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Un pari tra le polemiche allo Juventus Stadium

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Le squadre. Allo Juventus Stadium i campioni d’Italia ospitano il Genoa in uno dei classici testa-coda che il campionato sistematicamente propone. I liguri, dopo la sconfitta di domenica scorsa, hanno salutato Del Neri, davvero disastrosa la sua parenesi in rossoblu, per riabbracciare Ballardini, ma la situazione di classifica è davvero di quelle che fanno tremare i polsi, Preziosi si sta muovendo molto in sede di calciomercato, ma questa volta occorrono giocatori veri e non figurine se si vuole evitare il peggio. Bianconeri, che in attesa del return match con la Lazio, per aggiudicarsi il posto in finale di Tim Cup. si avvicinano al match, forti di 5 lunghezze di vantaggio nei confronti dei più immediati inseguitori, (intanto la Lazio ha già perso il suo match del pomeriggio), e, pur con diverse assenze, sembrano aver ritrovato la brillantezza e la determinazione dei giorni migliori.

I tempo. Rispetto alla tradizione della Juve di Conte, l’approccio al match dei bianconeri è insolitamente soft, niente quarto d’ora di fuoco ad arrembare il fortino avversario, buon per gli ospiti che hanno un inizio decisamente spigliato e coraggioso, prima Oliveira si insinua in area e centra per la liberazione della difesa, poi Immobile di testa costringe Buffon quasi a sbattere contro il palo per abbrancare in presa alta, vicino all’incrocio, c’è occasione anche per reclamare un penalty, per un fallo di mani netto, quanto inutile,  di Vucinic.

Bisogna aspettare un corner al 12′ per vedere una conclusione dei bianconeri, è Caceres, da ottima posizione, a calciare alto sulla traversa.

La prima grande occasione arriva al 21′ quando Pogba indovina la giocata con un tocco morbido per Marchisio che scatta oltre la linea di difesa, ma , in spaccata, calcia a lato.

Il match si dipana sui binari dell’equilibrio, il Genoa, ordinato e ben disposto in campo, chiude i varchi e prova a ripartire in velocità, la Juve manca invece di quella ‘garra’ che le permette di fare la differenza e di schiacciare a tratti gli avversari, su ritmi bassi diventa tutto più difficile, la manovra è troppo prevedibile e monocorde, bisogna aspettare il 38′ per vedere Bonucci andare a saltare di testa in area spedendo la sfera a lato.

Gli ospiti peccano in precisione vanificando un paio di ripartenze in parità , o superiorità, numerica, che meritavano una migliore esecuzione.

Così, quasi senza colpo ferire, si arriva alla fine del tempo, quando Quagliarella, sotto misura, con la punta del piede, manda la sfera non lontana dal palo, inevitabile il nulla di fatto al riposo.

II tempo. Cambia qualcosa ad inizio ripresa, i grifoni paiono più abbottonati ed attenti alla fase difensiva, la Juve di contro attacca con maggiore continuità ed intensità, e sfiora già al 6′ il gol con una deviazione sotto misura di Caceres su una punizione dalla fascia, che costringe Frey ad una difficile respinta.

E’ in pratica il prologo al gol che arriva poco istanti dopo quando, all’ennesimo sfondamento sulla fascia destra, il cross radente di Lichsteiner vienne deviato in porta da Quagliarella, anche se l’ultimo tocco è di Granqvist, 1-0 per la Juve, praticamente con il minimo sindacale.

La reazione dei liguri è inconsistente, la squadra pare aver dato tutto nel primo tempo e, ora che deve costruire ed attaccare, mette in risalto tutti i propri difetti, prova a cambiare qualcosa Ballardini inserendo prima Borriello e Bertolacci, poi Rossi. 

Quasi dal nulla, al 23′, si concretizza il pareggio degli ospiti, la sfera giunge in area a Kucka che controlla e taglia un cross verso il secondo palo dove, l’ex di turno, Borriello, in tuffo di testa, accompagna la sfera in rete: 1-1 e tutto da rifare.

