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Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

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Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

http://cadutisullavoro.blogspot.com
Report morti sul lavoro nei primi 8 mesi del 2014
1 gennaio-31 agosto 2014

Nei primi 8 mesi del 2014 sono morti sui luoghi di lavoro 423 lavoratori, tutti documentati in appositi file. Se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere si superano i 900 morti. L’aumento dei morti sui luoghi di lavoro rispetto ai primi 8 mesi del 2013 è del 7,6%. La cosa che sgomenta di più è che parlano sempre di cali incredibili tutti gli anni, mentre non è affatto vero, se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro che ricordiamo ancora una volta non sono solo quelle monitorate dal’INAIL istituto dello Stato che registra solo i propri assicurati, e in tantissimi non lo sono. Praticamente nonostante l’opinione pubblica pensi il contrario a causa della propaganda, anche governativa di chi si è succeduto nel corso di questi anni, i morti sul lavoro non sono mai calati, e questo nonostante si siano persi  per la crisi milioni di posti di lavoro. In questo momento l’agricoltura con il  39,8% del totale ha un picco incredibile delle morti. In questo comparto il 72,6 % sono morti in un modo drammatico: schiacciati dal trattore che guidavano. Dall’inizio dell’anno sono 122 e ben 112 da quando il 28 febbraio  abbiamo mandato una mail a Renzi, Martina e Poletti, avvertendoli dell’imminente strage che di lì a pochi giorni sarebbe ricominciata col ribaltamento dei trattori. E’ così tutti gli anni. Chiedevo loro di fare una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo  e di proporre una legge sulla messa in sicurezza delle cabine di questo mezzo che uccide così facilmente. Inutile scrivere che non si sono mai degnati di rispondere e che il loro impegno è tutto dedicato a fare selfie, cinquettare e mangiare gelati, mentre per la vita di questi lavoratori che muoiono così drammaticamente non si fa niente, non si spende neppure un minuto del loro prezioso tempo per sensibilizzarli. In edilizia i morti sui luoghi di lavoro sono il 22,9% del totale, con le solite cadute dall’alto che provocano tantissime morti in edilizia. Nell’industria il 9,8%, il 7,8% nell’autotrasporto. Poi ci sono tutti i lavoratori morti nei vari servizi alle imprese. Percentualmente le morti sul lavoro sono distribuite in eguale misura in tutte le fasce d’età, a parte l’agricoltura, dove le vittime hanno un’età mediamente più alta. Gli stranieri morti sui luoghi di lavoro sono il 10% sul totale e i romeni sono sempre i più numerosi con il 45% delle morti sui luoghi di lavoro tra gli stranieri. Le altre morti sono da ricercarsi nelle diverse attività, principalmente nel terziario.
MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO NELLE PROVINCE ITALIANE
Valle d’Aosta (1 morto) Aosta 1, Piemonte (36 morti) Torino 14, Alessandria 7, Asti 2, Biella 0, Cuneo 10, Novara 2, Verbano-Cusio-Ossola 1, Vercelli. Liguria (8 morti) Genova 5, Imperia 0, La Spezia 1, Savona 1.Lombardia (44 morti) Milano 6, Bergamo 5, Brescia 8, Como 0, Cremona 4, Lecco 0, Lodi 2, Mantova 7, Monza 2, Brianza 1, Pavia 6, Sondrio 2, Varese 2.Trentino-Alto Adige (15 morti) Trento 4, Bolzano 11,Veneto (36 morti) Venezia 7, Belluno 2, Padova? 