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Frank Chamizo ad AnnuarioMediaSport.it: “Convinto dei miei mezzi”

Frank Chamizo, oggi in forza al Centro Sportivo Esercito, è campione mondiale di lotta libera. Una storia davvero bellissimo, raccontata direttamente ai lettori di AnnuarioMediaSport.it.

“Sto preparando la mia prima Olimpiade e per me è un sogno. Ero in Italia da poco ed il 13 settembre 2015 a Las Vegas sono diventato campione del mondo di lotta libera tra i -65 kg qualificandomi per Rio de Janeiro 2016. Al ritorno dai Mondiali sono diventato Caporale del Centro Sportivo Esercito. Avevo già avuto alcuni contatti con l’Esercito, quando ancora non ero nessuno: mi avevano contattato perché credevano fortemente in me. Dopo la vittoria molti si sono fatti avanti a chiedermi di entrare nei loro gruppi sportivi ma la mia parola è una sola.

La mia passione per la lotta risale all’età di 7 anni. Una mattina mi allontanai da casa e lungo la strada trovai una palestra. Non avendo un documento di riconoscimento e non essendo accompagnato da un genitore, non sono potuto entrare. Quando tornai a casa chiesi a mia madre di accompagnarmi per iscrivermi, ma lei rifiutò. Successivamente rubai dal portafoglio della nonna il mio documento e mi iscrissi in palestra dove venni riconosciuto per il mio cognome. Così scoprii che mio padre era stato un lottatore molto conosciuto. Mi iscrissero con molta gioia. Gli istruttori notarono subito le mie qualità e mi aiutarono a trasferirmi ad un’ “università” della lotta. Lì inizio la mia carriera da atleta.
In Italia, rispetto a Cuba, manca una “scuola” della lotta e la passione per questo sport. Qui esistono club dove tu paghi annualmente per essere seguito: a Cuba, invece, gli atleti vengono seguiti ed allenati già da piccoli fino ad età adulta ma con uno spirito diverso. Spero che però, piano piano, anche qui inizino ad amare questo sport magari anche attraverso di me.
Sono una persona caparbia che se decide di raggiungere un obiettivo lo raggiunge sempre. Sono felice di gareggiare in Italia pur non provando alcun rancore nei confronti di Cuba. Non ne ho avuto nemmeno quando sono stato allontanato per due anni dalla Nazionale perché ad un ritiro mi sono presentato con mezzo chilo sopra il peso forma! Se fossi stato con loro sarei stato ugualmente contento. Ora vivo in Italia, continuerò a stare qui e a vestire i colori della Nazionale sempre al meglio delle mie capacità, portando i colori della bandiera tricolore sempre in alto. La preparazione olimpica è iniziata a gennaio. Ci sono ancora tanti atleti forti che al momento non si sono qualificati; sono pienamente consapevole che si prepareranno molto per essere presenti a Rio de Janeiro per darmi filo da torcere. Io però sono molto convinto nei miei mezzi, quindi mi allenerò di più rispetto a quanto fatto sino ad oggi. Penso di dover ringraziare molte persone, la mia squadra di Genova, il Mandraccio, in particolare i dirigenti e gli allenatori che dal momento in cui sono arrivato in Italia mi hanno aiutato tantissimo. Ringrazio anche la FIJLKAM, che mi ha fatto sentire a casa e che ha fatto di tutto perché gareggiassi da italiano. Ringrazio il Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito perchè mi supporta affinchè possa stare sempre al top della condizione. Ringrazio il mio allenatore Filiberto Pulì. Ringrazio la mia agenzia la Golden Sabre Sport e Celebrity ed in particolare Cristina Lodi che oltre a curare la mia immagine mi sostiene e mi è sempre vicina durante il mio cammino”.

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