Home Altro Varie Minerva – “PER SEMPRE GIOVANI. Salvemini 1990: una strage senza colpevoli” di...

Minerva – “PER SEMPRE GIOVANI. Salvemini 1990: una strage senza colpevoli” di Stefano Ferrari e Matteo Matteucci

98
0

A distanza di trent’anni, una graphic novel ripercorre la vicenda della strage dell’Istituto Salvemini di Casalecchio di Reno, alla ricerca dei motivi di una ferita ancora aperta e mai suturata.

Nell’edificio ci sono 285 studenti, 28 insegnanti e 4 bidelli; 16 ragazzi e la professoressa di tedesco sono in quell’aula maledetta. Un boato, l’inferno.
12 morti e 88 feriti, la morte e il dolore che arrivano dal cielo dritto a scuola.

Il 6 dicembre 1990, un aereo militare del quale il pilota aveva perduto il controllo e che volteggiava sui cieli di Bologna, andò a schiantarsi sulla scuola uccidendo 12 ragazzi di 15 anni e causando 88 feriti (82 studenti e 6 insegnanti) molti dei quali portano ancora oggi i segni di quel giorno.

Il pilota si lanciò con il paracadute, lo Stato decise di difendere l’Aereonautica e gli imputati vennero dichiarati assolti dopo tre gradi di giudizio, lasciando sul terreno lutti, strascichi polemici e un grande senso di frustrazione per genitori, superstiti e amministratori.

“A quel terribile giorno seguirono, purtroppo, anni difficili – come ricorda il Sindaco di Casalecchio, Massimo Bosso –, anni nei quali Casalecchio di Reno, al fianco dei familiari delle vittime, lottò perché fosse fatta giustizia, andando anche contro lo Stato italiano che, in quella occasione, si pose a difesa dell’Aeronautica Militare, responsabile del disatro. La giustizia che si sarebbero augurate le famiglie, ahimè, non giunse mai: «Il fatto non costituisce reato», così stabilì la sentenza definitiva.”

Il racconto di Stefano Ferrari e le illustrazioni di Matteo Matteucci ripercorrono la vicenda, rileggendola a distanza di trent’anni sotto una luce nuova, ripassando il doloroso iter giudiziario, ascoltando nuovi testimoni, per spiegare i motivi di una ferita ancora aperta e mai suturata.

Un progetto fortemente voluto, prima di tutto proprio dalle famiglie che in quel luogo persero i propri figli.
“A fronte di quanto accaduto, possiamo rivendicare con orgoglio che questa collettività, nel suo insieme, ha saputo riscattarsi e farsi in qualche modo giustizia da sola. Rimanendo unita, affrontando insieme il dolore e la ricostruzione ha saputo trarre, da quell’esperienza drammatica, la forza di reagire rafforzando la propria coesione sociale e la condivisione di un percorso di solidarietà. Su tutto questo non cesserà il nostro impegno, perché non c’è ragione di Stato che tenga a fronte delle ragioni delle vittime. Con questi sentimenti, dopo trenta anni, vogliamo continuare a ricordare Deborah, Laura, Sara, Laura, Tiziana, Antonella, Alessandra, Dario, Elisabetta, Elena, Carmen, Alessandra.” Ricorda l’Associazione Vittime del Salvemini – 6 dicembre 1990 Centro per le Vittime, Unione Reno, Lavino, Samoggia.

“Il libro si intitola come il docufilm – spiega l’autore Stefano Ferrari – e cioè “Per sempre giovani” perché il titolo di un una canzone del cantautore Stefano “Cisco” Bellotti, ex front-man dei Modena City Ramblers che ha deciso di farmi omaggio della colonna sonora del film stesso. Da lì, la mia richiesta di dare vita ad un progetto comune sul ricordo del Salvemini che avesse lo stesso titolo (film, libro, canzone). “Per sempre giovani” del quale io sono autore e regista, è stato realizzato in sette mesi di lavoro grazie alla collaborazione di una ristretta troupe di tecnici e grazie alla partnership con la Rai.”
In 55 minuti, Ferrari ha ricostruito trent’anni di storia del Salvemini a partire da quel drammatico 6 dicembre 1990 e lo ha fatto usando riprese in 4k, droni, immagini originali delle teche Rai e sedici interviste inedite. Il film, commissionato dall’Assemblea Regionale dell’Emilia-Romagna che lo ha acquistato, sarà a disposizione delle videoteche pubbliche delle istituzioni scolastiche e culturali della Regione.
Del libro Stefano Ferrari è l’autore del testo e Matteo Matteucci ne è l’illustratore. Un lavoro sinergico durato oltre quattro mesi, un’esperienza profonda e commovente, come ricordano gli stessi autori, che ha consentito di conoscere chi ha vissuto in prima persona quella tragedia.