Conte prova a dare nuova linfa ai suoi inserendo Giovinco e Giaccherini.

Floro Flores non ce la fa proprio più e lascia il campo per un infortunio al 28′ e, visto che Ballardini ha già esaurito i cambi, il Genoa è costretto a giocare in 10 fino alla fine, e quasi subisce il gol quando Lichsteiner obbliga Frey ad una difficile respinta su un tiro dai 16 metri.

Al 34′ è il turno della Juve di protestare per un penalty per una netta trattenuta della maglia di Antonelli ai danni di Vucinic a 5 metri dalla linea di porta.

Al 37′ Giovinco inventa una traiettoria quasi perfetta superando la barriera ma cogliendo in pieno il palo alla destra dell’immobile Frey.

Al 39′ il neo entrato Beltrame, al suo esordio in serie A, costringe Frey ad una respinta in acrobazia, il Genoa in 10 può solo difendere a pieno organico, mentre la Juve attacca furiosamente.

All’ultimo minuto del recupero, sull’ultimo cross dalla destra la sfera viene deviata prima dalla gamba  e poi finisce sul braccio di Granqvist, i bianconeri assediano l’arbitro pretendendo il penalty, dopo lungo conciliabolo arriva solo il corner , sugli sviluppi del quale Giaccherini calcia dai 20 metri, Frey vola a deviare lontano sancendo il pareggio.

Sintesi. Un punto d’oro per il Genoa che porta entusiasmo e una bella boccata d’ossigeno in una stagione fin qui difficile, i nuovi acquisti, 5 subito in campo, e la mentalità portata dal nuovo allenatore sono le basi su cui costruire la salvezza, bene nel primo tempo i liguri, meno bene ad inizio ripresa, poi eroici, nel finale quando, rimasti in 10, hanno dovuto resistere alla pressione asfissiante e crescente dei bianconeri.

Per la Juve una mezza delusione, pareggiare in casa con la terz’ultima in classifica sa di mezzo passo falso, soprattutto in considerazione della sconfitta patita dalla Lazio nel pomeriggio e del difficile impegno del Napoli domani a Parma.

Conte è parso furioso, forse per l’episodio finale, ma più ancora per non essere riuscito a dare la carica ad una squadra che non è apparsa al top nè fisicamente, nè mentalmente.

Dopo un primo tempo poco esaltante, neppure il subitaneo vantaggio nella ripresa ha dato sicurezze ad una Juve che forse ha sottovalutato l’avversario, e forse, come la Lazio, per pensare al ritorno della semifinale di Coppa Italia, ha dato per scontata la vittoria, che in un campionato equilibrato e difficile come quello italiano, non cade mai dal cielo!

Le pagelle.

Juventus (3-5-2): Buffon 6; Barzagli 7, Bonucci 6,5, Caceres 6; Lichtsteiner 6,5, Vidal 6,5, Pogba 6, Marchisio 6,5 (83′ Beltrame 6), De Ceglie 6,5 (73′ Giaccherini 6); Vucinic 5, Quagliarella 6,5 (70′ Giovinco 6). A disp.: Storari, Rubinho, Peluso, Isla, Marrone, Padoin. All.: Conte 5

Genoa (3-5-2): Frey 7; Granqvist 7, Manfredini 6 (66′ Rossi 6), Moretti 6,5; Pisano 5,5, Kucka 6,5, Matuzalem 6, Olivera 5 (59′ Bertolacci 6), Antonelli 6,5; Immobile 5 (59′ Borriello 6,5), Floro Flores 4,5.
A disp.: Tzorvas, Donnarumma, Sampirisi, Nadarevic, Tozser, Jorquera. All.: Ballardini 6,5

Aribitro: Guida

Marcatori: 54′ Quagliarella, 68′ Borriello

Ammoniti: Granqvist, Matuzalem, Borriello, Vucinic (J), Antonelli (G) 

giuseppe floriano bonanno