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Vinibus Terrae: Brindisi riparte dal vino

“Siete mai stati a Brindisi?”. Preparatevi a sentirvelo chiedere più volte quando arrivate nella città pugliese.

La forza di aver imboccato la strada del cambiamento è una nota di orgoglio per i suoi cittadini. Vi diranno che negli ultimi 10 anni Brindisi è cambiata, ha maturato la consapevolezza di non essere solo ‘la città da cui si prendeva il traghetto’ o ‘quella tra Bari e Lecce’.

    Da sx Argentieri, Rubino, Vissani, Titi e Danese

    Le specialità pugliesi a Vinibus Terrae

    Filippo Bartolotta, giornalista e wine educator

    Da sx: Davide Gangi (Vinoway), Rocco Caliandro e Giuseppe Baldassarre (AIS)

Dal 2 al 6 giugno è andata in scena la 1° edizione di Vinibus Terrae, evento sulle eccellenze enogastronomiche locali organizzato dal Consorzio Discovery, nato per creare sinergie permanenti e trasmettere fiducia al tessuto economico brindisino dopo anni di crisi. La sfida nasce da 4 imprenditori (Pierangelo Argentieri – vice presidente della Federalberghi di Puglia, Teo Titi – presidente della sezione Turismo Confindustria di Brindisi, Giuseppe Danese – organizzatore del campionato mondiale della motonautica per la Puglia, Luigi Rubino delle Tenute Rubino) che si sono uniti per dare un segnale alle istituzioni, creare dialogo, offrire know how e risorse per il futuro della loro terra. E i

bagliori di fiducia sono stati tangibili. ‘Il Prof’ (ex professore di filosofia), proprietario e chef del ristorante da Iaccato lo dice a chiare lettere: “Siamo pronti a offrire le strutture idonee ad accogliere un turismo di qualità. La gente del Sud ha cuore e passione: se ci uniamo possiamo rendere Brindisi meta e non luogo di passaggio”. Mentre Marianna Cardone dice: “Vinibus Terrae per me parte da una telefonata di un altro produttore, Luigi Rubino, non di un fornitore o un organizzatore di eventi. È tempo di fare squadra e comunicare i nostri vini con professionalità. Vinibus Terrae può essere l’anello di congiunzione tra appassionato e addetto ai lavori, un’occasione di contestualizzare i nostri prodotti e

trasmetterne le sfaccettature”. La premessa di Vinibus Terrae è essere un ‘pensatoio’ e infatti ha scatenato il confronto durante il convegno Vino, cibo e sostenibilità a cui hanno partecipato lo chef Gianfranco Vissani, i giornalisti Othmar Kiem e Marco Sabellico e, virtualmente con un video messaggio, il Ministro De Castro. Vissani ha sottolineato il valore della tradizione gastronomica e della qualità delle materie prime; Kiem ha citato l’esempio vincente del brand Trentino; mentre Sabellico ha ricordato il recente cambiamento del territorio che il Senatore Dario Stefàno ha illustrato con i numeri: nel 2009 la Puglia vinificava in qualità solo il 19% delle sue uve. Oggi l’80%. 3 le Masterclass che hanno

descritto una regione di 700 km attraverso vini e zone di produzione: una sui vini di Capitanata e Castel del Monte; una sui vini delle Murge e della Terra dei Messapi; e una sui vini del Salento. Un percorso partito dal Nero di Troia, passato da Primitivo e Locorotondo, concluso col Negroamaro, tra certezze (il Primitivo) e piacevoli sorprese (il Brut Rosè Metodo Classico e il Susumaniello, vitigno salvato in extremis dai produttori locali). Vini dalla personalità forte, dall’inconfondibile profumo di frutta rossa e la gradazione potente (fino a 18 %). Quando andrete a degustarli tra masserie e trulli, sappiate che vi diranno di Diomede che portò un tralcio di Nero di Troia risalendo il fiume Ofanto, delle viti ad alberello, dei filari ad ‘S’, dell’uva appassita sui graticci, accompagnandovi nella storia di una terra dai frutti generosi.