3, Rovigo 1, Treviso 5, Verona 12, Vicenza 5. Friuli-Venezia Giulia (5 morti) Trieste 1, Gorizia 0, Pordenone 1, Udine 3. Emilia-Romagna (38 morti) Bologna 4. Forlì-Cesena 6, Ferrara 6, Modena 5, Parma 6, Piacenza 3, Ravenna 5, Reggio Emilia 2, Rimini 1.Toscana (16 morti) Firenze 2, Arezzo 6, Grosseto 1, Livorno 1, Lucca 1, Massa Carrara 0, Pisa? 4, Pistoia 1, Prato 0, Siena 0.Umbria (11 morti) Perugia 8, Terni 3.Marche (15 morti) Ancona 1, Ascoli Piceno 5(compresi i 4 piloti del Tornado), Fermo 3, Macerata 2, Pesaro-Urbino 3.Lazio (36 morti)Roma 15, Frosinone 3, Latina 4, Rieti 6, Viterbo 8.Abruzzo (20 morti) L’Aquila 7, Chieti 7, Pescara 1, Teramo 5.Molise (7 morti) Campobasso 3, Isernia 4,Campania (29 morti)  Napoli 8, Avellino 4, Benevento 4, Caserta 4, Salerno 9,Puglia (24 morti) Bari 12, BAT 1, Brindisi 0, Foggia 1, Lecce 7, Taranto 3.Basilicata (4 morti) Potenza 3, Matera 1. Calabria ( 13 morti) Catanzaro 3, Cosenza 3, Crotone 1, Reggio Calabria 1, Vibo Valentia 5.Sicilia (30 morti) Palermo 8, Agrigento 3, Caltanissetta 5, Catania 2, Enna 2, Messina 3, Ragusa 1, Siracusa 3, Trapani? 3.Sardegna (9 morti) Cagliari 0, Carbonia-Iglesias 2, Medio Campidano 1, Nuoro 2, Ogliastra 1, Olbia-Tempio 0, Oristano 3, Sassari? 0. Quando leggete questa terribile sequenza ricordatevi sempre che se si aggiungono anche i morti sulle strade e in itinere i morti sul lavoro sono almeno il doppio e tante vittime sulle strade muoiono per turni dove si dovrebbe dormire, per orari prolungati e stanchezza accumulata, per lunghi percorsi per andare e tornare dal lavoro. Non sono segnalati a carico delle province le morti sulle autostrade.
Se si analizzano con obbiettività questa raccolta dati si evidenzia un’Incredibile mattanza, che fa comprendere come opera chi ci sta governando e che ci ha governato in questi ultimi anni. Se è vero che l’INAIL registra costantemente dei cali delle morti tra i propri assicurati, e questo lo scrivo ormai da diversi anni, ed è una verità molto scomoda, anche per come vengono indirizzate le ingenti risorse che lo Stato mette per la Sicurezza, questo cosa vuol dire, se l’Osservatorio Indipendente di Bologna invece può dimostrare dati alla mano che praticamente da quando è stato aperto il 1° gennaio 2008 i morti sui luoghi di lavoro sono addirittura aumentati? Che sono calati gli occupati in posti tutelati e con assicurazioni degne di questo nome. Che le vittime sul lavoro si sono solo spostate da lavori a tempo indeterminato a lavori precari, in nero e grigio. Che la mancanza di tutele per le Partite IVA Individuali e altre importanti categorie di lavoratori, oltre a quelli che lavorano in nero e in grigio, provocano un aumento degli infortuni, anche mortali. Che il Sindacato svolge una funzione determinante per la Sicurezza dei lavoratori, ricordando che dove sono presenti in modo organizzato le morti sul lavoro sono quasi inesistenti. Sono semplici verità che la nostra classe dirigente fa finta di non vedere. La mancanza di tutele uccide i lavoratori che non possono opporsi, pena il licenziamento, anche alla mancata sicurezza sul lavoro. E chi ci governa cosa fa? Ignora queste tragedie e aumenta la precarietà per chi lavora, ed è quindi responsabile morale di queste morti, e che se si vuole emarginare e distruggere i sindacati,  come si sta facendo, e che si fa un’operazione per incrementare anche le morti sul lavoro. Abolire l’unico baluardo che è rimasto per la tutela dei lavoratori, l’ormai famigerato articolo 18, che tra l’altro è già praticamente abolito dalla Fornero e dal Ministro Poletti con la legge delega, si deve sapere che gli italiani non avranno più un lavoro “buono” cioè a tempo indeterminato, ma solo stipendi da fame, calpestio dei diritti e inSicurezza sul lavoro. E questo provocherà un danno enorme non solo per i lavoratori ma per tutti il sistema produttivo, del resto basta vedere i danni che ha già fatto questo stupido liberismo al paese.
Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro
Proposte per evitare le morti sul lavoro provocate dai trattori

