l’ennesima pezza per coprire le mancanze di tipo economico e programmatorio. Viene istituito il bacino unico creando un quadro gestionale ancora più confuso, già appesantito dalla mancanza di una pianificazione organica e dalla mancanza di finanziamenti. La cosa forse più scandalosa è la vicenda della linea ferroviaria Genova – Ovada – Acqui Terme con il taglio inaccettabile della maggior parte dei convogli. Questo è dovuto al fatto che la Regione si muove in una logica rigidamente confinata nell’ambito della Liguria mentre la mobilità va ben oltre. A fronte di alcuni aspetti positivi, che riconosciamo alla proposta di legge, sono ancora troppi i punti critici: nel complesso crediamo che essa rappresenti un’occasione perduta».
Antonino Oliveri (Pd) «E’ vero: questa legge non risolverà tutti i problemi, però è difficile negare che risponde al disperato bisogno di nuove regole e di un nuovo assetto del trasporto pubblico locale sia sotto il profilo economico che ambientale. Il taglio al fondo nazionale ha messo in crisi tutto il settore. La profonda revisione della normativa nazionale ha aggravato ulteriormente le difficoltà delle aziende. Sui servizi pubblici locali questo provvedimento fa scelte nette: bacino unico e agenzia regionale, integrazione dei vari sistemi di trasporto a partire da quelli su ferro con quelli su gomma. La discussione approfondita in commissione, e gli emendamenti apportati grazie anche al contributo del Comitato delle autonomie locali, hanno consentito di aggiustare il tiro e migliorare molto il disegno di legge. L’agenzia è diventata il fulcro della riforma, ma un ruolo importante è affidato al comitato di concertazione che opportunamente è stato distinto dall’Agenzia. Nel complesso il testo in approvazione è stato molto migliorato e darà un contributo importante alla mobilità in Liguria».
Marco Melgrati (Pdl): «Non possiamo essere complici della giunta varando una legge che non aggiunge e non toglie nulla se non il recupero dell’Iva pagata dalla Regione. Una legge che, soprattutto dopo la scomparsa della clausola sociale è solo fumo negli occhi per lavoratori i sindacati e i cittadini. Il provvedimento doveva essere approvato entro fine marzo o i primi di aprile, siamo arrivati alla fine di ottobre per approvare un testo che non risolve i mali profondi del trasporto pubblico. La Regione si è dimostrata impotente a legiferare su bacini sovraregionali e non ha realizzato le necessarie sinergie con le Regioni limitrofe. Siamo inoltre molto preoccupati per questa nuova agenzia regionale che assorbe il 2% del budget: un sacco di soldi e non si capisce cosa se ne farà. Non vorremmo che diventasse l’ennesimo carrozzone utile solo per regalare consulenze agli amici degli amici. Preoccupazione c’è anche per l’osservatorio. Di fatto, invece di semplificare, si finirà per creare nuove strutture che hanno costi elevati e che assorbiranno risorse al servizio di trasporto. Gravissimo è il fatto che siano stati stanziati  449 mila euro per uno studio propedeutico all’approvazione della legge senza che questo arrivasse in tempo prima dell’approvazione. Chiederemo alla Corte dei Conti che fine ha fatto questo studio. Inoltre non si da risposte a queste domande: visto che non si è andati a una società unica di trasporto dov’è il risparmio? E se non c’è risparmio che fine faranno i servizi per l’entroterra, saranno ancora una volta sacrificati? E quale soluzione si troverà per l’Amt di Genova?» .
Polemico anche Gino Garibaldi (Pdl): «Questa legge non dà risposte all’utenza, alle aziende e ai lavoratori e trovo gravissimo che non si sia potuto utilizzare il costoso studio di Filse che avrebbe permesso di avere un risultato migliore. Sicuramente questa legge dovrà essere modificata in futuro come anche le funzioni dell’agenzia dovranno essere riviste».

Situazione ferroviaria in liguria
Dopo alcune modifiche, richieste da Antonino Oliveri (Pd), è stato approvato all’unanimità un ordine dl giorno, primo firmatario Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) che impegna la giunta, fra l’altro, a “intervenire presso il governo affinché vengano invertire scelte che vedono anno dopo anno ridursi i finanziamenti alle regioni per un settore cruciale per lo sviluppo del territorio e per la competitività internazionale”, “a effettuare una verifica della qualità complessiva del trasporto pubblico in regione che tenga conto del grado di soddisfazione degli utenti”, “ a avviare con il Consiglio regionale e con il supporto degli utenti un bilancio sull’attuale contratto e sul livello di qualità del servizio in questi anni propedeutico a decisioni future che non presuppongano un automatico rinnovo del contratto”, “ a richiedere con urgenza la convocazione della Conferenza Stato-Regioni per risolvere la grave problematica del trasporto ferroviario interregionale/sovraregionale”.

