SETTEMBRE
La scuola che resiste di Alex Corlazzoli
Affari di Stato di Michele Sasso e Francesco Vignarca
OTTOBRE
L’illusionista di Pino Corrias, Renato Pezzini e Marco Travaglio
Strage di donne di Riccardo Iacona
Ora et labora di Don Virginio Colmegna
Come fare cosa fare di Iolanda Romano
SETTEMBRE
LA SCUOLA CHE RESISTE
di Alex Corlazzoli
Collana Reverse
L’esperienza di vita di un maestro di straordinaria umanitÃ
Dopo il successo di Riprendiamoci la scuola (Altreconomia), il ritratto dell’Italia vista dai banchi delle elementari
«Quando mi chiedono: “Tu cosa insegni?â€, io rispondo sempre: “La vitaâ€. Ho delle materie che cambiano di anno in anno perché il preÂcario dev’essere sempre pronto a tutto. In cinque anni ho insegnato: storia, geografia, informatica, scienze in quinta, in quarta, in terza e in seconda. Ho fatto l’insegnante di sostegno non specializzato per un bambino di prima elementare con un grave autismo, lo faccio ancora per altri due ragazzini. Ho fatto il docente con classi miste: quarta e quinta assieme. Ma soprattutto insegno la vita perché in questo paese i bambini viaggiano poco, non sanno prendere i mezzi pubblici, usano facebook e hanno il cellulare ma non sanno leggere il giornale online o usare Google maps per vedere l’Italia e dove abiÂtano dal satellite. Insegno loro ad amare le istituzioni andando nei commissariati di polizia, in Comune a conoscere il loro sindaco…» Come dimostra Corlazzoli, la scuola è viva grazie all’impegno di tanti insegnanti e genitori che la difendono come bene pubblico. Da qui si può ripartire per porre le basi di un futuro migliore e calare nella pratica la parola democrazia in modo che tutti i bambini diventino innanzitutto cittadini responsabili.
Alex Corlazzoli, giornalista, maestro, scrittore, ha viaggiato in Mozambico, Senegal,
Kenya, Marocco, Palestina, Siria, Giordania, Libano, India, Brasile, Albania, Romania e altri ancora. Ha operato come volontario in carcere per dieci anni e ha fondato il giornale «Uomini Liberi». Nel 2008 ha fondato l’associazione L’Aquilone che si occupa di integrazione di migranti. Oggi collabora con «il Fatto Quotidiano», dove tiene anche un blog, e «Altreconomia». Tiene inoltre la rubrica L’Intervallo su Radio Popolare. Tra i libri che ha scritto: Ragazzi di Paolo (Ega 2002); Riprendiamoci la scuola (Altreconomia 2011) e L’Eredità (Altreconomia 2012).
AFFARI DI STATO
di Michele Sasso e Francesco Vignarca
Collana Principio Attivo
Un mercato invisibile che nessuno ha mai raccontato davvero.
Un business di Stato, a vantaggio di una lobby d’intoccabili.
AFFARI DI STATO porta il lettore in un mondo invisibile, tutto da raccontare. L’Italia è il quinto produttore mondiale di armi. La Grecia ormai sull’orlo del default, è il Paese in Europa che spende di più per le forze armate. L’Italia ripudia la guerra, ma solo a parole. Lo dice l’articolo 11 della Costituzione, ma la realtà ha un’altra faccia. Un mercato sporco che vale milioni di euro. La vicenda e gli scandali recenti legati a Finmeccanica. Questo libro attraversa per la prima volta la filiera delle armi raccontando affari, interessi e ritorni economici. Il libro è diviso in tre parti: 1. da dove partono le armi, 2. dove arrivano, 3. che effetti producono. Un viaggio fatto di soldi e di sangue, che arricchisce una lobby internazionale potentissima. Soprattutto in Italia. Dove chi sta seduto nei consigli di amministrazione dell’industria militare presto è introdotto nella politica che conta o ai vertici delle forze armate. Il mercato delle armi è il più corrotto al mondo. Chi compra le armi? AFFARI DI STATO racconta gli ultimi venti anni di vendite armate dell’Italia. Con nomi e cognomi di banche, politici, manager e imprenditori. L’Italia è scalo decisivo nel traffico mondiale di armi. Il porto di Gioia Tauro soprattutto, con migliaia di navi container che transitano, è la piattaforma logistica per i conflitti in ogni angolo del mondo. Affari leciti e traffico criminale diventano tutt’uno.
