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Erasmus Welcome Day 2012 e 25 anni di Erasmus

L’Università di Pavia, in collaborazione con l’associazione ESN – Erasmus Student Network festeggia i 25 anni del Progetto Erasmus, il programma di mobilità europea nato nel 1987 e dà il benvenuto ai 256 studenti stranieri che hanno scelto Pavia per uno o due trimestri.

Sono più di due milioni gli studenti europei che in questi 25 anni, dal 1987 a oggi, hanno frequentato lezioni, aule e campus delle principali università d’Europa.
4000 atenei, distribuiti in 33 paesi; un progetto che vede l’Italia al 4° posto per la mobilità in uscita, con 22.000 studenti Erasmus nel 2010-2011.

Pavia è tra i pionieri del progetto Erasmus: da 25 anni accoglie ogni anno oltre 250 stranieri che scelgono di trascorrere un periodo presso la nostra Università; arrivano da Francia, Germania, Polonia, Portogallo, Turchia, Spagna. Sono oltre 400, invece, i giovani pavesi che ogni anno vanno all’estero, scegliendo quali destinazioni Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, nord Europa.

Migliaia e migliaia di giovani che partendo da Pavia hanno scoperto l’Europa, trovato amicizie, formazione, lavoro. Che hanno cambiato la loro vita.
Erasmus changing lives, opening mind è infatti il motto dei 25 anni di Erasmus.

A Pavia la celebrazione dei 25 anni si terrà proprio nel giorno di accoglienza dei giovani stranieri in Erasmus: il 28 settembre in Aula Magna alle ore 9.30, alla presenza del Rappresentante Regionale della Commissione Europea, Dott. Fabrizio Spada e  della Dott.ssa Clara Grano, Coordinatrice dell’Agenzia Nazionale Erasmus.

Nucleo centrale della celebrazione la presentazione di “L’esprit cosmopolite” volume dedicato ai viaggi di formazione dei giovani in Europa, come recita il sottotitolo. Insieme all’autore Vincenzo Cicchelli, discuteranno del cosmopolitismo dei giovani europei il giornalista e scrittore Beppe Severgnini e Maria Antonietta Confalonieri, delegato Erasmus dell’ateneo pavese.
Un’occasione di incontro internazionale tra tanti giovani e anche di testimonianza di chi, 25 anni fa, da vero pioniere, accolse l’invito a cambiare la propria vita superando i confini nazionali.

Programma:
9.30 – Saluto delle Autorità – Aula Magna

10.00 – 25 anni di ERASMUS – Clara Grano – Agenzia Nazionale LLP

11.00 – Presentazione del volume L’ESPRIT COSMOPOLITE di Vincenzo Cicchelli – Université Paris Descartes
L’autore ne discute con Beppe Severgnini – giornalista e Presidente Associazione Alunni dell’Università di Pavia e Maria Antonietta Confalonieri – Università degli Studi di Pavia, delegata del Rettore per la Mobilità Studentesca Internazionale

12.00 – Da Pavia al mondo grazie all’ERASMUS testimonianze ed esperienze

14.00 – Gruppi e Associazioni studentesche incontrano gli studenti Erasmus – Cortile dei Tassi.

TESTIMONIANZE
Stefano Ricagno – Ricercatore Università degli Studi di Milano
Sono partito per un semestre con il progetto Erasmus al quarto anno di Scienze Biologiche da settembre 1997 a febbraio 1998. Ho trascorso sei mesi presso la Copenhagen University lavorando in un laboratorio di fisiologia vegetale. Per me è stato un periodo magico di grande crescita personale e professionale. Quei sei mesi all’estero mi hanno innanzi tutto consentito di tramutare il mio stentato inglese scolastico in una lingua con cui poter comunicare. Vivere a Copenhagen mi ha fatto provare per la prima volta la vita in una grande città, mi ha consentito di misurarmi con le mie forze senza avere le sicurezze della famiglia o dei luoghi conosciuti. Mescolarsi con studenti provenienti da ogni angolo d’Europa mi ha fatto capire quanto interessante e istruttivo è stare a contatto con stranieri che hanno un modo diverso di vivere, pensare e comportarsi. La Scandinavia ed il vivere all’estero mi è piaciuto così tanto che, appena laureato, sono ripartito. Ho conseguito il dottorato di ricerca in Svezia e poi ho lavorato in un centro di ricerca in Francia per un totale di sette anni passati all’estero. Adesso sono ricercatore all’Università degli Studi Milano ma quando vedo i nuovi studenti Erasmus, sotto sotto vorrei partire con loro.

