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“Trofeo dei Parchi Naturali, la vetrina della mountain bike che conta nel Sud Italia”, a tu per tu con il biker campano Massimo Campaiola

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0Massimo Campaiola vincitore TPN 2015

0Massimo Campaiola vincitore TPN 2015

1) Ciao Massimo, stiamo per metterci alle spalle il 2015 e, con l’arrivo del nuovo anno, ci prepariamo alla nuova stagione ciclistica. Quali sono le aspettative?

È tempo di analizzare le esperienze fatte lo scorso anno per imparare dai propri errori e per prepararsi al meglio alle nuove avventure che ci aspettano nel 2016.

Nel prossimo anno cercherò di far bene nelle classifiche assolute delle gare a cui prenderò parte, tra le quali sicuramente molte saranno del “Trofeo dei Parchi Naturali 2016”.

Insieme alla mia squadra (la Cubulteria-World Bike Store) parteciperemo anche al circuito dei “Sentieri del Sole e dei Sapori” , che da quest’ anno insieme al “Trofeo dei Parchi Naturali” ha dato vita all’ “X-Legend MTB”.

2) A che punto della preparazione pensi di essere?

Come si sa nel ciclismo non s’ improvvisa niente, le basi per la prossima stagione si gettano nei mesi invernali… ed è per questo che sto lavorando già da un mese tra uscite di tecnica in MTB, corse a piedi, esercizi a corpo libero e allenamenti specifici per prepararmi a fare (si spera) un ulteriore salto in avanti rispetto ai fortissimi avversari con cui mi dovrò confrontare.

Per ora sto lavorando sodo, dove sarò arrivato me lo diranno le classifiche di inizio marzo!

3a) Il 13 marzo, il Trofeo dei Parchi Naturali riparte da Ugento con la Marathon del Salento. Tu parti con la maglia di Leader del Trofeo. Che peso ha sulle tue spalle?

Mi ha fatto molto piacere vestire la maglia di Leader del Trofeo, perchè conosco il valore atletico delle persone che l’hanno indossata prima di me, e li ammiro. Tuttavia non è mai stata un peso per me, ho cercato di dare il meglio ad ogni gara, divertendomi tra i meravigliosi percorsi e paesaggi del nostro bellissimo Sud!

3b) All’inizio della scorsa stagione ti aspettavi di poter essere in grado di sfilare il titolo ad un veterano come Luigi Ferritto? Quando hai capito di potercela fare e che sensazioni ti ha dato?

All’ inizio di un circuito non sai chi saranno gli avversari sportivi con cui dovrai misurarti. Nelle varie tappe del Trofeo dei Parchi 2015 c’erano atleti più forti di me, tra i quali Luigi Ferritto! Ciò che mi ha consentito di vincere la classifica assoluta del trofeo è stata la costanza, l’essermi ben piazzato in tutte le gare del trofeo. Insieme ai compagni di squadra (che credevano più di me nella conquista della maglia) abbiamo affrontato lunghe trasferte e un pò di sacrifici, ma la gioia nel salire sul podio insieme alla mia amica (Leader Donne) Lucia Minervino, è stata immensa!

4) Durante la precedente edizione hai partecipato alla Marathon del Salento? In che posizione hai concluso i 70 km e con quale tempo? Che ricordi hai della competizione e come pensi di arrivare ai nastri di partenza il 13 marzo?

L’anno scorso ho chiuso la Marathon del Salento in 17esima posizione assoluta in 2 ore e 37 minuti, la pianura non è mai stata il mio forte, infatti dopo aver corso per metà gara in un gruppetto con Luigi Ferritto ed altri forti atleti, ho dovuto mollare e terminare la gara del mio passo, perdendo qualche posizione. Spero di riuscire a tornare a Ugento quest’ anno per migliorare la prestazione del 2015!

5) Ricordi a quante edizioni del Trofeo hai partecipato? Ce n’è stata qualcuna per qualche motivo particolare. Qualcuna particolarmente bella/difficile/da dimenticare?

Ho preso parte al Trofeo dei Parchi Naturali nel 2014 e nel 2015. Sono state entrambe delle bellissime esperienze, infatti nel 2014 insieme a Vincenzo Della Rocca e Luigi Ferritto siamo riusciti a portare 3 ori “ALL STAR” al medagliere del girone SUD. In tale occasione staccai l’avversario del girone NORD (IMA Scapin) sull’ultima salita di giornata… fu un’esperienza indimenticabile! Nel 2015, invece, come già detto, sono riuscito a vestire la maglia di Leader che da tempo sognavo!

