Giovedì scorso si e’ svolta presso la Libreria del Porto Antico la Presentazione del libro di Leyla Ziliotto “Mia madre mi odia”. La moderatrice dell’incontro è stata Rosanna Piturro, noto volto di Mediaset.
Presentazione di forte impatto soprattutto per i forti temi affrontati, ma anche per i personaggi intervenuti: l’Avvocato Alessandra Cavalli, Miriam Pastorino, Anna Pettene, mediatrice famigliare nonche moglie di Edoardo Garrone e del giornalista della Rai Giorgio Giglioli.

Un libro forte, toccante e che cattura il lettore.
Bisogna essere forti e coraggiosi a scrivere un libro così. Già il titolo colpisce: “Mia madre mi odia”. Un titolo che forse nessuno vorrebbe leggere, perché crea fastidio e perché è una doccia gelata che mette davanti alla crudele realtà.
Bisogna avere infatti la forza e la fermezza di infrangere il tabù perché solo così si potranno decodificare molte realtà chiuse e claustrofobiche come quelle familiari e dare sostegno a donne o madri smarrite, a figli abbandonati e “resi orfani da genitori vivi”, a padri e madri disperati travolti insieme ai figli da conflitti divoranti” recensisce la Pettene, la quale si occupa da tempo di studiare la famiglia, convincendosi sempre più che tutte le nostre credenze sulla sacralità e intoccabilità del rapporto genitori /figli vadano ripensate e rilette anche attingendo dal mito che contiene scomode verità”.

L’affluenza e’ stata numerosa e l’obiettivo di dar vita ad un vivace dibattito socio-culturale e’ stato raggiunto grazie all’alto livello qualitativo dei presenti.
Sono stati affrontati temi forti e poco convenzionali leggendo alcuni passi del libro dall’autrice “piacevolmente sollecitata” dalla Piturru.
Prossimamente ci saranno altre presentazioni sia a Genova che a Bologna, Firenze e Torino, ma la prossima avventura per l’autrice sarà quella di vedersi in un film che verrà proiettato il 23 febbraio (ore 20) presso la Sala Auditorium del Centro Civico di Geniva Samoierdarena.
Nelle foto l’autrice, Anna Pettene, Alessandra Cavalli, Rosanna Piturru e Giorgio Giglioli.
Fabiana Rebora (con la collaborazione di Leyla Ziliotto)