1 – Reperire i dati relativi alle immatricolazioni dei trattori suddivisi per anno presso
      le Motorizzazioni Provinciali e poi raggrupparle per Regione.
2 –  Coinvolgere le Organizzazioni Professionali Agricole e l’UNACOMA (organizzazione
       che raggruppa i costruttori di mezzi per l’Agricoltura ) perché attraverso la loro
       struttura capillare possano sensibilizzare gli agricoltori, con l’utilizzo di stampa e TV.
3 –   Potenziamento degli Ispettorati del Lavoro e Inail, con inserimento di unità esperte
        di problematiche agricole (periti agrari , laureati in agraria, o in scienze forestali ).
4 –   Stanziamento di fondi. Gli agricoltori che sostituiscono mezzi costruiti anteriormente
        al 1974 sia nuovi, sia usati, ma con relativo certificato  che certifichi la sua messa a norma
        e corredata da relativa fattura di acquisto, dovrebbero poter scaricare parte delle spese
        dalla denuncia dei redditi. Lo Stato attraverso l’incrocio dei dati avrebbe così la certezza
        che i fondi stanziati siano utilizzati correttamente.
5 –   Dai trattori usati e raccolti presso i rivenditori, dovrebbero essere recuperati gli olii
        contenuti nel motore, cambio ecc. e inviati al COOU ( Consorzio Obbligatorio Olii Usati ),
        poi separate le parti in gomma e plastica ed infine smantellati.     
6 –   Dovrebbero essere previste sanzioni sia di carattere amministrativo che penale, per chi
       tenta di esportare verso paesi extracomunitari , mezzi o attrezzature agricole, prive dei
       requisiti di sicurezza, approfittando del fatto che nei Paesi in via di sviluppo magari non
       esistono leggi in proposito. Servirebbe soltanto a spostare il problema degli incidenti da
      un Paese ad un altro.
7 –  Possibilità per gli agricoltori di trattenere  trattori  per la loro rarità o unicità.
       Tali trattori dovrebbero essere muniti di una seconda targa che specifichi trattarsi di un
       mezzo d’epoca ed utilizzati soltanto in occasione di fiere, mostre o rievocazioni storiche.   

      Perito Agrario Gatti Antonio
Eg, Signor SoricellI, ho letto l’articolo pubblicato su “ iltamtam.it” ed ho visto la relativa
foto pubblicata del trattore ribaltato. Mi sembra si tratti di un FIAT 850 DT con parafanghi
rotondi e sul quale non è possibile montare alcun telaio perché troppo deboli per ospitare
una struttura di sicurezza : infatti lo si evince dal nome para-fanghi cioè per riparare dal
fango,  a differenza di quelli quadrati, rinforzati per poter resistere in caso di ribaltamento.
E’ anche vero che i dispositivi di protezione possono essere ancorati su altri punti della
trattrice ma bisogna anche considerare l’usura del tempo, ruggine ecc. che possono alterare
i supporti.  Il fatto è che queste macchine sono obsolete e secondo il mio modesto parere
sarebbero da rottamare perché concepite con criteri di costruzione ormai vecchi.
Bisogna anche superare l’eterna questione che , se un mezzo circola in strada può essere
sequestrato , mentre se  in un fondo agricolo , essendo luogo privato , può lavorare senza
regole: ma è proprio qui che si verifica la maggior parte degli incidenti.
Purtroppo in questo Paese di furbi, e vediamo in che stato siamo ridotti, fatta la legge
trovato l’inganno !!  Speriamo che queste denunce portino a qualcosa.
La saluto , se avesse bisogno mi scriva pure.
P.A. GATTI ANTONIO