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Report morti sul lavoro 2013 Preghiera per Papa Francesco

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Caro Papa Francesco, sono Carlo Soricelli, un agnostico, curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro, che apprezza molto quello che sta facendo e il suo impegno per  poveri e bisognosi.

Caro Papa Francesco in allegato ci sono le morti sul lavoro del 2013, Sono ormai sei anni che denunciamo queste morti che non sono mai calate da quell’anno, nonostante parlino di favolosi cali inesistenti. Questo lavoro volontario è iniziato poche settimane dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dove morirono bruciati sette operai e ci impegna diverse ore al giorno. Tutti gli anni ci rivolgiamo alla politica, anche nei loro massimi rappresentanti, denunciando che ogni anno oltre 1000 famiglie entrano nel lutto più atroce per aver perso un parente. Conosco la disperazione inconsolabile di madri, padri, figli, nonni e parenti che hanno perduto un proprio caro a causa di un infortunio sul lavoro, spesso dovuto alle carenze sulla Sicurezza. In questi sei anni abbiamo fatto proposte, denunciato questo calo presunto spiegato nel report, ma non c’è stato mai niente da fare, l’indifferenza della politica è totale. Caro Papa Francesco risveglia con la preghiera le coscienze di quei parlamentari che si dichiarano credenti, ma anche a laici e atei che ci rappresentano in  Parlamento, che pensino per un attimo a questi morti, che cerchino finalmente e di fare qualcosa per alleviare queste tragedie e non solo di urlare la loro indignazione quanto ci sono casi particolarmente cruenti di cui sono i massimi responsabili. Prega per tutti noi il buon Dio che li smuova dalla loro apatia, e che pensino e visualizzino, almeno per un attimo, quei 140 agricoltori che sono morti nel 2013 schiacciati sotto i trattori che guidavano, e che si sarebbero potuto salvare  con una “leggina” per far dotare le cabine di questa macchina della morte con protezioni e cinture si sicurezza che impediscono al guidatore di essere sbalzato fuori in caso di errore e ciò capita spesso per il terreno collinare del nostro Paese. Fai  pensare loro a quanti edili muoiono cadendo dall’alto perché non dotati della necessaria attrezzatura per non finire sfracellati al suolo, e che non possono rifiutarsi di eseguire lavori pericolosi perché hanno un contratto precario che impedisce loro di rifiutarsi di farlo, pena il licenziamento. Prega per noi anche per i tanti autotrasportatori che muoiono per le strade, così come i tanti agenti di commercio e partite Iva individuali che muoiono assieme ai tanti lavoratori delle Forze Armate e che non hanno neppure la dignità di essere riconosciuti come tali. Prega anche perché siano spesi in modo adeguato quelle centinaia di milioni di euro che lo Stato mette a disposizione ogni anno per la Sicurezza ma che non producono nessun risultato concreto. Prega per noi perché con questi presunti cali si sono fatte leggi per “alleggerire” la normativa sulla sicurezza, e che ha visto mettere l’Italia in mora dall’Europa da una denuncia dell’operaio Marco Bazzoni per la mancanza di rispetto delle normative europee, e che nessun parlamentare ha contestato quando è stata approvata. Prega infine per noi per far si che rivedano quell’iniqua legge che ha allungato indiscriminatamente l’età pensionabile anche per chi svolge lavori pericolosi e che vede tra le morti sui luoghi di lavoro oltre il 23% di lavoratori che hanno più di sessantacinque anni. Prega per noi anche per la possibilità di nuove leggi che per non avere differenza tra i lavoratori precarizzino il lavoro di tutti con contratti a tempo indeterminati che però durano solo tre anni. Carlo Soricelli.

 

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro attivo dal 1° gennaio 2008

http://cadutisullavoro.blogspot.com

Siamo a darvi la situazione delle morti sul lavoro nel 2013.
Nel 2013 sono
571 i morti sui luoghi di lavoro, ma oltre 1300 se si aggiungono anche i decessi sulle strade e in itinere (stima minima).

