Diario di viaggio giorno X trasferimento a Poznan
Dopo la lauta e gustosa cena della sera precedente, accompagnata da due birre, una vodka aromartizzata ed una specie di vov alcolico, la sveglia alle 7 di questa mattin anon è proprio il massimo, ripongo le ultime cose in valigia e giù di sotto a prendere il tram, la scelta era tra il 10 e il 19, prendiamo il primo che ci lascia lontano dalla stazione, incominciamo bene con il trascinarsi dietro una valigia che, pur non mettendoci altre cose, pesa sempre di più.
Io naturalmente non mi sono alzato mezzora prima per fare colazione al localino di sotto come Mariela e LUca, confidando di farla poi in stazione, povero illuso, lì non c'era alcun bar aperto e così me ne devo stare digiuno tutto il giorno.
Se all'arrivo la nuova stazione di Cracovia c'era parsa un piccolo gioiello, ora si rivela per quel che è, in gran parte non nè completata, c'è una sola scala mobile che porta alla piattaforma numero 1, si deve percorrere tutto il binario ed arrivare in fondo dove dei lunghi scivoli portano al sottopassaggio che mette in comunicazione con le altre piattaforme, scopriamo dopo che sottopassaggi con scale mobili ci sono sui vari binari, ma lontanissimi dall'essere completati e messi in funzione.
Partiamo0 alle 9 per un trasferimnento che si preannuncia, e sarà, lunghissimo e noioso, le vetture sono scomode e vecchie, non quelle migliori per far colpo sui turisti, ma quelle di tutti i giorni, il treno si muove sempre a mezza velocità, fa delle soste improbabili nei luoghi più disparati, ma evidentemente è normale visto che a Katowice è in perfetto orario.
Uscendo dalla bella Cracovia attraversiamo sterminate pianure e cupe foreste di betulle, in lontananza qualche villaggio, ma le città che attraversiamo rivelano un degrado ed un abbandono che ci mostrano il volto meno imbellettato della Polonia, ovunque ci sono cantieri aperti, nelle stazioni, nessuna è stata davvero completata a parte quella di Varsavia, e nelle strade, si vedono solo gru e lavori giganteschi, chissà quando vedranno la fine, sempre che i soldi per costruirli ci siano ancora.
Dal carrettino sul treno prendo un croissant e un'aranciata, giusto per mettere un po' di zuccheri nel serbatoio, il viaggio è monotono, dai finestrini non c'è nulla da vedere, solo campi coltivati, foreste e qualche agglomerato di case, non un fiume, non un lago, o una collina, non dico una montagna.
Le ore trascorrono in un fastidioso dormiveglia, cullati dallo sferragliare di un treno che mai ingrana le marce alte, a Breslavia Mariela scende per andare a prendere l'aereo per tornare in Italia.
Dopo altre tre lunghissime ore arriviamo finalmente a Poznan e, già scendendo, incrociamo centinaia di Irlandesi a loro volta arrivati con il treno proveniente da Gdansk.

Con il tram numero 5 andiamo verso l'hotel, ma o è il tram sbagliato o sbagliamo strada, tant è che ci draghiamo la valigia per oltre venti minuti in vie tutte uguali e anche in salita.
Alla fine becchiamo l'Hotel , il Lech, e finalmente ci sistemiamo…

Una doccia e giù in centro a fare foto al crepuscolo e a rivedere le vie del centro con spirito diverso, adesso la marea è tutta verde, gli irlandesi sono migliaia, ma è tutta un altra cosa, sono tranquilli, gioviali e creano allegria non tensione,

giro orgogliosamente con la mia maglia della nazionale, versione da trasferta,

bianca, mi riapproprio del gusto di fare il ntifoso senza paure.

Mangiamo in un locale consigliato dalla guida della Mondadori, molto bene, una zuppa ed un arrotolata polis trditional, e una warm apple cake, una delizia, spendiamo 318 zloty.
Scenetta, entra un gruppo di italiani, tutti belli eleganti , fighetti con i soldi, modello professionista con famiglia ed amici, leggono il menu' si siedono e dopo un po' se ne vanno perchè a loro dire costava troppo , see, magari stanno in hotel 4 stelle, hanno il suv e fanno le fighe sul pranzo, proprio italiani , che si meritano Monti!!!.

Le ultime foto con la piazza buia ed illuminata dalle luci e dai canti degli irlandesi ed a nanna…