6) Nel 2015 hai chiuso il circuito a 472 punti. In quale tappa hai capito di poter vincere? Credi di poter fare di meglio nel 2016. Chi sarà l’atleta da battere?

Sono passato al comando della classifica assoluta nella tappa di Scorace Lombardo in Sicilia, da lì mi sono ripromesso di difenderla coi denti per le restanti 5 tappe del Trofeo. Nel 2016 temo di dover saltare alcune gare del circuito per altri impegni agonistici, ma sono sicuro che ci saranno validissimi atleti a contendersi il titolo!

7) Chi è stato lo sfidante più difficile da mettere dietro? Chi la sorpresa inaspettata?

Il livello amatoriale in tutto il sud è cresciuto tantissimo negli ultimi anni, penso che tra qualche anno riusciremo a chiudere il gap che abbiamo con centro e nord… quindi di sfidanti difficili ce ne sono stati, e ce ne saranno parecchi, l’importante è che vinca il migliore!

8) Hai una tua “tappa del cuore”? Una tappa particolarmente bella e/o memorabile? Per quale motivo?

Le tappe del trofeo sono tutte belle, ma credo che Marathon del Pollino e Etna Marathon in quanto a percorsi e scenari siano una spanna sopra tutte! Sono gare che, come Sellaronda o Dolomiti Superbike, ogni biker almeno una volta nella vita deve fare!

9) C’è stata una tappa particolarmente dura? Per quale motivo?

Tra le tappe più dure ricordo, invece, la Marathon degli Aragonesi, per la sua mitica “imperticata” che sembrava non finire più!

10) Come approcci alle tappe del trofeo: come tante gare a se stanti o come un giro da preparare ed affrontare in quanto evento unico? Qual è il tuo rapporto con il trofeo?

E’ bene vedere ogni gara come a se stante, cercare il massimo da ogni competizione senza fare conti fino alla linea d’arrivo.

11) Oltre all’impegno sportivo, sappiamo che sei uno studente universitario. Cosa studi? Come ti districhi tra l’allenamento e lo studio? E’ difficile riuscire a far combaciare le due cose? Riesci a ricavare del tempo libero per lo svago?

Sono al terzo anno di Ingegneria Informatica, e devo ammettere che riuscire a conciliare sport e studio non è facile! L’università monopolizza quasi tutto il tempo che ho a disposizione, quindi mi devo arrangiare a studiare da quando finisco l’allenamento fino a tarda sera. Delle volte ciò mi costringe a rinunciare ad un pò di tempo libero con coloro a cui tengo, ma fortunatamente ho accanto persone fantastiche che capiscono quanto sia importante questo sport per me!

12) Per diventare un campione ci vuole un grande impegno, ma anche una serenità psicologica che ti faccia dare il massimo. Pensi di aver raggiunto tale serenità? E se si, c’è qualcosa o qualcuno che ti aiuta in questo?

Capita, in certi periodi, di avere troppi pensieri per la testa. La mia famiglia in questo mi aiuta tantissimo. Le chiacchierate con mio padre quando ho qualcosa che non va sono il rimedio per ogni malumore!

Ulteriore serenità me la portano gli amici, anche se, dopo ogni gara, pretendono i prosciutti-salami-formaggi dei cesti… e se non ne vinco sono guai!

13) Massimo, siamo ai saluti e, seppur questa intervista sia per corrispondenza, sappiamo che starai rispondendo a queste domande con il sorriso con il quale siamo abituati a vederti sotto il traguardo. Ti facciamo un’ultima domanda: c’è qualche figura, sportiva e non, a cui ti ispiri nello sport e nella vita?

C’è una persona che sia nello sport che nella vita, ho sempre stimato: si tratta del mio capitano Vincenzo Della Rocca che, oltre ad essere un fortissimo biker, è davvero una gran bella persona! Mi ha sempre portato con sé sui i sentieri, anche quando, a causa della mia giovane età, era costretto ad aspettarmi parecchio, e questo non lo dimenticherò mai! E’ grazie a lui e agli altri miei compagni di team della Cubulteria-World Bike Store se la voglia di andare in bicicletta, da quando avevo 14 anni non mi è mai passata!