Michele Sasso, ha scritto per «l’Espresso», «Diario», «Altreconomia» e «il Fatto Quotidiano». Si è occupato di immigrazione, ecomafie e politica. Per «l’Espresso», con Paolo Biondani e Fabrizio Gatti, ha pubblicato in esclusiva la ricostruzione dei traffici di armi tra l’Italia e l’Eritrea.
Francesco Vignarca è coordinatore nazionale della Rete italiana per il disarmo. Tra i suoi libri ricordiamo Il caro armato. Spese, affari e sprechi delle Forze Armate italiane (Altreconomia 2009), Li chiamano ancora mercenari. La privatizzazione degli eserciti nell’era della guerra globale (Terre di mezzo 2006), Mercenari Spa (Bur 2004).
OTTOBRE
L’ILLUSIONISTA
L’ascesa e la fine di Umberto Bossi
di Pino Corrias, Renato Pezzini e Marco Travaglio
Collana Reverse
L’ILLUSIONISTA è il primo titolo dei PROTAGONISTI DELL’ANTIPOLITICA, una nuova serie della collana Reverse dedicata ai politici che hanno distrutto la politica e ci hanno portato alla rovina. Economica, politica e morale. Le loro vicende appartengono già alla storia, per questo vale la pena fissarle in un fermo immagine che ne faccia vedere tutti i contorni in un racconto per parole e fatti da non dimenticare. E conservare a futura memoria per ricordarci quanto l’Italia è caduta in basso.
Fra le prossime uscite: IL CELESTE. L’ASCESA E LA FINE DI ROBERTO FORMIGONI di Gianni Barbacetto, a seguire il libro di Malcom Pagani dedicato a Bertinotti e al bertinottismo che ha affondato la sinistra, e di Ferruccio Sansa e Giuseppe Salvaggiulo, un ritratto di D’Alema, in sella da più di trent’anni.
Umberto Bossi ha scalato Roma e poi l’Italia intera nominandosi guerriero del Nord, narÂratore di una rivoluzione sempre imminente e ha inventato una nuova lingua politica fatta di punti esclamativi, invettive, insulti, semplificazioni di massima efficacia compresa la perÂnacchia, il gestaccio. Ha inventato un territorio da difendere e uno da sconfiggere, il primo immaginario, la Padania, il secondo tanto vero da coincidere con lo Stato unitario. Si è attriÂbuito la protezione di un dio che scorre nel Grande Fiume e nell’Ampolla. Comunque quel destino immaginario e immaginifico era meglio del nulla che passava la vecchia Italia dei partiti e dei Palazzi, dell’assistenzialismo meridionalista e del pubblico impiego fannullone. La nemesi ha voluto vendicarsi di Umberto Bossi nel modo più crudele, allestendo la sua sconfitta dentro a una corona di dettagli tipici del potere che si disfa e disfacendosi marcisce. Vent’anni dopo, e probabilmente senza mai accorgersene, anche lui precipita dentro quella stessa ripugnanza. L’epopea degli esordi, la marcia trionfale della sua seconda vita finiscono per trasformarsi, dopo la tragedia, in una malinconica pochade di angusta provincia.
Pino Corrias è giornalista e scrittore. È stato inviato speciale del quotidiano «La Stampa». Ha pubblicato Luoghi comuni dal Vajont a Arcore, la geografia che ha cambiato l’Italia (Rizzoli 2006), Vita agra di un anarchico (Baldini e Castoldi, 1993; nuova edizione Feltrinelli 2011), Colpo grosso (con Curzio Maltese e Massimo Gramellini, Baldini e Castoldi, 1994), Ghiaccio Blu (Baldini e Castoldi, 1999). Ha lavorato come sceneggiatore (Ultimo, Distretto di polizia). Per Rai2 ha condotto con Renato Pezzini l’inchiesta in quattro puntate Mani pulite. Oggi è dirigente Rai, si occupa di fiction, ha prodotto La meglio gioventù, regia di Marco Tullio Giordana, e De Gasperi, regia di Liliana Cavani. Collabora al quotidiano «la Repubblica» e al settimanale «Vanity Fair». Vive e lavora a Roma. Per ChiareÂlettere è autore della prefazione de Il Bavaglio (di Peter Gomez, Marco Lillo, Marco Travaglio, 2008) e dell’Agenda 2010 Voglio scendere (con Peter Gomez e Marco Travaglio).