Ricordiamo ancora una volta che intere categorie di lavoratori non sono annoverate tra gli assicurati dello Stato attraverso l’INAIL; tra questi morti invisibili ci sono anche i lavoratori con partita IVA individuale che spesso nascondono un lavoro dipendente.
Le
categorie che non rientrano nelle statistiche ufficiali sono numerose: Carabinieri, Poliziotti, Esercito, Vigili del Fuoco, Agenti di Commercio, oltre ai lavoratori in nero e agli agricoltori schiacciati dal trattore che hanno già di una pensione.
Gli
agricoltori rappresentano con ben 210 decessi il 37% delle morti complessive; 138 sono stati schiacciati dal trattore e 66 hanno oltre 65 anni.
L’agricoltura è l’unico settore che risulta non in crisi in questi anni difficili e un notevole contributo all’economia lo forniscono anche questi anziani.
Nonostante la devastante crisi nel settore
137 decessi sono in edilizia, il 22% sul totale dei decessi.
Nella maggior parte dei casi si tratta di morti che assieme ai lavoratori con partita IVA individuale non sono inclusi nei dati statistici ufficiali e nemmeno tra gli infortunati. Inoltre spesso i lavoratori con
partita Iva individuale ricorrono a polizze a bassi costi e in caso di grave infortunio o di morte le assicurazioni non garantiscono ai familiari o all’assicurato un giusto indennizzo o una pensione adeguata.
La terza categoria con più vittime è
l’Industria, il 7,4% delle morti totali. Un dato che risente della crisi e abbassa ulteriormente la percentuale complessiva dei decessi. Il settore dell’industria è anche l’unico, assieme all’edilizia, che vede ancora una grande presenza del sindacato che ha un ruolo decisivo nell’arginare questo fenomeno; soprattutto laddove esiste un rappresentante della Sicurezza le morti sono quasi inesistenti rispetto al numero di lavoratori occupati.
Anche
l’Autotrasporto paga un prezzo durissimo di sangue con oltre il 6,5% di tutti i morti; anche in questa categoria temiamo non vengano rispettate del tutto le norme relative alla sicurezza.
Numerosissimi sono i morti nei
Servizi, soprattutto in quelli alle imprese e anche indirettamente o direttamente nel Pubblico Impiego.
Accorpando tutti questi dati si raggiunge un numero elevatissimo di decessi.
E’ possibile fornire i dettagli su richiesta degli interessati.

A questo punto vorremmo fare un’ulteriore riflessione.
Siamo convinti che l’abolizione di fatto dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori farà aumentare in poco tempo gli infortuni sul lavoro, anche mortali, perché i nuovi assunti avranno difficolta a contestare o a denunciare, pena il licenziamento, le proprie condizioni di lavoro e i sindacati stessi non avranno tra gli iscritti questi precari e la possibilità d’incidere in ogni settore.
Le conseguenze si vedranno col tempo anche tra i lavoratori a tempo indeterminato che vedranno pericolosamente diminuita la propria forza contrattuale.
Questo è il gioco di una politica antipopolare. I nuovi arrivati, assunti con contratti a tempo “indeterminato” ma a termine, contribuiranno a far sparire dal panorama italiano i sindacati, soprattutto i più combattivi.
Le aziende a loro volta tenderanno a non investire in tecnologie, ma ad aumentare lo sfruttamento di manodopera a basso costo e silenziosa, come già sta succedendo con i precari; tutto ciò non farà altro che incrementare ancora di più le diseguaglianze.
Tutto questo è già ben evidente: a morire sono soprattutto lavoratori in nero o di piccole aziende dove non esiste il sindacato.
Nei tre anni di prova le aziende tenderanno a selezionare e stabilizzare quei pochi che, oltre ad essere capaci, saranno anche i meno sindacalizzati e poco politicizzati e tenderanno a lasciare a casa, ad esempio, quelli con condizioni di salute precarie e i lavoratori più critici su condizioni di sicurezza e carichi di lavoro.
A nostro parere tutto ciò si può considerare una nuova forma di “
fascismo discriminatorio” che impoverirà ulteriormente il paese e lascerà la democrazia fuori dai luoghi di lavoro.

Nel corso di quest’anno rispetto al 2012 c’è stato un miglioramento dell’8%, per quanto riguarda i decessi per infortunio sui luoghi di lavoro, complice la grande crisi che quest’anno è stata devastante in molti settori.
In questi sei anni di monitoraggio dell’Osservatorio in passato ci sono stati anni cui si sono verificati meno decessi rispetto al 2013.
Questo cosa significa? Che si è fatto poco o niente per migliorare le condizioni di lavoro di chi svolge mansioni pericolose.
L’allungamento dell’età della pensione ha fatto aumentare il numero di morti dei lavoratori di una certa età e si tratta di un dato rilevante se si considera che il
23% dei decessi riguarda persone la cui età supera i 65 anni. E intanto abbiamo milioni di giovani disoccupati.
Siamo di fronte a una politica che rema contro il mondo del lavoro e che si giustifica solo con la lontananza dai bisogni reali dei cittadini e dei lavoratori che di fatto non hanno rappresentanza in parlamento.
Inoltre ricordiamoci anche dei tanti
stranieri che muoiono sui luoghi di lavoro e che quest’anno raggiungono l’11,5% del totale.
Pagano un tributo di sangue notevole e i “cugini” romeni, oltre
il 30% dei morti tra gli stranieri, seguiti da albanesi e marocchini.
Come non ricordare inoltre la strage dei sette lavoratori cinesi morti in modo così disumano e incivile.