Diana Chimienti – HR Business partner at CNH – Case New Holland –
Nel 1997 studiavo Economia e Commercio all’Università di Pavia e ho vinto una borsa di studio Erasmus presso la prestigiosa Università di Leuven, Belgio. Non ero mai stata in Belgio, non avevo mai abitato da sola, non avevo mai sostenuto una conversazione di business in lingua inglese, e, soprattutto, non mi ero trovata ad affrontare un’ esperienza così importante in un Paese straniero, avendo con me solo una valigia. Prima di partire, l’incoscienza e il desiderio di conoscere il mondo mi avevano caricato come una molla. Poi, una volta arrivata in loco e frequentate le prime lezioni, l’entusiasmo per il nuovo mondo si è accompagnato a qualche momento di panico… una lingua che non conoscevo, un sistema educativo completamente diverso, tante cose da scoprire, ma anche la lontananza da gestire negli anni in cui Skype non esisteva ancora… Eppure sapevo di vivere un’esperienza unica che mi avrebbe aiutato a diventare quello che volevo essere: una persona
indipendente, internazionale, aperta al mondo e pronta a mettermi sempre in discussione. Quattordici anni dopo, torno spesso volentieri in Belgio, ho vissuto in città e Paesi diversi, parlo di business in inglese meglio di quanto riesca a fare in italiano e adoro, ogni tanto, rimettermi alla prova e ricominciare. Sono orgogliosa di aver trovato il coraggio di partire e ringrazio l’Università di Pavia e la mia famiglia che mi hanno permesso di farlo.

Michele Boiani – Group Leader, Max-Planck-Institut
L’esperienza positiva e indelebile del mio Erasmus Exchange si e’ svolta durante l’Anno Accademico 1994-95. Come studente di Scienze Biologiche ho trascorso mio periodo di studio sotto Erasmus presso il Laboratory of Reproductive Biology del Rigshospitalet di Copenhagen (Danimarca). E’ stata la mia prima esperienza di studio, ricerca e lavoro al di fuori dei confini Italiani, la quale mi ha arricchito a livello sia scientifico che personale. Non ho bisogno di conservarne un ricordo astratto giacchè tuttora sono in contatto con i colleghi Danesi. Dopo il rientro dalla Danimarca ho completato gli studi di laurea e di dottorato presso l’Università di Pavia, quindi ho ottenuto il mio primo contratto di lavoro alla University of Pennsylvania (USA). Dal 2004 lavoro al Max-Planck-Institut della città di Muenster, in Germania. Il gruppo di ricerca da me diretto studia gli embrioni murini ottenuti mediante tecniche di fecondazione assistita e di clonazione. Senza dubbio, il mio Erasmus Exchange ha impresso una spinta forte e durevole allo sviluppo della mia persona e della mia carriera.

Esperienze di Erasmus LLP – per personale Tecnico Amministrativo dell’Università di Pavia
Ferrari Paola Roberta – Centro Orientamento e Career service

ESPERIENZA 15-22 AGOSTO 2010 – TURKU FINLANDIA
Ore 6:30 Tazza di the in solitudine, ORE 6:40 sauna di 10 minuti, ORE 7:30 colazione di gruppo con Aringa e uova, ORE 9:00 inizio lavoro con obiettivi del giorno, ORE 12:00 pranzo in mensa; ORE 17:00 chiusura uffici e obiettivi raggiunti. Credo che solo questo possa cambiare la vita di un italiano; aggiungiamo anche la necessità di parlare solo inglese perché nessuno ti capisce … L’esperienza in Finlandia è stata uno dei momenti attraverso i quali niente torna come prima: acceleri le tue capacità di osservazione e di espressione, ti adegui immediatamente a situazioni impreviste che devi necessariamente gestire, scopri nuovi stili di vita e scopri risorse che ignoravi di avere. Il livello di competenza lavorativa che porto è adeguato e apprezzato, ma quando condivido con il gruppo le dinamiche italiane di università e lavoro capisco che l’Italia è un Paese che molti Paesi europei non tengono come riferimento e confronto: perché? Credo chiusura da parte loro, non giudizio meritato da parte nostra: aspetto confermato nella relazione finale del gruppo: gli italiani sanno lavorare!

ESPERIENZA SETTEMBRE 2011 – MALTA
Lavorare al mare in estate. Parto con la falsa convinzione che nei posti di vacanza sia sempre vacanza Subito dopo l’agenda o la voce del tutor al telefono mi ricordano che anche qui i ritmi di lavoro di lavoro sono come quelli italiani – con l’aggravante di vedere il mare dalle finestre e non poterlo raggiungere. La lingua non è un grosso problema, il maltese è incomprensibile ma fra inglese che parlano tutti e italiano che molti non parlano ma comprendono le comunicazioni sono perlopiù efficaci. L’aspetto che mi ha maggiormente colpito è la facilità con cui tutte le persone (di qualsiasi generazione) passino dall’inglese al maltese senza nessun tipo di difficoltà … possibile che solo noi italiani facciamo così fatica a imparare la lingua che ci dicono essere quella mondiale? Certo il soggiorno a Malta mi ha fatto anche capire quanto lo stato investa sui cittadini: i ragazzi vengono pagati per studiare all’università, un’università che però non è per tutti, solo con determinate valutazioni pregresse si accede. Diversi punti di vista: meglio il merito acquisito o la possibilità di futura di acquisirlo?