Home Altro Varie Pista delle biglie per bambini disabili e normodotati

Pista delle biglie per bambini disabili e normodotati

10
0
1118

1118

La postazione ludica dove i bambini disabili e normodotati possono giocare nello stesso modo.

Il gioco, che è modulare e quindi si può comporre con il disegno e l’ampiezza desiderate, è prodotto dalla FIMA di Montecavolo di Quattro Castella (RE). La pista delle biglie è già stata posizionata in due diverse località turistiche della riviera Ligure, a Finale Ligure e ad Albenga. All’inaugurazione di quest’ultima postazione, ha partecipato anche il Ministro Maria Elena Boschi, che ha lodato l’iniziativa.

Deborah Ballarò nasce a Genova nel 1970, dove consegue la laurea in Architettura. Secondogenita
di una famiglia operaia del capoluogo ligure (il padre macchinista delle ferrovie e la madre
casalinga), nel 1997 si trasferisce nella Riviera di Ponente ed attualmente vive a Calice Ligure
(SV). E’ sposata con Roberto, architetto e musicista, ha due figli Francesco e Lorenzo, di 13 e 6
anni, e due gatti. Interior designer, si occupa anche di edilizia privata e pubblica, recupero del
patrimonio storico-monumentale e valorizzazione del territorio. Recentemente ha approfondito il
tema della progettazione accessibile. Buona lettura!
1) Deborah, partiamo dalle basi… Architetti si nasce o si diventa?
Probabilmente possono accadere entrambe le cose.Fare l’architetto penso sia il mestiere più bello
che ci sia in assoluto. Personalmente il mio interesse verso l’architettura si è manifestato già durante
gli studi giovanili. Il fatto di crescere in un quartiere operaio di Genova ti permette di confrontarti
da subito con quelle periferie definite “non luoghi” e di percepirne tutte le contraddizioni sia sociali
che urbanistiche e di cogliere il profondo legame tra esse.
2) A un certo punto della tua vita hai inventato “Iogioco”, un servizio dedicato al
superamento delle barriere architettoniche. Come ti è venuto in mente? Chi, o che cosa, ti ha
dato l’ispirazione giusta?
E’ successo dopo un fatto personale: tre anni fa mio papà si è ammalato di una rara malattia
autoimmune che, in brevissimo tempo, lo ha portato alla paralisi ed a una vita di grandi sofferenze,
e ciò ha radicalmente cambiato la mia esistenza.
Ho iniziato a guardare le cose da un altro punto di vista, cioè da quello di chi vive su una sedia a
rotelle. Come faccio ad andare al bancomat, a prendere l’autobus o ad andare al supermercato?
Essendo poi madre di due figli, e frequentando quindi i parchi giochi, mi sono spesso resa conto
della loro più totale inacessibilità. A volte si trovano alcuni giochi per disabili, ma sono solo per
disabili… e da lì l’idea! Creare giochi dove tutti i bambini, sia disabili che normodotati, possano
giocare insieme. La filosofia IOgioco è quella della condivisione totale del momento gioco, visto
come una delle esperienze di crescita più importanti della vita di ognuno di noi.
3) Una delle realizzazioni di “Iogioco” è una pista da biglie molto particolare. Puoi dirci come
è nata e in che cosa consiste?
La pista delle biglie è un grande classico dei ragazzini che trascorrono le vacanze al mare!
Scommetto che anche tu lo hai spesso praticato. L’idea nasce proprio dalla constatazione che uno
dei giochi in assoluto più praticati dai bambini che trascorrono le vacanze al mare è di fatto negato
ai diversamente abili. Allora perché non alzare la pista e renderla accessibile a tutti?
In questo modo tutti i bambini hanno la stessa possibilità di svago. Il gioco è costituito da moduli
realizzati in cemento ad elevate prestazioni meccaniche ed estetiche, mentre i supporti sono
costituiti da acciaio inossidabile. La pista è adatta non solo per giocare con le biglie, ma anche con
le macchinine, sia radiocomandate che a spinta.
4) In quali Comuni la si può trovare, attualmente? È una installazione molto costosa?
Il gioco è entrato in produzione da pochissimo. La prima postazione è stata collocata sul lungomare
di Finale Ligure, in una zona della passeggiata molto strategica per quanto riguarda l’accessibilità.
La grande soddisfazione è stata osservare come questa pista abbia da subito attirato tantissimi
ragazzini.
Una seconda postazione si trova ad Albenga, nella nuova Piazza E. Tortora, priva anch’essa di
barriere architettoniche. Voglio sottolineare che queste due prime esperienze sono state rese
possibili, la prima grazie al Comune di Finale Ligure (in particolare all’assessore uscente Nicola
Viassolo, che si è mostrato immediatamente sensibile all’argomento) e la seconda all’associazione
“Fieui di Caruggi” di Albenga che ha finanziato l’acquisto della pista, donandola alla città. È un
gioco che si sta facendo conoscere rapidamente ed inizia a suscitare interesse non solo nel Nord ma
anche nel Centro Italia e nel Nord Europa.
La pista non è particolarmente cara, ha il costo di una normale postazione ludica per parco giochi.
Fare giochi accessibili non è più costoso… Basta solo progettare gli oggetti con un altro punto di
vista!
5) Ultima domanda: perché secondo te nei programmi dei politici il tema della disabilità e
della eliminazione delle barriere architettoniche è quasi sempre trascurato? Forse perché non
porta un buon numero di voti?
Credo che il vero motivo sia un altro e penso di averlo capito durante l’ultima edizione della Festa
dell’Inquietudine che si è svolta a Finale Ligure. Il tema della festa di quest’anno era “Inquietudine
e fuga”… Ecco, penso che la fuga di fronte ad una situazione di forte impatto emotivo, come la
disabilità, in particolare nei bambini, non sia vera trascuratezza o indifferenza, ma sia un
malessere attivato dall’incapacità di rapportarsi naturalmente con persone che in realtà hanno le
nostre stesse emozioni, paure e necessità. E’ proprio questo che trasforma la disabilità in handicap,
impedendo alla nostra società di creare le condizioni e di offrire gli strumenti per consentire a tutti
di esprimere la propria identità, di relazionarsi con gli altri.
Penso che di conseguenza anche la politica non si sia ancora dimostrata preparata ad affrontare temi
come questo, ma penso anche che piccoli gesti, come quello di poter condividere giochi accessibili
a tutti, possano contribuire a crescere una generazione di persone abituate a condividere e a vivere
la diversità in maniera del tutto naturale. IOgioco… IOcicredo!
Stampa
4 Responses to 5 domande a… Deborah Ballarò
1.
Francesco
02/06/2014 at 13:52
credo che interessarsi della fase ludica delle persone,sia esse mormodotate che portatrici di
handicap è molto interessante e molto gratificante dal punto di vista umano.
o
Deborah
02/06/2014 at 17:34
Lo penso anche io Francesco!!!!! Grazie!!!!!!!
2.
Chiara
03/06/2014 at 22:05
Complimenti Debby! Sono orgogliosa di essere tua concittadina e, spero, amica. Sei una risorsa per
noi e spero che il nostro Comune se ne accorga
o
Deborah
04/06/2014 at 09:52
Grazie di cuore Chiara!!!!!! NOIGIOCHIAMO!!!!!!!

