Bisogna farsi largo tra colline coperte di querce per arrivare al golf di Antognolla, preceduto dalla vista improvvisa del suo castello. Che domina poi la scena per quasi tutto il gioco.
In campo il bosco si dirada e le diciotto buche (par 71 di 6.112 metri) salgono e scendono di continuo con dislivelli importanti. Qui non è la lunghezza a fare la differenza, quanto saper giocare ogni colpo da qualsiasi posizione e saper domare green piccoli, mossi e veloci come solo Robert Trent Jones Jr. sa immaginare. A interpretarlo meglio di tutti in questa prima giornata di gara è stato Jacopo Vecchi Fossa con uno score di sette colpi sotto il par (64). Venticinquenne di Reggio Emilia, ha alle spalle cinque stagioni con la maglia azzurra e meno di tre da professionista, giocando tra Alps e Challenge Tour con una parentesi sudafricana; il primo titolo è arrivato nel 2018, il Campionato Nazionale Open.
Ma nei top dieci dopo il primo round, e in cinque colpi, c’è chi questo torneo ha già saputo vincerlo. Come Joon Kim, un distacco minimo (65), il migliore a Castelgandolfo nel 2017 per il suo primo titolo in carriera; segue il campione in carica Luca Cianchetti (67) in compagnia di Giulio Castagnara ed Edoardo Raffaele Lipparelli (già due vittorie quest’anno). Con 68 Federico Zucchetti, Lorenzo Scotto e Mauro Bianco; con 69 Andrea Rota (campione PGAI 2016) e Alessandro Tadini, che questa gara lo ha già visto due volte primo e tre secondo.
Domani professionisti ancora in team con un compagno amateur (formula quattro palle la migliore), poi i migliori trenta proseguiranno da soli. 40mila euro il montepremi, di cui 8mila per il vincitore.
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