In attesa delle nuove monoposto, si guarda con impazienza al 2017, anno che segnerà l’ennesimo momento di svolta nell’evoluzione tecnica della Formula 1. Le nuove regole tecniche, che sono entrate in vigore dal primo gennaio di quest’anno cambieranno sostanzialmente il volto delle monoposto da Gran Premio. Un cambiamento più di forma, che di sostanza, soprattutto se paragonato all’esordio della Formula 1 “ibrida”, datato 2014, e dunque assimilabile a quello del 2009, voluto dalla Federazione per aumentare lo spettacolo, favorire i sorpassi e rendere più accattivanti le vetture.
COME?CAMBIANO?LE?FORMULA?1
Tanto per citare alcuni dei “numeri” più significativi di questa rivoluzione, ricordiamo che l’altezza massima delle monoposto rimarrà invariata (950 mm dal piano di riferimento), ma il regolamento 2017 prevede che “..nessuna parte di carrozzeria situata dietro l’asse-ruote posteriore possa trovarsi ad una altezza superiore agli 800 mm rispetto al Reference Plane”. Dunque, l’alettone posteriore sarà più basso e passerà dai 950 mm del 2016, ai soli 800 mm di altezza del 2017.
Largo a nuove soluzioni aerodinamiche, dunque, ma non solo: esattamente come accadde nel 2009, con l’abolizione delle orrende gomme scanalate e la rinascita degli pneumatici slick, nel 2017 si assisterà al ritorno delle gomme extra-large posteriori, abbandonate al termine della stagione 1992. Non solo, avranno dischi freno maggiorati (da 28 mm a 32 mm), torneranno ad essere più larghe, per l’esattezza 2 metri, come era stato nel periodo 1993-1997, ritroveremo profili estrattori più generosi e nuove appendici alari, sia sull’asse anteriore, che su quello posteriore.
Queste modifiche renderanno le monoposto più performanti e c’è chi ipotizza tempi sul giro inferiori di 4/5 secondi, rispetto alle prestazioni del 2016. Ma andiamo con ordine e vediamo in dettaglio come e dove cambieranno le monoposto della nuova generazione.
MAXI?ALA?ANTERIORE

L’elemento più caratterizzante delle Formula 1 del 2017 sarà senza dubbio l’ala anteriore, più larga che in passato e con una conformazione “a freccia”, per diminuire la resistenza all’avanzamento, riproponendo una conformazione che ricorda la Brabham-Bmw BT52 del 1983.
Dal 2009 al 2013, la larghezza dell’ala anteriore coincideva con quella della vettura, vale a dire 1800 mm ma, come si ricorderà, fu spesso criticata per la facilità con la quale le monoposto in bagarre si agganciavano. Dal 2014 al 2016 si decise pertanto di scendere 1650 mm di larghezza, per vetture larghe 1800 mm e le cose andarono decisamente meglio.
Per migliorare lo spettacolo e favorire i sorpassi bisognava spingersi oltre, ed ecco le nuove ali anteriori del 2017, di 1800 mm, per vetture larghe 2000 mm. che dovranno però armonizzarsi con pneumatici anteriori da 305 mm. Sempre in tema di ala anteriore, per scongiurare tutte le polemiche che hanno tenuto banco in questi ultimi anni, i nuovi regolamenti consentiranno una maggiore flessibilità, passando da una deformazione massima di 10 mm, ai 15 mm del 2017, con carichi applicati verticalmente di 1000 N a 675 mm e 975 mm davanti l’asse-ruote anteriore e a 795 mm dalla linea di mezzeria della vettura.
MUSI?PIÙ AFFUSOLATI
La norma che regolamenta la struttura ad assorbimento d’impatto anteriore, che nel 2017 dovrà misurare almeno 1050 mm, a partire dall’asse-ruote anteriore (nel 2016 questo valore era pari a 850 mm), avrà come prima conseguenza l’allungamento dei musetti delle monoposto.
Sulle nasciture monoposto i musetti saranno più lunghi di una ventina di centimetri e soprattutto dovrebbero sparire le antiestetiche protuberanze terminali, che hanno caratterizzato le monoposto dal 2014, ad oggi e hanno fatto delle Formula 1 moderne le auto da Gran Premio meno attrattive di tutti i tempi. Rimane invece invariata la regola che impone che nessuna parte di questa struttura possa trovarsi ad una altezza massima superiore a 525 mm, rispetto al piano di riferimento.
Diverso il muso, ma diverse anche le fiancate, che subiranno un leggero restyling e, come per l’ala anteriore, dovranno avere un lieve andamento a freccia, con un’inclinazione di circa 15°. Anche nella definizione dei deviatori di flusso, posti tra le ruote anteriori e le fiancate laterali, ci sarà una maggiore libertà e gli aerodinamici potranno sbizzarrirsi per indirizzare nella maniera più redditizia possibile i flussi sotto il fondo vettura, alla ricerca di un maggiore carico.
