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Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro. Morti sul lavoro nei primi 11 mesi dell’anno

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Sono a darvi la situazione delle morti sul lavoro nei primi 11 mesi dell’anno. Stupisce ma è il Trentino Alto Adige con lo 0,0000202, la regione con più morti sul lavoro in rapporto al numero di abitanti, seguono l’Abruzzo, la Val D’Aosta, la Calabria e l’Emilia Romagna.

Le migliori Puglia,Campania e Lazio che ha con lo 0,0000047 ha il rapporto più basso. In allegato con le cartine geografiche dei morti sui LUOGHI DI LAVORO in ogni provincia e regione e il rapporto il rapporto morti sul lavoro e popolazione di ogni regione . Carlo Soricelli curatore dll’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro. Per approfondimenti http://cadutisullavoro.blogspot.com

Dal primo gennaio ad oggi 1 dicembre sono morti SUI LUOGHI DI LAVORO 587 lavoratori ( tutti documentati). Sono oltre1100 dall’inizio dell’anno se si aggiungono i lavoratori deceduti in itinere e sulle strade. L’Osservatorio considera “morti sul lavoro” tutte le persone che perdono la vita mentre svolgono un’attività lavorativa, indipendentemente dalla loro posizione assicurativa e dalla loro età. Molte vittime non hanno nessuna assicurazione e muoiono lavorando in “nero”.

I MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO PER CATEGORIA.
Il 35,5 % delle vittime sono in agricoltura, di questi la maggioranza schiacciate dal trattore (oltre 100 dall’inizio dell’anno). Edilizia 28,4% sul totale, in questa categoria quasi il 30% delle morti è causata da cadute dall’alto. Industria 11,8%, quest’anno molte di queste morti sono state provocate dal terremoto in Emilia. Servizi 5,8%. Autotrasporto 6,6%, Il 3% Esercito Italiano (Afghanistan). Il 2,7% nella Polizia di Stato (tutte le morte causate in servizio sulle strade). Il 13,3% dei morti sui luoghi di lavoro sono stranieri. Eta’ delle vittime: il 4,9% hanno meno di 29 anni, dai 30 ai 39 anni il 14,1%, dai 40 ai 49 anni il 24,48%, dai 50 ai 59 anni il 15,7%, dai 60 ai 69 anni il 9,5%, il 12,8% ha oltre 70 anni. Del 16,5% non siamo a conoscenza del’età.

Morti sui luoghi di lavoro nelle regioni e province.
L’unico parametro per le morti sul lavoro ritenuto valido per l’Osservatorio, nella valutazione dell’andamento di una provincia e di una regione, è il rapporto tra il numero di morti e la popolazione residente. Gli altri parametri, se non quelli della professione, dell’età e della nazionalità non hanno nessuna importanza al fine della prevenzione e delle statistiche.