IOGIOCO è un servizio di consulenza coordinato dall’Arch. Deborah Ballarò
riguardante il superamento delle barriere architettoniche e la creazione di spazi
per la socialità accessibili, con particolare attenzione alla progettazione di giochi
e di aree gioco fruibili anche ai bambini disabili.
Il servizio si rivolge sia a soggetti privati che a enti pubblici, sia per la creazione di
nuove strutture che per l’adeguamento di situazioni esistenti.
OBIETTIVO ACCESSIBILITÀ
L’idea nasce dalla convinzione che vadano superati i nostri preconcetti e
insicurezze che spesso fanno sì che la disabilità si trasformi in handicap,
impedendo alla nostra società di creare le condizioni e offrire gli adeguati
strumenti per consentire a tutti di esprimere il loro modo di essere e di relazionarsi
con gli altri.
Applicare questo concetto, ad esempio nella progettazione delle aree gioco, fa sì
che queste vengano pensate e realizzate senza prevedere spazi e attrezzature
differenziate per bambini disabili e normodotati, favorendo quindi interscambio e
socializzazione.
Viene quindi propostala realizzazione di luoghi davvero per tutti, senza separazioni
o distinzioni generate dalla creazione di giochi specifici per bambini disabili, o di
aree dedicate espressamente a soggetti “speciali”.
Il gioco della pista nasce con questo spirito: la pista può essere utilizzata nello
stesso modo sia da bambini disabili che normodotati.
I moduli della struttura sono realizzati in cemento ad elevate prestazioni
meccaniche ed estetiche, mentre i piedi sono costituiti da acciaio inossidabile.
La struttura è adatta non solo per il gioco delle biglie, ma anche ad ospitare corse
di macchinine sia radiocomandate che a spinta. L’idea del gioco della pista delle
biglie nasce dalla constatazione che uno dei giochi in assoluto più praticati dai
bambini che trascorrono il loro tempo in Riviera, sia negato ai diversamente abili.
In questo modo TUTTI i bambini hanno la stessa possibilità di svago.
Deborah Ballarò
Nasce a Genova nel 1970.
Nel 1997 consegue la Laurea in Architettura presso l’Università degli Studi di
Genova.
Svolge la propria attività professionale nel campo dell’edilizia privata e
pubblica, nello studio dell’interior design, del recupero del patrimonio storicomonumentale
e della valorizzazione del territorio.
Si occupa di progettazione accessibile, a livello sia pubblico che privato.
Recentemente ha progettato giochi per parchi pubblici che sono stati prodotti
dalla FIMA, azienda italiana di arredo urbano che lavora in ambito internazionale,
che hanno la particolarità di essere utilizzabili sia da bambini disabili che
normodotati.