 

“I racconti, le testimonianze e le illustrazioni raccolti in queste pagine, oltre a mettere a fuoco gli attimi della tragedia e i giorni che seguirono, offrono una “fotografia” nitida ed emozionante che descrive perfettamente il contesto sociale di quegli anni, i sogni e i desideri di quelle ragazze e di quei ragazzi appena quindicenni, prima che la vita di dodici di loro venisse spezzata all’improvviso. Senza dimenticare tutti coloro che rimasero feriti e che porteranno per sempre un segno indelebile nella mente e nel cuore.” Queste le parole della Presidente Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna, Emma Petitti.

“Il ricordo di quel terribile giorno in cui trovarono la morte quei 12 ragazzi e ragazze, in questi tre decenni – afferma il Sindaco della Sindaco della Città metropolitana di Bologna, Virginio Merola – si è affermato sempre di più come un momento di costruzione della memoria collettiva. Questo grazie anche all’impegno delle istituzioni locali che fin da subito sono state vicine alla comunità del Salvemini, convinte fermamente che la memoria di questi fatti non debba reggersi solo sulle gambe di chi l’ha vissuta sulla propria pelle. E questa rete ha coinvolto e mobilitato l’intera Città metropolitana, a partire dai Comuni nei quali quei ragazzi erano nati e vivevano: Casalecchio, Bologna, Monte San Pietro, Sasso Marconi, Valsamoggia e Zola Predosa. Accolgo dunque questa toccante pubblicazione come una incoraggiante conferma che Bologna metropolitana non dimentica, anzi aggiunge un ulteriore tassello a questo grande ricordo che cresce.”

Da quella giornata di morte, la comunità ha però costruito un percorso di vita e di sostegno alle famiglie in difficoltà del territorio: quella che fino a quel 6 dicembre del 1990 era la sede dell’Istituto Salvemini fu trasformata nella Casa della Solidarietà, sede del Centro per le Vittime di Reato e Calamità, della Pubblica Assistenza e di tante altre associazioni del territorio.

“I compagni di scuola, l’Associazione dei Familiari delle Vittime, tutta la città di Casalecchio sono stati, e sono, testimoni di questi valori e ancora adesso, nel ricordo dell’immane tragedia, promuovono responsabilità, unità, partecipazione. Nulla potrà mai lenire un dolore così grande. Nulla potrà cancellarlo dalla storia di una comunità. La memoria è fondamento di civiltà e la sua condivisione genera solidarietà, coscienza, cultura.
Quanto accadde trent’anni or sono non deve mai più verificarsi. Responsabilità delle istituzioni è garantire norme e standard di sicurezza che assicurino sempre l’integrità dei centri abitati e l’incolumità di chi vi abita. Le immagini di quei momenti drammatici rilanciano questo monito e richiamano un impegno comune che non ammette pause o lacune.” Queste le parole Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella.

Questo libro non è solo la narrazione di un fatto di cronaca: è anche un momento di riflessione e di ricordo, un’occasione per mantenere viva la memoria di chi quel giorno ha perso la vita; perché, come scrisse Nelson Mandela, “Il ricordo è il tessuto dell’identità”.
Questo volume, importante e prezioso, ci consente di conoscere meglio chi ha vissuto quella vicenda, di sentirlo ancora vicino e presente.

AUTORI E BIOGRAFIE

Stefano Ferrari, classe ’69, modenese trapiantato a Bologna, è un giornalista professionista dal 2003, pubblicista dal 1995. Redattore di Trc, corrispondente da vent’anni del “Corriere dello Sport – Stadio”, ha fatto l’inviato, il telecronista, il conduttore, il ghostwriter e lo scrittore. Si deve a lui la scoperta della casa natale di Enzo Ferrari. Allievo di Valerio Riva che lo porta in Mondadori, ha scritto migliaia di articoli e alcuni libri: fra questi, Ricordando Altavilla, l’uomo che salvò la vita a Enzo Ferrari (Pontegobbo 2000), Capitan Pastene. Una terra di Promesse (Logos-Yema 2004), Corre la Pace (Artestampa 2006), le due edizioni di Su e giù dal Podio (Pontegobbo 2013-14).

Matteo Matteucci è nato a Bologna nel 1974. Dopo gli studi al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti, ottiene la cattedra di discipline pittoriche nei licei “Olivieri” di Brescia, “Serpieri” di Rimini, “Fellini” di Riccione e “Arcangeli” di Bologna. Una sua opera è citata nel volume Itinerari di arte e immagine, a cura di Gillo Dorfles, Cristina Dalla Costa, Marcello Ragazzi (Ed. Atlas).
Per Minerva illustra il libro Bologna Soccer nel 2011 e pubblica poi: Arpad Weisz e il Littoriale è il suo primo graphic novel (2017, vincitore del Premio Coni e del premio Bancarella Sport), Renata Viganò. Con parole sue (2018), Il Grande Torino. Storia illustrata di una squadra leggendaria (con Franco Ossola, 2019).

https://www.minervaedizioni.com/per-sempre-giovani-salvemini-1990-una-strage-senza-colpevoli.html