L’ISA, il nuovo sistema di calcolo dei redditi dei contribuenti attraverso gli Indici sintetici di
affidabilità, presenta anomalie, criticità e problemi tanto gravi che il Garante del contribuente
della Liguria, sollecitato dagli Ordini dei commercialisti di Genova e della Spezia, ne chiede la
sospensione per quest’anno. Le osservazioni avanzate dagli Ordini liguri sono giudicate
“corrette e condivisibili”.
Si tratta di una reazione che si accompagna ad altre simili in Italia e che cerca di intervenire in un
problema davvero delicato per chi deve pagare le tasse e per i professionisti che sono incaricati di
redigere le dichiarazioni dei redditi. I problemi nell’applicazione dell’ISA, del resto, avevano già
fatto spostare il termine per il pagamento delle imposte del 2018 al 30 settembre di quest’anno, un
fatto mai avvenuto nella storia della tassazione italiana.
Ma che cosa sono gli ISA? Gli Indici sintetici di affidabilità fiscale sono un nuovo strumento
attraverso il quale – secondo l’Agenzia delle Entrate – “si intende fornire a professionisti e imprese
un riscontro accurato e trasparente sul loro livello di affidabilità fiscale”. Introdotti con il decreto
legge 50/2017, sostituiscono definitivamente gli studi di settore e i parametri. In sostanza,
sono degli indicatori costruiti con una metodologia statistico-economica basata su dati e
informazioni contabili e strutturali relativi a più periodi d’imposta.
Il primo problema, come hanno segnalato gli Ordini liguri e come ha recepito il Garante del
contribuente, è stato relativo al software di calcolo, rilasciato tardissimo, solo a giugno. Poi dai fogli
di calcolo messi a disposizione dall’Agenzia dell’Entrate per misurare i redditi: documenti
informatici che hanno mostrato una serie di anomalie che rendono praticamente impossibile
ottenere dei risultati corretti.
«Per questo – spiega Paolo Ravà presidente dell’Ordine dei commercialisti di Genova – abbiamo
proposto anche a livello nazionale di procedere al calcolo dell’Isa solo in via facoltativa e abbiamo
segnalato l’impossibilità per i contribuenti di provvedere entro il 30 settembre ad applicare questi
nuovi parametri».
Il Garante del contribuente della Liguria ha dato totalmente ragione agli Ordini dei commercialisti
di Genova e della Spezia, inviando una comunicazione in cui sollecita una rapidissima presa di
posizione legislativa al presidente del Consiglio, al ministro dell’Economia, ai presidenti di Camera
e Senato, ai direttori dell’Agenzia delle Entrate nazionale e regionale.






