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Report morti sul lavoro nei primi sette mesi del 2018

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Incredibile, in questi primi sette mesi, sui luoghi di lavoro escluso itinere il 28% ha più di 60 anni se si prendono in esame tutte le categorie.

Calano i morti stranieri, sono in questo momento all’8,2%. Sono il Veneto e la Lombardia le Regioni con più morti sul lavoro e non Roma e il Lazio se si prendono in esame i morti sui LUOGHI DI LAVORO ed esclusi i morti sulle strade e in itinere. Guardate in basso per verificare l’andamento delle morti sui luoghi di lavoro nelle vostre province. Aumentano le morti tra i giovanissimi, e questo è sempre più dovuto alla precarietà e all’impossibilità di rifiutarsi di svolgere un lavoro pericoloso pena il licenziamento. La Legge Fornero ha incrementato le morti sui luoghi di lavoro in tarda età, come l’incrementerà il jobs act che ha  tolto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori per tutti i nuovi assunti.

Sono stati 426 dall’inizio dell’anno sui luoghi di lavoro, oltre 800 con i morti sulle strade e in itinere, se li contiamo insieme come fanno altri.

Più 15% rispetto allo stesso periodo del 2008 (erano 358 quell’anno). Sono stati 398 nel 2017 +3,7%. Attenzione perché partiamo da numeri molto più elevati di altri, perché sui luoghi di lavoro li monitoriamo tutti

Chiediamo una Commissione Parlamentare d’inchiesta per sapere il reale numero di morti per infortuni sul lavoro in Italia che sono sempre sottostimati

Ben 35 i morti schiacciati dal trattore dalla nascita del nuovo governo, e 95 dall’inizio dell’anno aspettiamo un intervento mirato dal Ministro Centinaio

N.B i morti segnalati nelle Regioni sono solo quelli sui LUOGHI DI LAVORO. Ricordo ancora una volta che ce ne sono almeno altrettanti che muoiono sulle strade e in itinere nelle province. Non sono conteggiati nelle province e regioni i morti sulle autostrade

Morti sui luoghi di lavoro nelle province italiane, esclusi i morti in autostrada e che lavoravano all’estero

VENETO 44 Venezia (7), Belluno (2), Padova? (4), Rovigo (2), Treviso (12), Verona (10), Vicenza (5). LOMBARDIA 41 Milano (10), Bergamo (3), Brescia (5), Como (3), Cremona (2), Lecco (1), Lodi (1), Mantova (5), Monza Brianza (3), Pavia (2), Sondrio (5), Varese () CAMPANIA 38Napoli (14), Avellino (3), Benevento (), Caserta (7), Salerno (13). EMILIA ROMAGNA 32 Bologna (5), Rimini (1). Ferrara (6) Forlì Cesena (3) Modena (5) Parma (4) Ravenna (3) Reggio Emilia (1) Piacenza (4) PIEMONTE 32Torino (16), Alessandria (3), Asti (4), Biella (), Cuneo (5), Novara (1), Verbano-Cusio-Ossola (2) Vercelli (1) TOSCANA 30Firenze (4), Arezzo (2), Grosseto (2), Livorno (3), Lucca (3), Massa Carrara (4), Pisa? (3), Pistoia (2), Siena (6) Prato (). SICILIA 26 Palermo (5), Agrigento (3), Caltanissetta (3), Catania (5), Enna (3), Messina (4), Ragusa (), Siracusa (1), Trapani? (2).ABRUZZO 19L’Aquila (7), Chieti (3), Pescara (2) Teramo (6)CALABRIA 19Catanzaro (5), Cosenza (6), Crotone (4), Reggio Calabria (2) Vibo Valentia (2)  LIGURIA 10 Genova (5), Imperia (), La Spezia (4), Savona (1) () PUGLIA 19 Bari (3), BAT (1), Brindisi (1), Foggia (), Lecce (3) Taranto (2) LAZIO 17 Roma (8), Viterbo (3) Frosinone (1) Latina (3) Rieti (2). SARDEGNA 10Cagliari (2), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (1), Ogliastra (), Olbia-Tempio (3), Oristano (1), Sassari (3). Sulcis inglesiente MARCHE 7 Ancona (2), Macerata (1), Fermo (), Pesaro-Urbino (), Ascoli Piceno (4). FRIULI VENEZIA GIULIA 7Trieste (), Gorizia (1), Pordenone (1), Udine (5). BASILICATA 5Potenza (4) Matera (1) UMBRIA 7Perugia (3) Terni (4). TRENTINO ALTO ADIGE 9 Trento (5), Bolzano (4) Molise 4Campobasso (3), Isernia (1) .VALLE D’AOSTA( )

Report morti sul lavoro nell’intero 2017

Nel 2017 dall’inizio dell’anno al 31 dicembre i morti sui luoghi di lavoro sono stati 634, oltre 1350 con le morti per infortunio con i mezzi di trasporto.

