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MILANO, TORNA IL PARTITO REPUBBLICANO: RUBEN ODDENINO CANDIDATO PER IL SENATO

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A 22 anni dall’ultima volta, l’Edera è tornata sulle schede elettorali.

Il Partito Repubblicano Italiano, di matrice laica e liberal democratica, si ripresenta alle urne milanesi con diversi esponenti di spicco, tra cui Ruben Oddenino, noto chirurgo e professore dell’Università di Milano.

Oddenino, candidato per il Senato al seggio uninominale Milano 1 (Centro Storico, Dergano, Zara, Tibaldi, Porta Romana, Città Studi e Porta Venezia) e, con Luigi Pergamo, Elisabetta Pedratti e Maria Pia Di Prima, al seggio plurinominale Lombardia 04 (Milano, Legnano e Rozzano), definisce il PRI un «partito del buonsenso: l’ago della bilancia, che possiede la forza di essere neutrale, in grado di recepire una proposta di legge saggia, indipendentemente dallo schieramento di provenienza». Istruzione, sanità, giustizia e immigrazione i focus principali posti da Oddenino. Primo piano alla sanità, «eccellenza italiana – afferma Ruben Oddenino – ma ancora perfezionabile. Per esempio, bisognerebbe rivedere la Legge Gelli che, sulla colpevolizzazione dell’operato del medico, è poco chiara e contradditoria. È fondamentale – prosegue – che un medico che sbaglia sia condannato, ma un professionista dovrebbe poter lavorare sempre serenamente, senza entrare in sala operatoria con una spada di Damocle in testa». Il candidato al Senato, per tre anni Esperto a servizio del Tribunale di Sorveglianza di Milano, nell’ambito della giustizia si sofferma sulla certezza della pena: «chi delinque deve pagare fino in fondo. Per la Costituzione, la pena è sia una punizione, sia un mezzo di recupero: premi concessi ai detenuti come la scarcerazione devono esser meritati, e non dati per scontato».

Il professor Oddenino, sull’istruzione sottolinea come sia «fondamentale potenziare il corpo insegnante e puntare su una cultura generale, spesso considerata obsoleta ma indispensabile per una formazione di una mentalità aperta». Il dottore, sul piano universitario, si oppone fermamente anche alla presenza di un test d’ingresso: «L’università esiste per insegnare, e deve avere il coraggio di bloccare chi non è in grado di proseguire gli studi, senza sottostare a giochi politico-economici legati al prestigio derivante dal numero di iscritti. In questo modo – continua Oddenino – si avranno ottimi futuri professionisti, tutti con le stesse possibilità di realizzarsi». Sull’immigrazione, il candidato al Senato afferma che «la terra è di tutti, e l’arricchimento deve essere reciproco tra etnie e culture diverse, ma con dei limiti. Non si possono aprire i confini in maniera incontrollata: all’interno di essi ciascuno riconosce la propria cultura e la propria storia. Sarebbe necessario un piano condiviso da tutti gli Stati del Mediterraneo, che velocizzi le diverse pratiche burocratiche».