Per concludere vorremmo ancora una volta denunciare l’indifferenza della nostra classe dirigente nei confronti di un problema così grave che dovrebbe essere affrontato senza ulteriori ritardi.
Il terremoto in Emilia Romagna ha messo in luce che quasi la totalità delle morti sono state tra i lavoratori impiegati in capannoni non adeguati alle norme antisismiche del 2005. E ciò riguarda la quasi totalità dei capannoni che sorgono sul territorio italiano.
Ad oggi non ci risulta che si stia intervenendo per verificare quali sono le strutture a rischio sismico e gli interventi da mettere in atto.
Esperti del settore ci hanno confermato che la maggior parte di questi capannoni industriali, ma anche dei supermercati, non rispettano le norme antisismiche.
Chi se ne deve occupare e perché non si sta facendo nulla a riguardo?
Anche in questo caso si deve far intervenire un giudice come Raffaele Guariniello per verificare omissioni e carenze?
E’ così difficile chiedere il rilascio di un’autocertificazione d’idoneità da parte dei proprietari di capannoni e supermercati?

Qui sotto le Tabelle Morti per infortuni sui luoghi di lavoro nel 2013 raggruppati per province (sono esclusi i decessi in autostrada, all’estero e per malori)

 

Carlo Soricelli

Curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

Un grazie di cuore per la collaborazione dei miei figli Elisa e Lorenzo che mi danno una mano nonostante i notevoli impegni familiari

PIEMONTE

LOMBARDIA

LIGURIA E VAL D’AOSTA

Alessandria

3

Brescia

15

VAL D’AOSTA

Asti

2

Como

6

Aosta

1

Biella

1

Cremona

3

LIGURIA

Cuneo

10

Bergamo

7

Genova

17

Torino

14

Lecco

1

Imperia

1

Novara

2

Lodi

1

La Spezia

2

Verbania

2

Mantova

3

Savona

3

Vercelli

1

Milano

15

V. D’AOSTA

1

PIEMONTE

35

Pavia

6

LIGURIA

23

 

 

Sondrio

5

 

 

Varese

4

 

 

 

Monza

2

 

 

 

LOMBARDIA

68

 

 

 

 

VENETO

TRENTINO A.A E FRIULI

EMILIA ROMAGNA

Belluno

4

Bolzano

4

Bologna

8

Padova

6

Trento

6

Ferrara

6

Rovigo

5

TRENTINO A.A

10

Forlì Cesena

4

Treviso

6

Pordenone

4

Modena

8

Venezia

5

Gorizia

1

Parma

6

Verona

11

Trieste

1

Piacenza

3

Vicenza

5

Udine

2

Ravenna

3

VENETO

42

FRIULI VENEZIA GIULIA

8

Reggio Emilia

5

 

 

Rimini

2

 

 

EMILIA ROMAGNA

45

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TOSCANA E UMBRIA

LAZIO E MARCHE

ABRUZZO E MOLISE

Arezzo

3

Frosinone

3

Chieti

11

Firenze

5

Latina

5

L’Aquila

5

Grosseto

1

Rieti

1

Pescara

6

Lucca

3

Roma

13

Teramo

2

Livorno

3

Viterbo

3

ABRUZZO

24

Pisa

5

LAZIO

25

Campobasso

4

Pistoia

5

Ancona

9

Isernia

2

Prato

8

macerata

3

MOLISE

6

massa carrara

1

Fermo

4

 

 

Siena

7

Pesaro-Urbino

4

 

TOSCANA

41

Ascoli Piceno

1

 

Perugia

11

MARCHE

21

 

 

Terni

1

 

 

 

 

UMBRIA

12

 

 

 

 

CAMPANIA

PUGLIA

BASILICATA E CALABRIA

Avellino

6

Bat

1

Crotone

2

Benevento

3

Bari

10

Catanzaro

4

Caserta

4

Brindisi

4

Cosenza

13

Napoli

9

Foggia

12

Reggio Calabria

3

Salerno

12

Lecce

3

Vibo Valentia

5

CAMPANIA

34

Taranto

5

CALABRIA

27

 

 

PUGLIA

35

Matera

4

 

 

 

Potenza

0

 

 

 

 

BASILICATA

4

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SICILIA

SARDEGNA

Agrigento

7

Cagliari

8

Caltanisetta

1

Carbonia Iglesias

3

Catania

3

Medio campisano

0

Enna

1

Nuoro

1

Messina

8

Olbia Tempio

1

Palermo

12

Ogliastra

1

Ragusa

5

Oristano

1

Siracusa

2

Sassari

2

Trapani

9

SARDEGNA

17

SICILIA

48