Il 1° gennaio 2018 l’Osservatorio Indipendente morti sul lavoro ha compiuto 10 anni, da quell’anno i morti per infortunio sul lavoro sono costanti, in molti anni addirittura aumentati. E’ nato poche settimane dopo la strage alla Thyssenkrupp di Torino ed è dedicato a quei 7 lavoratori morti in modo disumano.

Oltre 1.500.000 di persone hanno visitato l’Osservatorio in questi dieci anni. Vi ringraziamo per la vostra sensibilità.

Report morti sul lavoro dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017

Dall’inizio dell’anno al 31 dicembre sono morti sui luoghi di lavoro 634 lavoratori: con i morti sulle strade e in itinere con il mezzo di trasporto, si superano i 1400 morti complessivi. Gli agricoltori schiacciati dal trattore sono come tutti gli anni il 20% di tutti i morti sui luoghi di lavoro. L’agricoltura, come tutti gli anni, supera abbondantemente il 30% di tutti i morti sul lavoro. Il 25% di tutti i morti sui luoghi di lavoro hanno più di 60 anni. Gli edili superano il 20% di tutti i morti sul lavoro. La maggioranza di queste vittime cadono dall’alto; dai tetti e dalle impalcature. Nelle aziende dove è presente il sindacato le morti sono quasi inesistenti: le poche vittime nelle fabbriche che superano i 15 dipendenti sono per la stragrande maggioranza lavoratori che lavorano in aziende appaltatrici nell’azienda stessa: spesso manutentori degli impianti. La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni. Anche il Jobs act per la possibilità di essere licenziati, senza appello, ma solo con un po’ di denaro, rende i lavoratori licenziabili se si oppongono a svolgere un lavoro pericoloso. Gli stranieri morti per infortunio, sono oltre il 10% dall’inizio dell’anno, è così tutti gli anni. Il 30% dei morti sul lavoro spariscono ogni anno dalle statistiche. Tra l’altro e in ogni caso i morti sui luoghi di lavoro monitorati dall’Osservatorio sono sempre molti di più di quelli monitorati dell’INAIL. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

Aperto il 1° gennaio 2008 in memoria dei sette operai della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima

Le morti verdi provocate dal trattore

Strage verde sui campi

sono già 95 gli agricoltori schiacciati dal trattore nel 2018. Nel 2017 sono morti schiacciati dal trattore 139 agricoltori, ma occorre aggiungerne tanti altri che sono morti per essere stati trasportati a bordo (anche bambini) o per le strade a causa di incidenti provocati da questo mezzo. Oltre 600 sono morti nell’ultima legislatura e oltre 1400 da quando dieci anni fa è stato aperto l’Osservatorio. Anche quest’anno più del 20% dei morti per infortuni su di tutte le categorie sono provocate da questo mezzo che. Assurdo che il Parlamento a primavera 2017 ha rinviato per l’ennesima volta la legge europea che obbliga chi giuda questo sterminatore di agricoltori a sottoporsi a un esame che ne verifichi l’idoneità alla guida. Una legge del 2002. Occorrerebbe (ma lo scriviamo da tanti anni senza nessun risultato) che chi ci governa faccia una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. E chi di dovere metta a disposizione forti incentivi per mettere in sicurezza i vecchi trattori. Speriamo nel nuovo

Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischio sismico. E’ un miracolo che non ci siano stati morti nella cartiera a Pioraco di Macerata. Il tetto è crollato nel cambio turno, nella fabbrica stavano lavorando solo 20 persone che sono riuscite a scappare. L’intero tetto della sala macchine è crollato. In questa fabbrica ci lavorano complessivamente 146 lavoratori e se fossero stati tutti all’interno ci sarebbe stata una strage. E’ un miracolo, come nel terremoto in Emilia che pur provocando vittime tra i lavoratori è capitato di notte e in orari dove nelle fabbriche ci lavoravano pochissime persone. La maggioranza dei capannoni industriali in Italia sono stati costruiti in anni dove non si teneva in nessun conto del rischio sismico. Tantissimi di questi capannoni hanno le travi SOLO appoggiate sulle colonne e nel caso di terremoti possono muoversi dall’appoggio e crollare.

Se non si comincia a farli mettere in sicurezza è a rischio la vita di chi ci lavora sotto, e parliamo di milioni di lavoratori. Del resto con incentivi e detassazioni si potrebbero mettere tutti in sicurezza con una spesa non eccessivamente alta.

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