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MOSTRA DI NICOLÒ PAOLI “MARE…E…MARE…MA…RE”

Da Giovedì 20 a Sabato 30 Settembre 2012, presso l’area ex Amiu, ora Sala Anita Garibaldi, lungo la passeggiata di Nervi, sarà visitabile la mostra di Nicolò Paoli, figlio del noto cantante genovese Gino, dal titolo “Mare…e…Mare…Ma…Re”. La mostra è curata dalla Galleria Artregallery diretta dall’Arch. Bruna Solinas (www.artregallery.it).

Occasione unica per incontrare l’artista sarà Sabato 22 alle 18, inaugurazione ufficiale dell’evento. Paoli, infatti, di ritorno da un’importante mostra a Lugano, sarà a disposizione del pubblico per una bicchierata e pronto a soddisfare domande e curiosità. Un’idea molto originale, nata da un’intuizione di Solinas, riguarderà la possibilità di “acquistare un pezzo di mare” ad una cifra simbolica, ovvero uno scatto di una serie di immagini con protagonista il mare, tratte da una delle opere più belle dell’artista. «È un’idea pensata per rendere omaggio a Paoli – ha spiegato Solinas – ma anche per far sì che ciò che per eccellenza non può essere posseduto, possa in piccolo essere custodito in una fotografia. Sono il fascino e il potere del mare. Inoltre i più giovani potranno avvicinarsi all’arte, iniziando così una propria collezione».
La mostra sarà visitabile fino a Domenica 30 Settembre con i seguenti orari: 15.30/19.30.
Informazioni : Tel 010 25.14.448/010 24.65.025 – [email protected]

APPROFONDIMENTI:

NICOLÃ’ PAOLI
“MARE…E…MARE…MA…RE”

di Viana Conti

Nicolò Paoli, pittore, grafico, fotografo, performer, è un soggetto creativo dall’io multidimensionale, è cittadino di una terra di mezzo in cui l’agreste familiarizza con il metropolitano, l’incontaminato con il postnucleare, il reale con il fantascientifico. Nato a Mirandola nel 1980, nella bassa pianura modenese dell’Emilia-Romagna, abita nella città portuale di Genova, sulle pendici del Monte Moro, davanti allo specchio del mare di Quinto, nei pressi di quella passeggiata di Nervi che elargisce ai passanti, come raccontano le incisive opere fotografiche dell’artista, spettacolari e violente libecciate, che esplodono violentemente contro la scogliera, nei mesi invernali, rifrangendosi in nuvole d’acqua argentata e spruzzi cristallini.
Una sua prima formazione di indirizzo architettonico, orienta l’artista, successivamente, verso il terreno multimediale del disegno, della pittura, della fotografia e del video.

PRINCIPALI MOSTRE COLLETTIVE:
2011 BESTIARIO, Mitologia del contemporaneo:
Museo S.Agostino – Genova a cura della Galleria Artrè (esposizione opere pittoriche)

2008 RASSEGNA Giovanni Segantini:
partecipazione alla rassegna Giovanni Segantini – Milano (esposizione opere pittoriche)

2007 CAROSELLO ITALIANO Contemporary Art, al Mim, Museum in Motion:
II° tappa della rassegna d’arte (pittorica, fotografica e video) itinerante Palazzo della Pretura di Castell’Arquato (Pc) a cura della Galleria Scoglio di Quarto di Milano (esposizione opere fotografiche)

2007 PLAY FESTIVAL:
manifestazione Play Festival – Genova (esposizione opere video)

2007 CAROSELLO ITALIANO:
I° tappa della rassegna d’arte itinerante Palazzo Boglietti – Biella (esposizione opere fotografiche)

2006 IV edizione dell’Incontemporanea OVADA FESTIVAL:
Ovada – Alessandria (esposizione opere fotografiche)

2005 REGENOVATION:
Genova (esposizione opere fotografiche)

2005 ILLEGAL ART:
Genova (esposizione opere pittoriche e video)

2004 ICONE International Graffiti Event:
Modena (esposizione opere fotografiche)

2003 EXTEMPORE:
Suvereto – Livorno (esposizione opere pittoriche, video e fotografiche)

PRINCIPALI MOSTRE – PROGETTI A 4 MANI
2011 GENOVA SENZA PAROLE
memoria d’immagini a quattro mani, mostra e work in progress del pubblico
(artista: Stefano Fioresi)
Palazzo Ducale – Spazio sala Dogana – Genova a cura di Viana Conti

PRINCIPALI MOSTRE PERSONALI
2008 MUU
Galleria Delle Arti – Cremona
(esposizione opere pittoriche)

