
Suzuki SWIFT festeggia un importante traguardo della sua storia di successo: presentata in anteprima nel 1983 con il nome Cultus, la compatta citycar giapponese ha raggiunto ad aprile 2016 i 5 milioni di unità vendute nel mondo, confermandosi un pilastro dell’intera produzione Suzuki.
Fin dal debutto, SWIFT ha introdotto elementi innovativi all’interno della gamma Suzuki, conquistando i Clienti grazie al suo carattere dinamico e distintivo.
Sul mercato italiano, dove SWIFT è arrivata nel 1990, la compatta Suzuki ha fatto subito breccia nel cuore degli appassionati e nel 2015 ha superato il 20% delle vendite Suzuki in Italia.
Lo stile e la sportività di SWIFT hanno portato al successo sui principali mercati mondiali, consentendo alle differenti generazioni dell’iconico modello Suzuki di aggiudicarsi numerosi premi come “Auto dell’Anno” in Giappone e riconoscimenti in molti altri paesi nel Mondo.
Suzuki SWIFT è stata realizzata con l’obiettivo di creare una World Car strategica per i principali mercati mondiali. Nel corso del 2005, il debutto sulla scena internazionale della seconda generazione – completamente riprogettata – ha coinciso con l’avvio delle linee produttive in Ungheria, Cina e India. Nel corso degli anni la sua produzione ha visto coinvolte anche le fabbriche in Giappone, Pakistan, Thailandia e Vietnam. SWIFT è attualmente realizzata in sette impianti di fabbricazione mondiali Suzuki ed è distribuita in oltre 140 stati nel Mondo.
Il successo globale di quest’auto è sottolineato dai risultati ottenuti in Giappone, in Europa e nei mercati emergenti come quello indiano. In India, infatti, fin dal debutto nel 2005, il rapido e costante aumento delle vendite SWIFT ha coinciso con l’espansione del mercato e con la crescita economica del Paese; al successo di SWIFT ha contribuito anche l’introduzione delle varianti diesel e sedan. Nel 2015 il 30% dell’immatricolato di Maruti Suzuki è costituito dalla sportiva citycar.
Il traguardo di 5 milioni di unità è stato raggiunto grazie ad una ripartizione sui mercati che vede l’India principale protagonista (54%), seguita da Europa (17%), Giappone (10%) e resto del Mondo (19%).(F.L.)
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