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I ragazzi del Progetto Canottaggio Integrato al Salaria Sport Village

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Compie un ulteriore passo avanti “Canottaggio integrato”, il progetto nato con l’obiettivo di instradare ragazzi disabili e normodotati a remare insieme con l’intento di creare, attraverso il veicolo dello sport, le condizioni per abbattere il muro della paura e dell’ignoranza rispetto a quelle che ad oggi la società percepisce ancora come differenze in termini negativi e non “diverse abilità” intese come possibilità di arricchimento. Un ulteriore passo avanti dicevamo: dopo le prove al remoergometro, infatti, nella giornata di ieri i ragazzi dell’Istituto Comprensivo Padre Pio di Sacrofano, per la prima volta in assoluto, sono usciti in barca, sulle acque del Tevere presso le strutture del Salaria Sport Village. 

Hanno accompagnato i novelli canottieri Delia Mazzei componente del Centro Studi Para Rowing e vera anima di questo progetto, Dario Naccari, professore e Capo Settore Para Rowing, anche lui impegnato in prima persona in questo ambizioso percorso di integrazione, e Daniele D’Annibale, insegnante di sostegno della Scuola Sacrofano. Fondamentale è stato il supporto degli allenatori della società sportiva Rumon, Giovanni Santaniello e Italo Borriero, che hanno accompagnato fisicamente i ragazzi in acqua. 

Il progetto, nato nei primi giorni del mese di maggio in forma sperimentale e supportato dalla Federazione Italiana Canottaggio e dalla Fondazione Terzo Pilastro, coinvolge per ora due istituti scolastici, l’Istituto Comprensivo Padre Pio di Sacrofano e l’I.S.I.S.S. A. Magarotto di Torino, nel quale opera Cristina Ansaldi, coordinatrice nazionale del settore Para-Rowing. 

Benché il progetto sia molto recente, le evidenze palesate finora sono estremamente positive: i ragazzi normodotati infatti, nel contesto sportivo, riescono a superare con facilità le resistenze culturali e l’integrazione con il mondo della disabilità avviene in modo spontaneo, in un clima di cooperazione che pone i partecipanti nelle condizioni di esprimersi al meglio. In questo senso, relativamente a “Canottaggio Integrato”, si può parlare di un progetto culturale prima ancora che sportivo. In termini di prospettive, già da settembre il progetto, grazie al lavoro degli insegnanti coinvolti, sarà diffuso a livello nazionale.