La Lombardia ha 73 morti e la provincia di Brescia con 20 morti risulta prima in questa triste classifica, come negli ultimi anni Brescia è sempre ai vertici delle province con più morti sui luoghi di lavoro, provincia di Bergamo 11 morti, di Varese 9 morti, di Milano 6, di Pavia e Lodi 5, di Monza 3, di Como e Lecco 2, di Mantova 5, di Sondrio 4. Emilia Romagna 60 morti compresi i lavoratori deceduti sotto le macerie del terremoto del 20 e 29 maggio, province di Modena 18 morti, di Ferrara 9, di Bologna 8, Reggio Emilia 7 morti, Piacenza 5 morti, Forlì Cesena 4 morti, Parma 3 morti, Ravenna e Rimini 3 morti.Piemonte 38 morti, la provincia di Torino risulta in questo momento con 19 vittime la prima in Italia assieme a quella di Brescia per numero di morti sui luoghi di lavoro, provincia di Cuneo 8 morti, 3 morti in provincia di Alessandria e Novara, 2 morti ad Asti e Vercelli, 1 morto Verbania. Sicilia 42 morti, provincia di Catania 10 morti, di Trapani 6 morti, di Palermo e Caltanisetta 5 morti, Agrigento e Messina 4 morti, Siracusa e Ragusa 3 morti, Enna e Agrigento 2 morti. Campania 38 morti, provincia di Salerno 12 morti, di Avellino 10 morti, Benevento 9 morti, Napoli 6 morti, Caserta 1 morto. Toscana 36 morti (44 con i morti in mare sulla Costa Concordia affondata sulle coste dell’ isola del Giglio), dei due fratelli del peschereccio affondato al largo di Livorno e di un sub), la provincia Firenze e di Pisa 6 morti, Arezzo, Grosseto e Livorno 5 morti, Massa Carrara 4 morti, 3 morti Lucca, Siena e Prato 1 morto. Veneto 40 morti con le provincia di Verona 10 morti, di Padova 8 morti, di Treviso e Belluno 6 morti, di Vicenza 5 morti, Rovigo e Venezia 3 morti. Abruzzo 27 morti con la province di Chieti con 12 morti, di Pescara 8 morti, Teramo 4 morti, L’Aquila 3 morti. Lazio 27 morti provincia di Roma 11 morti, di Frosinone 7 morti, Viterbo 5 morti, Latina 4 morti. Puglia 26 morti, provincia di Bari 12 morti, Brindisi 6 morti, Foggia 5 morti, Lecce 2 morti, Taranto e Bat 1 morto. Calabria 23 morti, provincia di Cosenza e di Reggio Calabria 6 morti, di Catanzaro 4 morti, Vibo Valentia e Crotone 3 morti. Trentino Alto Adige 21 morti, provincia di Bolzano 12 morti, di Trento 9 morti.
Liguria 18 morti, provincia di Genova 9 morti, di Savona 5 morti, Imperia e La Spezia 2 morti. Friuli Venezia Giulia 13 morti, provincia di Pordenone e Udine 4 morti, di Gorizia 3 morti, Trieste 2 morti. Marche 12 morti, provincia di Ancona 6 morti, Macerata 3 morti, Ascoli Piceno 2 morti, Pesaro Urbino 1 morto. Umbria 10 morti, provincia di Perugia 9 morti, di Teramo 1 morto. Sardegna 14 morti, 5 morti nella provincia di Oristano, 4 in quella di Nuoro , Medio Campisano 2 morti, 1 morto Carbonia Iglesias, Ogliastra, Cagliari e Sassari. Basilicata 7 morti, 4 morti nella provincia di Matera, di Potenza 3 morti.Molise 4 morti, provincia di Campobasso 3 morti, 1 morto in provincia di Isernia. Val D’Aosta, Aosta 2 morto.

Non sono segnalati a carico delle province i lavoratori morti sul lavoro che utilizzano un mezzo di trasporto e i lavoratori deceduti in autostrada: agenti di commercio, autisti, camionisti, ecc.. e lavoratori che muoiono nel percorso casa-lavoro / lavoro-casa. La strada può essere considerata una parentesi che accomuna i lavoratori di tutti i settori e che risente più di tutti gli altri della fretta, della fatica, dei lunghi percorsi, dello stress e dei turni pesanti in orari in cui occorrerebbe dormire, tutti gli anni sono percentualmente dal 50 al 55% di tutti i morti sul lavoro. Purtroppo è impossibile sapere quanti sono i lavoratori pendolari sud-centro nord, centro-nord sud, soprattutto edili meridionali che muoiono sulle strade percorrendo diverse centinaia di km nel tragitto casa-lavoro, lavoro-casa. Queste vittime sfuggono anche alle nostre rilevazioni, come del resto sfuggono tanti altri lavoratori, soprattutto in nero o in grigio che muoiono sulle strade. Tutte queste morti sono genericamente classificate come “morti per incidenti stradali”

Nel 2011 ci sono stati più di 1170 morti, di cui 663 sui luoghi di lavoro + 11,6% sul 2010. Per approfondimenti sui lavoratori morti per infortuni sul lavoro nel 2011 andare nella pagina dell’1 -1 e 3- 1 del 2011 dell’Osservatorio. Ci sono cartine geografiche con il numero di morti sui luoghi di lavoro per ciascuna provincia italiana e grafici inerenti all’età, professione e nazionalità dei lavoratori vittime d’infortuni mortali.