Dopo le restrizioni del 2009, queste appendici presenteranno dimensioni maggiori e, quindi, funzionalità e prestazioni decisamente superiori e, cosa non trascurabile dal punto di vista estetico, i vari deviatori di flusso a “ponte”, i generatori di vortici e le derive verticali presenti sulle monoposto del 2016, subiranno un deciso ridimensionamento.
Il fondo piatto, infine, potrà arrivare ai 2.000 mm, mentre le pance saranno allargate di 10 mm per parte, arrivando a 1600 mm, rispetto agli attuali 1.400 mm.
MAXI?ALA?POSTERIORE E?NUOVI?ESTRATTORI

Nel 2017, per fortuna, spariranno anche le ali strette e alte di ultima generazione, che certamente non avevano contribuito a rendere più aggraziate le monoposto.
Al loro posto un’ala posteriore più larga (la corda totale dei due profili rimane invariata rispetto al 2016, ma aumenta la corda del main plane) ma anche più bassa di 15 cm. L’altezza dell’ala posteriore verrà ridotta in altezza di 150 mm, passando da 950 millimetri a 800 mm, mentre la larghezza crescerà da 750 millimetri a 950 millimetri.
Cambierà inoltre la forma delle paratie laterali, che dovranno presentare un andamento inclinato, verso il posteriore, mentre le gomme posteriori saranno più larghe di 80 mm, passando da 325 millimetri a 405 millimetri.
Questa conformazione farà lavorare i profili alari in una zona d’aria decisamente più perturbata. Risultato: le velocità di punta, con ogni probabilità, caleranno, ma le vetture dovrebbero però essere decisamente più veloci in staccata e nei transitori.
Per quanto concerne i profili estrattori, che vanno annoverati tra le componenti aerodinamiche che generano maggiore carico deportante, i nuovi regolamenti prevedono la presenza di profili di dimensioni decisamente più generose. Il nuovo diffusore posteriore avrà una portata maggiore, con un’altezza massima di 175 millimetri, contro gli attuali 125 millimetri e una larghezza che aumenta di 50 mm, passando dagli 1.000 mm a 1.050 mm. L’attacco del profilo estrattore verrà inoltre avanzato di 175 mm, rispetto all’asse della ruota posteriore, mentre ora è fissato sull’asse.
NON?SOLO?AERODINAMICA 
L’aerodinamica farà dunque la parte del leone nel nuovo regolamento 2017, ma ci saranno parecchie novità anche in altri settori nevralgici. Sparirà, ad esempio, il sistema dei “gettoni”, che fino ad oggi limitava lo sviluppo dei motori, tornando così ad un’evoluzione più libera delle “power-unit”, anche se continueranno ad esistere limitazioni nel numero degli interventi consentiti, sull’utilizzo di alcuni materiali, sui pesi e sui giri del motore.
Per contro i motoristi dovranno impegnarsi a progettare propulsori ancor più affidabili, che dovranno reggere un chilometraggio superiore, non fosse altro perchè nel 2017 i motori a disposizione di ogni monoposto, per affrontare tutta la stagione 2017, saranno solo quattro e scenderanno addirittura a tre nel 2018.
Per compensare l’incremento di peso delle vetture, che passerà da 702 kg a 722 kg, e l’aumentata resistenza, dovuto al sensibile allargamento delle superifici alari e alla presenza delle maxi-gomme, il regolamento 2017 prevede un leggero aumento della quantità di carburate a disposizione, che passa dagli attuali 100 kg, ai 105 kg dell’anno prossimo.
MERCEDES?ANCORA?FAVORITA?
Queste sono dunque le principali regole che entreranno in vigore nel 2017 e cambieranno il volto di una Formula 1, che nelle ultime stagioni è sembrato abbastanza appannato. Ci riusciranno?? Per saperlo bisognerà attendere ancora pochi mesi, una cosa però è certa: le nuove norme varate dalla FIA?per il 2017, che offrono maggiori spazi di manovra ai progettisti, sembrano un buon punto di partenza, per dare vita ad una Formula 1 meno ingessata e, molto probabilmente, a vetture più attrattive per il grande pubblico.
Non mancano comunque alcuni aspetti contraddittori, come l’ala anteriore che, per regolamento, deve presentare una pianta a freccia positiva, l’imposizione di forme praticamente standard per fiancate laterali e ala posteriore, che rischiano di produrre le vetture in fotocopia che, troppo spesso, abbiamo visto in passato. Se si doveva cambiare, per rendere le vetture più veloci, i Gran Premi più incerti e le gare più combattute, non sarebbe stato forse meglio lasciare ancor più libertà ai progettisti?
Per il momento accontentiamoci del fatto che le nuove regole dovrebbero produrre vetture esteticamente più gradevoli e coinvolgenti, mentre quelle che ci siamo lasciati alle spalle (le auto che vanno dal 2009, al 20126, per intenderci) hanno partorito le Formula 1 forse meno accattivanti di tutta la storia. E scusate se è poco.(Disegni e Testi di Paolo D’Alessio)