Renato Pezzini, giornalista e inviato de «Il Messaggero», ha fondato e dirige «Oblò», mensile di informazione libera realizzato dai detenuti del carcere di San Vittore a Milano. Per Rai2 ha condotto con Pino Corrias l’inÂchiesta in quattro puntate Mani pulite.
Marco Travaglio è vicedirettore de «il Fatto Quotidiano» e autore di inchieste di successo. Tra i suoi libri più recenti: Ad personam (Chiarelettere 2010), Colti sul Fatto (Garzanti 2010), Silenzio, si ruba (dvd+libro, ChiaÂrelettere 2011) che raccoglie gli interventi della rubrica settimanale «Passaparola», Mani pulite (con Gianni Barbacetto e Peter Gomez, Chiarelettere 2012), BerlusMonti (Garzanti 2012). Dopo il successo di Promemoria, 15 anni di storia d’Italia ai confini con la realtà , è in scena nei teatri italiani con Anestesia totale, primo spettacolo (poco spettacolare) del dopo-B, insieme a Isabella Ferrari. Dopo cinque anni di Annozero, quest’anno prosegue la sua collaborazione insieme alla squadra di Michele Santoro con Servizio Pubblico.
STRAGE DI DONNE
di Riccardo Iacona
Collana Reverse
Un reportage narrativo. L’amore criminale nelle storie italiane degli uomini che uccidono le proprie compagne.
Italia 2012. Oggi. Uomini che uccidono indisturbati, che portano a termine il loro progetto senza che nessuno li fermi. Da nord a sud, nelle piccole e grandi città , nelle case di periferia e nei quartieri della borghesia, la violenza omicida contro le donne accomuna classi sociali e luoghi altrimenti distanti tra loro. Poi ci sono le migliaia di donne che sono vive per miracolo, sfuggite per fortuna o per caso alle botte e alle violenze cui le costringevano i loro uomini. Infine ci sono le prossime vittime, quelle che a ogni notizia di un nuovo omicidio saltano sulla sedia e si premono la mano sulla bocca, quelle che riempiranno con i loro nomi lo scandaloso e lungo elenco di donne ammazzate in Italia. Un paese che ha rinunciato a proteggere loro e i loro figli. Dove le donne contano poco o niente, e nei loro confronti si esercita un vero e proprio «apartheid».
Un viaggio in Italia di Riccardo Iacona, faccia a faccia con le storie e i protagonisti, i familiari delle vittime. Un reportage che entra nelle case degli Italiani, lì dove si consuma una violenza terribile e silenziosa. Decine di storie.
Riccardo Iacona è giornalista professionista. Nel 1988 è entrato a far parte della squadra della terza rete Rai diretta da Angelo Guglielmi, lavorando alle trasmissioni di Michele Santoro Samarcanda, Il Rosso e il Nero, Il raggio verde, Moby Dick, Sciuscià -Edizione straordinaria. Da quel momento in poi è diventato «autore di se stesso»: da cinque anni, infatti, lavora all’ideazione e alla realizzazione di suoi programmi; prima con la serie dei «W»: W gli sposi, W il mercato e W la ricerca, poi con Case!, Ospedali!, Tribunali! e Pane e Politica; e adesso con Presadiretta. Per Chiarelettere ha pubblicato nel 2010 L’Italia in Presadiretta.
ORA ET LABORA
di don Virginio Colmegna
Collana Reverse
Con un saggio introduttivo di Carlo Maria Martini e un intervento di Corrado Augias
«La relazione con le persone più fragili, con chi abita ai margini, non è rieducazione di deficienti. È l’arte di creare le condizioni affinché anche un fragile possa dire chi è e cosa vuole dalla vita.»
