I detenuti di sette paesi di tutto il Mondo hanno partecipato nelle giornate di lunedì 5 e martedì 6 agosto ad uno “storico” torneo di scacchi.
Il torneo organizzato dallo sceritto della Contea di Cook, Thomas J. Dart ha visto la partecipazione dei detenuti delle carceri di Armenia, Biellorussia, Brasile, Inghilterra, Italia (con il carcere di massima sicurezza di Spoleto), Russia e della stessa America.
Alla fine dei sette turni di gioco che hanno coinvolto quattro giocatori per ogni paese, i detenuti del carcere federale Russo (con sede principale a Mosca) sono stati dichiarati i vincitori della manifestazione, avendo vinto tutte le partite in programma.
Medaglia d’argento per le carceri di Italia (capitanate dal Trainer, Mirko Trasciatti) e Bielorussia che si dividono il secondo gradino del podio; seguono Armenia, USA, Brasile e Inghilterra.
Lo sceriffo Dart e e i tecnici sportivi dei paesi concorrenti hanno partecipato martedì alla conferenza stampa dell’evento via Skype, dove ogni trainer ha avuto la possibilità di illustrare il proprio progetto all’interno dell’istituto penitenziario.
“Siamo incredibilmente grati per la partecipazione di questi sei paesi che hanno reso questo evento storico e incredibilmente competitivo.”, ha dichiarato Dart. “Gli scacchi infondono abilità importanti, dalla pazienza al pensiero strategico, che aiutano le persone nel loro periodo detentivo e nel reintegro alla società.”
Il miglior giocatore di ogni paese riceverà uno speciale set di scacchi dal Gran Maestro e Campione del mondo di scacchi (1975-85; 1993-99), Anatoly Karpov, che ha contribuito ad organizzare la competizione.
Il programma di scacchi nella casa di reclusione di Spoleto è iniziato nel giugno del 2015 grazie al progetto “Sport in carcere” promosso dal CONI Umbria e portato avanti dall’istruttore Mirko Trasciatti, ed ha ospitato numerosi eventi importanti nel corso degli anni. Prima dell’evento di martedì, i giocatori della prigione avevano partecipato in passato ad altri tornei ufficiali organizzati dallo stesso tecnico che ha seguito il progetto. Per citarne alcuni, il Campionato Italiano a Squadre della Federazione Scacchistica Italiana ed il match per corrispondenza organizzato dalla Associazione Scacchistica Italiana Giocatori per Corrispondenza contro il carcere americano di Chicago.
Nelle due giornate dell’evento sono intervenuti anche il Presidente del CONI Umbria, Domenico Ignozza che ha commentato “Un sogno che si è avverato e che fino a qualche tempo fa era impossibile semplicemente pensare. I risultati stratosferisci, visti i collegamenti che in questo momento stiamo avendo in buona parte del mondo credo che sicuramente qualcosa di unico è stato fatto. Il cui merito va tutto però scritto a Mirko che ha creduto formamente in questo, ai direttore che si sono susseguiti, al Ministero di Grazia e Giustizia e al CONI che ci ha messo nelle condizioni di poter operare in un progetto di grandissima valenza sociale”.
Aggiunge la Dott.ssa Donatella Porzi, Presidente del Consiglio Regionale dell’Umbria “Qualche giorno fa, nella sede del nostro consiglio regionale si è svolta la relazione del nostro garante, Dott. Stefano Anastasia che ci ha rappresentato un po’ la situazione dell’intero mondo carcerario umbro paragonato logicamente a quello che è la situazione nazionale, su queste attività, su queste sperimentazioni, il rammarico è che sono soltanto dei progetti. Vorremmo fossero strutturati costantemente in maniera continuativa con risorse garantite perché questo rappresenta una possibilità di impegno positivo del proprio tempo”.
Tra i presenti che hanno rilasciato dichiarazioni troviamo anche il Vice-Presidente della Federazione Scacchistica Italiana, Lorenzo Antonelli che dichiara “All’inizio non lo nascondo, un pizzico di emozione l’ho provata, ma poi sono entrato anche io, e anche io ho tifato per i detenuti italiani perché è stato un bellissimo clima. Veramente io mi congratulo con questi ragazzi, diciamo ragazzi. Speriamo che da questa esperienza si possa esportare anche in altre situazioni di altri penitenziari. Faremo il possibile anche nei prossimi anni. Speriamo che veramente si possa andare avanti con una collaborazione che poi alla fine è rivolta a queste persone che non dimenticheranno mai gli scacchi”.
Molto entusiasmo arriva anche dal dall’Associazione Scacchistica Italiana Giocatori per Corrispondenza, che attraverso il Delegato Internazionale, Giorgio Ruggeri Laderchi ha dichiarato “Non pensavo minimamente di trovare un ambiente del genere. Ho trovato molto agonismo, è una cosa che non mi aspettavo. Mirko Trasciatti non è nuovo a questi exploit. Ha organizzato un match per corrispondenza tra detenuti con gli Stati Uniti e altre manifestazioni. Sempre con grandissimo successo, onestamente non so dove Mirko voglia arrivare.”.
Tra i commenti molti positivi anche quelli del Direttore dell’istituto penitenziario, Dott. Giuseppe Mazzini “Qui siamo in un’iniziativa intramuraria altrettanto importante, per quella tipologia di detenuti che non possiamo naturalmente portare all’esterno del circuito detentivo. Il nostro auspicio, la nostra motivazione, il nostro impegno quotidiano è teso proprio a cercare di ottimizzare in termini anche numerici il reinserimento dei detenuti.” e quelli dell’educatrice, Dott.ssa Sabrina Galanti, che ha curato il progetto sin dal suo inizio “Abbiamo constatato nei fatti, in questi anni di lavoro insieme a Mirko, che comunque è una disciplina che sollecita molte abilità, la concentrazione, l’attenzione, ma anche le abilità cognitive, quindi il saper prendersi tempo per riflettere, per valutare le mosse dell’avversario. Mettersi nei panni dell’altro e iniziare ad importare una strategia a lungo termine, che forse è un elemento che rispetto al quale i detenuti si trovano a fare i conti per la prima volta. E quindi noi abbiamo riscontrato in termini di risultati trattamentali un buon successo di questo progetto. Chiaramente oggi c’è stata un’apertura incredibile, ne parlavamo prima con Trasciatti e ricordavamo quando all’inizio del progetto si è iniziato con una semplice scacchiera ed oggi eravamo qui connessi con altri sei paesi di tutto il mondo, a scambiare, a condividere, questa esperienza partendo dalle stesse regole”.