2008 ESSENZA E PRINCIPIO
Open Lab art gallery – Genova (esposizione opere fotografiche e video)

2008 MUCCHE IN GONDOLA
Galleria Giudecca 795 – Venezia (esposizione opere pittoriche)

2007 WATER COLOUR
Baluardo della Cittadella – Modena
con il patrocinio del Museo Civico di Modena a cura della Galleria 42 – (MO)
(esposizione opere fotografiche)

2007 MUU
Galleria Tag – Novara (esposizione opere pittoriche)

2003 DIGITAL SPLASH
Castello di Cervo – Imperia (esposizione opere fotografiche)

2003 PRETESTI
Palazzo dei Congressi di Capri – Napoli (esposizione opere fotografiche)

NICOLÃ’ PAOLI
MAPPE TRA CIELO E TERRA – REALTÀ E SOGNO
NATURALISMO ESOTISMO EROTISMO

Mostra di Lugano

di Viana Conti

Nicolò Paoli, pittore, grafico, fotografo, performer, è un soggetto creativo dall’io multidimensionale, è cittadino di una terra di mezzo in cui l’agreste familiarizza con il metropolitano, l’incontaminato con il postnucleare, il reale con il fantascientifico. Nato a Mirandola nel 1980, nella bassa pianura modenese dell’Emilia-Romagna, abita nella città portuale di Genova, sulle pendici del Monte Moro, davanti allo specchio del mare di Quinto, nei pressi di quella passeggiata di Nervi che elargisce ai passanti, come raccontano le incisive opere fotografiche dell’artista, spettacolari e violente libecciate, che esplodono violentemente contro la scogliera, nei mesi invernali, rifrangendosi in nuvole d’acqua argentata e spruzzi cristallini.
Una sua prima formazione di indirizzo architettonico, orienta l’artista, successivamente, verso il terreno multimediale del disegno, della pittura, della fotografia e del video. I fondi delle sue tele possono essere rigorosamente monocromi o sensibilmente intrisi di colore. La presente mostra consta di una trentina di opere, tendenzialmente di grande formato, che stimolano visivamente e tattilmente le percezioni sensoriali del visitatore, coinvolto in un intenso dialogo tra naturalismo, esotismo ed erotismo, topoi linguistici entro cui l’artista non cessa di muoversi. Il conflitto primario che Nicolò Paoli mette in opera nel suo lavoro è quello di se stesso con il mondo civilizzato, le sue convenzioni e le sue rigide norme. I suoi scenari vegetali e floreali, in passato anche animali – è nota la sua predilezione per la sacralità delle mucche – sono una metafora della sua visione del mondo, di quella Weltanschauung che inevitabilmente riflette segnali e indizi di un suo autoritratto. Fondamentalmente romantico, pronto a smarrirsi e ritrovarsi negli scatenamenti della natura, nelle tempeste del mare e del cielo che rispecchiano quelle dell’io, Nicolò Paoli appartiene ad una generazione che ha fatto scelta ed esperienza di una controcultura giovanile, di quel movimento Punk, santificato o dannato, a seconda dei punti di vista, che ha fatto storia, dagli anni Settanta ad oggi, lasciando segni indelebili nella cultura della musica, delle arti visive, della letteratura, del look, del sesso, del feticcio, del comportamento, del rifiuto di ogni forma di controllo sociale, ma anche di ogni compiacimento consumistico e borghese. I suoi travestimenti leopardati da super-eroe (o da anti-eroe?) delineano una figura che, immersa nella natura o isolata nel suo atelier, vive intensamente e lucidamente una sua deriva onirica, ricreando un paesaggio di foglie palmate e lanceolate, di fiori, bacche, semi o cellule sconosciute, da cui possono scaturire imprevedibilmente vite vegetali o animali, forme di natura alternativa…altra. Seducenti ed al tempo stesso inquietanti, le sue fioriture, mappe tra cielo e terra, tra sogno e realtà, attirano insetti di ogni specie, che vi aleggiano intorno, avvisando l’osservatore della loro presenza. Ma c’è dell’altro. Queste piante aliene sono armate, o decorate, da filamenti bianchi o colorati che si prolungano verso chi guarda, rinviando a una natura che si difende o che offende, attivando una condizione di equilibrio instabile tra creazione e distruzione. Concettualmente non lontano dal mondo di giungle e fiori esotici di Henri Rousseau, il Doganiere, dalla sua velata nostalgia per le origini, Nicolò Paoli, prendendo le distanze dall’invadenza dell’essere umano e dalla sua pretesa di sorvegliare i soggetti e gli oggetti che lo circondano, ricrea una sua visione del mondo in cui natura e umanità convivono nei termini di un auspicabile reciproco rispetto.