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Liguria Alta Via Stage Race

I Cinque Moschettieri della logistica La loro Liguria Alta Via Stage Race è tutto un montare e smontare. Gli altri corrono, pedalano, fotografano, scrivono e loro montano e smontano il campo base con le tende per i concorrenti. Sono poi magistrali nel predisporre l’arco d’arrivo e di partenza di ogni tappa. Come al Lago delle Lame dove il gonfiabile non era ancora del tutto alzato al momento dell’arrivo dei genovesi Mantovani-Caserza, vincitori della tappa di Rezzoaglio.

 

 

Sono Piermario, Fabio, Filippo, Claudio e Sergio, i cinque moschettieri responsabili della logistica che per otto giorni si sono spostati a bordo di un camioncino, un furgone e un pick up, tutti con carrello, per trasferire tutto il materiale, tappa dopo tappa. Provengono da località ed esperienze di vita differenti ma dopo una settimana di lavoro gomito a gomito sono diventati amici.
  
 

Piermario Damonte, 49 anni di Arenzano, è vigile del fuoco. “Sono stato aggregato alla banda in quanto marito di Annamaria (pilastro della segreteria organizzativa – ndr) – spiega – e mi sono subito trovato bene. Siamo un bel gruppo”. Ne fa parte anche il figlio Fabio, di 14 anni. “Era difficile non essere presenti – commenta – con due genitori nello staff organizzativo e mio fratello Nicola in veste di fotografo. Ma mi sono divertito. Vado in mtb e vedere da vicino le bici dei concorrenti e sentire le loro impressioni è stato veramente piacevole”.
 

Per tutti orami sono Gianni e Pinotto, Filippo Magione ha 50 anni (li festeggia il 28 giugno), abita a Finale Ligure ed è responsabile di una filiale della Cartiera Fedrigoni. “In questa avventura mi ci ha buttato Lorenzo (Carlini – ndr) – chiarisce – infilandomi nel consiglio direttivo. Faccio parte della Blue Bike e sono qui per amicizia”.

Claudio Corazza ha 40 anni, è nato a Milano e risiede nella zona di Ginevra. “Ho abitato a Finale per 12 anni e sono ormai alla decima 24Ore organizzata. Non potevo mancare a questa bella novità. Ci ha fatto scoprire l’altra Liguria”.

Il quinto moschettiere è Sergio Uras, 52 anni, di Finale Ligure, fisico, che lavora alla Ferrania di Montenotte, in val Bormida. “Non ho ancora capito bene perché sono qui – scherza – ma l’amore per la 24Ore di Finale Ligure lascia il segno. Ti prende il tempo libero”. Per tutti vale un solo concetto. “E’ stata dura, soprattutto per i lunghi trasferimenti con il caldo torrido e la necessità di calcolare il tempo al minuto per allestire tutto in tempo – spiegano Piermario, Fabio, Filippo, Claudio e Sergio -. Però in questi giorni è nato un legame, un’intesa, un’unione bella come questo evento. La Liguria Alta Via Stage Race è da ripetere”. Arrivederci nel 2013!