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Nuova diga di Genova, Mai e Piana (Lega): minoranze contestano utilizzo fondi regionali per avviare l’opera e sposano ‘decrescita felice’

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Stefano Mai e Alessio Piana

Genova – “In consiglio regionale, in occasione dell’approvazione del ddl 81 (misure finalizzate all’attuazione della ripresa e resilienza ligure), abbiamo assistito a una discussione surreale. Alcuni consiglieri della minoranza hanno contestato l’utilizzo del fondo strategico regionale per anticipare risorse in modo da garantire la completa copertura finanziaria per la realizzazione della prima fase della nuova diga foranea del porto di Genova. Si tratta di 57 milioni di euro per un’opera strategica a livello nazionale e di interesse sovranazionale. E’ assurdo che le minoranze ci abbiano accusati di essere Genova-centrici per avere approvato questo importante provvedimento. Dimenticano che il Porto di Genova è il principale scalo del Mediterraneo e porta d’Europa, con ampi margini di crescita, che darà importanti risposte a tutta la Liguria. Ricordiamo che nel Recovery fund approntato dal Governo Conte 2 l’opera non è stata finanziata totalmente. Quindi senza l’intervento di Regione Liguria non sarebbe stato possibile far partire la costruzione della nuova diga, con i primi lavori previsti entro la metà del 2022. Purtroppo gli interventi dei consiglieri di minoranza fanno parte di quella ideologia conservatrice che sposa la ‘decrescita felice’. Rimaniamo allibiti e indignati per ciò che abbiamo sentito in aula consiliare. Bene ha fatto Regione Liguria a utilizzare il fondo strategico regionale per avviare questa importantissima infrastruttura strategica”.

Lo hanno dichiarato i consiglieri regionali della Lega Stefano Mai (capogruppo) e Alessio Piana.