Nell’ambito della 62a edizione della Guida Michelin Italia, sono stati assegnati i premi Giovane Chef Michelin Italia 2017 e Qualità nel tempo Michelin Italia 2017.
Il premio Giovane Chef Michelin Italia 2017 offerto da Alfa Romeo è stato assegnato a
Federico Gallo, Locanda del Pilonem, Alba.
Classe 1987, 29 anni all’insegna dell’ottima cucina, il giovane chef, dopo esperienze In
Messico e negli Stati Uniti, cresce con Cannavacciuolo a Villa Crespi, successivamente
diventa secondo dello chef giapponese alla Locanda del Pilone.
Nel 2015, in piena stagione del tartufo, con il ristorante a pieno regime, lo chef decide di
tornare in Giappone e il suo secondo deve mantenere alti gli standard senza una guida e in
un momento di altissimo lavoro. Il giovanissimo Federico dimostra una marcia in più nel
prendere la guida del team e condurlo fino alla chiusura dell’anno.
Già deciso che avrebbe assunto la posizione, nel periodo invernale è inviato al Geranium di
Copenhagen, su cui nel frattempo brillanommm nella guida Main Cities of Europe.
Una volta rientrato, Federico imposta un nuovo menù, che dimostra mano ferma e precisa,
rispetto della tradizione, tecniche contemporanee, sapori puliti e senso del management in
una brigata tutta di giovani.
Il premio Qualità nel tempo Michelin Italia 2017, offerto da Eberhard, è stato assegnato
al Ristorante San Domenicomm, Imola.
La coppia dei fratelli Marcattilii, Valentino in cucina e Natale all’accoglienza, è una pietra
miliare della ristorazione italiana. Dopo la fondazione del ristorante nel 1970 da parte di
Gianluigi Morini accompagnato dallo chef Nino Bergese, Valentino prende la guida di
questa cucina nel 1977 e da qui inizia una storia di qualità, classe e ospitalità, in cui è
maestro il fratello Natale. Entrambi sono presenti nel ristorante dal primo giorno di apertura.
Nel 2015, Valentino e Natale festeggiano i 45 anni di attività e continuano con
passione a mantenere alta la qualità di questo storico ristorante, da sempre
riferimento per l’alta ristorazione.
La presenza del Ristorante San Domenico nella Guida Michelin è una bella
storia: aperto nel 1970, il locale fa il suo ingresso tra i ristoranti selezionati nel
1973, ottiene una stella nel 1975, due stelle nel 1977, con l’arrivo dell’attuale chef
Valentino al comando. Perdono una stella dal 1989 al 1999, ma la riconquistano nel
2000. Sono una vera istituzione nel panorama italiano della ristorazione. Il “segreto”
di questa avventura lunga e sempre appassionante è un’ospitalità schietta, seria, di
stampo classico. “Al San Domenico si sta sempre bene”, dicono gli ispettori, pensando
sia alla cucina sia alla piacevolezza dell’insieme.
Alla cerimonia di premiazione, la lettura dei nominativi dei vincitori è stata affidata ad una
giovane star della gastronomia mondiale: David Muñoz, tre stelle Michelin, chef del
Ristorante Diverxo di Madrid.
Una escalation rapida lo ha proiettato nell’olimpo della gastronomia mondiale: la prima
stella Michelin nel 2009 a 29 anni, la seconda nel 2011 a 31 anni, la terza nel 2013 a soli
33 anni.
Tre stelle e un mondo onirico, surreale e di fortissimo impatto emotivo, in cui lo chef
percorre “nuove vie inesplorate per comprendere l’esperienza gastronomica.” Le sue sono
vere opere d’arte contemporanea, in cui la creatività oltrepassa i confini della ragione.
“Pazzia su tela”, si legge sul suo sito internet. E così si chiamano i suoi famosi piatti,
lienzos, che significa “tele“.
Per gli ispettori della Guida Michelin il suo ristorante è “un’Isola che non c’è dove si elabora
una gastronomia caratterizzata da sorpresa e trasgressione… una divertente cucina
girovaga che non vi lascerà indifferenti… che intensifica le sensazioni e raggiunge il
culmine nei suoi famosi piatti-tele.”