Questo è un libro di rottura rispetto alla pubblicistica consueta su Chiesa e Vaticano, tra affari, lotte tra cardinali e scontri di potere. È un libro che racconta la Chiesa meno visibile, ma che forse molti vivono senza neanche accorgersene. Non è un elogio della Chiesa, tutt’altro: è un pamphlet che non risparmia critiche, non fa sconti, ma si muove da dentro la Chiesa. Il lavoro della Caritas, i centri di accoglienza che a causa della crisi danno sostegno e ristoro anche a tanti italiani, non solo agli immigrati, e poi gli oratori che in molte città sono gli unici spazi dignitosi in cui portare i figli dopo la scuola, gli scout, le numerosissime persone che rispondono quotidianamente e a titolo gratuito alle tante emergenze sanitarie e alimentari. Oggi, con lo Stato sociale sbaragliato da una politica irresponsabile, la Chiesa c’è, è sul campo, agisce, spesso silenziosamente. Con questo libro viene allo scoperto, fa sentire la sua presenza. E chi meglio di don Virginio Colmegna, già direttore della Caritas ambrosiana e oggi presidente di Casa della carità , centro di accoglienza nel cuore di Milano, poteva comporre questo pamphlet sul ruolo fondamentale della Chiesa cattolica nell’Italia di oggi?
Questo libro è rivolto ai tanti italiani, cattolici, a disagio rispetto alle accuse sempre nuove e sconvolgenti sul Vaticano. Ma è anche un libro rivolto ai non credenti che consapevolmente o meno traggono enorme beneficio da questa Chiesa impegnata nel sociale.
Don Virginio Colmegna, sacerdote, vive e lavora a Milano. Direttore della Caritas ambrosiana dal 1993 al 2003, per nomina del cardinale Carlo Maria Martini nel 2002 diventa presidente della Fondazione Casa della carità , casa di accoglienza e cura a Milano. È autore di molti libri, tra i quali ricordiamo l’autobiografia Non per me solo (il Saggiatore, 2011). Per Chiarelettere ha curato l’introduzione al libro di don Primo Mazzolari, Come pecore in mezzo ai lupi.
COME FARE COSA FARE
di Iolanda Romano
Collana Reverse
Un manifesto e una proposta per praticare davvero la democrazia
Tav, grandi opere, rifiuti: i vantaggi di decidere insieme
Con un intervento di Gustavo Zagrebelsky
Così, mai più. L’esempio negativo della Tav Lione Torino è sotto gli occhi di tutti. Le decisioni non possono essere prese dall’alto e poi imposte salvo poi cambiarle sull’onda della protesta. Si può decidere insieme nell’interesse di tutti, rispettando esigenze anche contrastanti. Non è un’utopia, La soluzione c’è. Francesi, americani, tedeschi, inglesi sperimentano tecniche di partecipazione attiva e di confronto con successo da anni. Questo libro dimostra che anche in Italia si può fare. Ecco come. La domanda è: «Come possiamo fare a evitare decisioni sbagliate e al tempo stesso scegliere di decidere insieme?». Le domande che iniziano con «come» rompono un paradosso: quello che ci fa immaginare, erroneamente, che non può avere ragione x, se ha anche ragione y, che non può accadere una cosa, se ne accade anche un’altra. Anche in Italia, in questi ultimi anni, si sono realizzate esperienze che ci dimostrano che si possono impedire decisioni sbagliate che restano nelle mani di pochi interessati e ricostruire un clima di fiducia nel rapporto tra cittadini e istituzioni. Ma per farlo occorre cambiare prospettiva e imparare a chiederci «come».
Iolanda Romano ha costruito la sua competenza di esperta in processi partecipativi prevalentemente «sul campo». Dopo vari periodi di specializzazione in Nord Europa, nel 1992 ha fondato Avventura Urbana, società impegnata nella progettazione partecipata delle politiche pubbliche, di cui è tuttora presidente. Da allora ha condotto processi partecipativi in scala locale e sovralocale. Ha partecipato attivamente allo sviluppo del Progetto periferie della città di Torino come esperta di partecipazione e ha operato per introdurre in Italia alcune delle tecniche più innovative nel campo della progettazione partecipata (Planning for Real, Open Space Technology, Giurie di cittadini, Electronic Town Meeting, Deliberative Polling), sperimentandole in molti casi per la prima volta. Con l’antropologa Marianella Sclavi ha lavorato al libro Avventure Urbane, progettare la città con gli abitanti (Eleuthera). Attualmente è impegnata prevalentemente nella conduzione di processi di democrazia deliberativa in Italia e all’estero. Sue interviste sono state pubblicate su quotidiani e riviste a proposito della Tav Lione-Torino. Collabora all’elaborazione di una proposta di legge sul confronto pubblico intorno alle grandi opere.






