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L’ ex Red Jackets Luni per antonomasia è lui. Vinto in rosso-argento un “superbowl” italiano, qualche anno fa ha deciso di proseguire la sua carriera sportiva a Milano ove ha trovato subito “casa” nei Rhinos tuttora caposaldo nella storia del footb

chirico

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L’ ex Red Jackets Luni per antonomasia è lui. Vinto in rosso-argento un “superbowl” italiano, qualche anno fa ha deciso di proseguire la sua carriera sportiva a Milano ove ha trovato subito “casa” nei Rhinos tuttora caposaldo nella storia del football americano in Italia, i quali giocano nella Ifl che è la massima serie (con giocatori americani) in Italia in questo sport. Si tratta di Luca Chirico, uomo di linea, che guardandosi alle spalle trova oggi l’occasione d’incoraggiare la squadra lunense in un momento che potrebbe esserle importante.

Che impressione fa il football delle nostre parti visto da Milano e dal campionato con gli americani ?
Iniziamo col dire che il football è football per me. Le sole vere sostanziali differenze sono quelle legate al tipo di football praticato, che sia a 9 o ad 11, con o senza i giocatori americani. Per quanto riguarda come viene visto il football nel Milanese, posso dire che è soggettivo, c’è chi nutre un grande rispetto per il lavoro e l’impegno altrui e c’è chi invece è convinto di sapere tutto e possedere da solo la conoscenza. La grande differenza tra il campionato Lenaf dove militano i Reds e quello Ifl dove sono i Rhinos, oltre che nel budget, consiste nella velocità di gioco che è imposta dagli atleti statunitensi. Loro sono su di un altro pianeta rispetto a noi, viaggiano a una velocità di esecuzione e lettura del gioco nettamente superiore, per forza di cose uno deve adattarsi e senza il confronto diretto con loro è quasi impossibile aumentare il proprio ritmo.
Cosa dovremmo specificamente imparare, di possibile nella nostra dimensione, dal football delle tue parti ?
Ripeto, non è assolutamente questione di parti, ci sono ottime società ben strutturate anche in Lenaf e in Cif9…la vera questione è cosa debba fare una società per crescere. A mio avviso deve essere radicata nel territorio, lavorare sui giovani ed essere molto attenta alla comunicazione, sia quella tradizionale che quella di nuova generazione attraverso social network e sito web che sono fondamentali per raggiungere molte persone e reperire sia potenziali giocatori che eventuali sponsor o collaboratori. Ecco, la cosa sicuramente da imparare dei “top team” tipo quelli di Ifl oppure Guelfi, Barbari e Giaguari e anche qualche realtà di CIF9 è la gestione a livello professionale.
Dove possono arrivare questi Red Jackets e cosa potresti consigliare loro ?
Io come ogni anno spero che possano arrivare il più lontano possibile. Dalla prima volta che ho indossato questa maglia nel ‘96 in uno scrimmage a Chiavari ho sempre sognato di vedere primeggiare i Reds. Posso vantarmi di esserci stato, da giocatore o spettatore francamente poco mi importa, in tutti i momenti salienti di questa squadra. Ho visto nascere tanti giocatori e li ho visti diventare uomini. Mi piacerebbe vederli vincere, a prescindere dal risultato, vincere in campo uscendo sempre a testa alta e coi “coach” che li ringraziano per l’impegno anche quando il risultato non è positivo. Detto cosa mi piacerebbe, so bene che la squadra è in una fase di svecchiamento e rigenerazione, un buco nel cambio generazionale dei giocatori non permette probabilmente di essere competitivi quest’anno. Tuttavia l’impegno deve venir meno. Ecco, il mio suggerimento è quello di impegnarsi a fondo per ottenere buoni risultati loro stessi a livello sia personale che di squadra, che per chi li ha preceduti: per non mancare loro di rispetto gettando alle ortiche il lavoro svolto negli anni. Il football è uno sport meraviglioso, costa sacrificio, ma ti ripaga con legami umani unici.
Cosa ti manca di qua ?
Il mare, tutto dalle Cinque Terre a Marinella, i panigacci come i testaroli e gli sgabei. Mi mancano il Comic House di Sarzana, alcuni dei miei più cari amici, ma soprattutto mi manca vedere alcune facce negli spogliatoi quando entro; mi manca ridere e scherzare prima, durante e dopo gli allenamenti, con chi mi conosce quasi meglio di me stesso.