Parcheggio di interscambio a Genova
All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno (primo firmatario Lorenzo Pellerano, Liste civiche per Biasotti presidente) che impegna la giunta ad attivarsi presso il Comune e l’Autorità portuale di Genova per individuare un’area nei pressi del casello autostradale di Genova Ovest dove poter realizzare un parcheggio di interscambio che consenta di raggiungere in tempi brevi e facilmente la stazione ferroviaria e la metropolitana. Il parcheggio dovrebbe offrire tariffe agevolate per la sosta e il trasporto. L’ordine del giorno sottolinea che a Genova esistono solo due parcheggi di interscambio inaugurati nel 2012: Molo Architetti a Pegli e a Marassi e che gli stessi non funzionano per mancanza di interconnessione fra auto e ferro.

Combattere il fenomeno dei “portoghesi” sui mezzi pubblici
All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno (primo firmatario Edoardo Rixi, Lega Nord Liguria-Padania) che impegna la giunta ad agire nelle sedi più opportune per richiedere l’installazione sui mezzi Amt di appositi tornelli (oggi presenti solo sulla metropolitana) che consentano di “combattere il crescente fenomeno dell’evasione del biglietto di viaggio sui mezzi pubblici” considerato che, soprattutto a Genova, i mancati introiti per il fenomeno dei “portoghesi” pesa sui bilanci Amt e crea sconcerto fra gli utenti paganti. L’ordine del giorno inoltre impegna la giunta a definire una tempistica per l’intervento e a controllare il rispetto di tale programmazione.

No ai tagli sulla linea ferroviaria fra Liguria e Piemonte
All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno (primo firmatario Antonino Oliveri del Pd) soscritto da gruppi di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta “ a attivarsi affinché vengano rivisti i tagli ipotizzati sula linea Genova-Ovada-Acqui Terme che risultano insostenibili per una tratta già servita di pochi convogli e che non può essere ulteriormente sacrificata; a impegnarsi affinché nell’immediato sia attivato un tavolo tecnico con la Regione Piemonte che consenta di pervenire nei tempi più brevi a una equilibrata rimodulazione dei collegamenti ferroviari interregionali”

Aiutare le popolazioni colpite dal nubifragio della Valfontanabuona
All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno (primo firmatario Ezio Chiesa del gruppo misto-Liguria viva) che impegna la giunta attivarsi per sollecitare il governo affinché in tempi brevi si pronunci sullo stato di calamità naturale nelle zone colpite dal nubifragio dei giorni scorsi, fra Carasco e San Colombano Certenoli, “ sostenere i comuni della Liguria più colpiti con interventi economici in grado di porre rimedio i danni subiti attraverso finanziamenti dello Stato, dell’Europa e risorse regionali e a monitorare gli interventi per a ricostruzione del ponte di Carasco

No alle agevolazioni per i concessionari delle slot machine
All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno, (primo firmatario Aldo Siri, Liste civiche per Biasotti presidente) sottoscritto dai capigruppo di maggioranza e minoranza, sull’emendamento del governo al decreto Imu che abbassa dal 25% al 20% l’aliquota della sanatoria per i concessionari delle slot machine purché il pagamento avvenga in un’unica rata. Nel documento si “impegna la giunta a fare quanto in suo potere affinché il Governo modifichi, in tempi brevissimi, una decisione che implica un ulteriore e inaccettabile privilegio a terzi (i concessionari delle slot machine) che già sono stati favoriti sulla riduzione del loro debito nei confronti dell’erario da 98 miliardi di euro alla ridicola e vergognosa cifra di 2,5 miliardi. Una riduzione che grida allo scandalo anche perché 98 miliardi di euro corrispondono a quasi 4 manovre finanziarie, e se lo stato avesse acquisito tale cifra avrebbe potuto far fronte a tanti gravi problemi che attanagliano il nostro paese a cominciare da quelli occupazionali e sociali, legati soprattutto all’aumento smisurato dei nuovi poveri”.

Ripristinare il collegamento interrotto dal crollo del ponte a Carasco
All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno, (primo firmatario Raffaella della Bianca, gruppo misto-Riformisti italiani) sottoscritto da capigruppo di maggioranza e opposizione per chiedere la realizzazione di un ponte provvisorio che sostituisca quello crollato a Carasco. Nel documento si “impegna la giunta a far sì che intervengano immediatamente presso la protezione civile, affinché venga installata un’infrastruttura anche solo provvisoria, per garantire la sopravvivenza del tessuto economico e sociale dell’intera vallata” e si ricorda che da oltre un anno, in seguito ad una frana avvenuta a san Colombano Certenoli la carreggiata è ridotta ad una sola corsia a senso unico alternato”.