Le squadre. Ebbene, finalmente, ci siamo, Milan e Barcellona, rispettivamente la squadra più titolata e quella più forte al mondo, si ritrovano, a distanza di poco meno d’un anno, a San Siro, per l’ennesimo capitolo della loro storia infinita.
Una sana rivalità che vide gli albori nel lontano 1959 quando, in Coppa dei Campioni, i catalani, guidati in panchina da Helenio Herrera, e, in campo da Luisito Suarez, ebbero la meglio a Milano per 2-0, con Nils Liedholm che fallì un rigore (evento per lui rarissimo).
Da allora le sfide si sono ripetute con in palio un po’ di tutto, da una Super Coppa Europea, vinta dai rossoneri nel 1989, ad una finale di Champions, nella magica notte di Atene, che vide, nel 1994, il trionfo del Milan targato Capello contro il favoritissimo Barca di Cruijf (finì 4-0 con doppietta di Massaro, Savicevic e Desailly).
Poi sfide in tutte le fasi della Champions, dai gironi preliminari, ai quarti, alle semi finali, questa volta si tratterà di un ottavo di finale, con il trand ultimo che è quello che vede gli azulgrana sempre qualificati, e francamente nulla fa pensare che questa volta le cose andranno diversamente.
Se il Milan, dopo un pessimo inizio di stagione, ha risalito la china, arrivando fino al terzo posto in campionato, il Barcellona continua a dominare la Liga dall’alto dei suoi 8 punti di vantaggio sull’Atletico Madrid.
La sfida pare dunque impari, troppo forte questo navigato Barcellona, onusto di gloria e di successi da ormai tanti anni, al cospetto di un Milan acerbo, in piena fase di ricostruzione.
San Siro segna il primo tutto esaurito della stagione e regala una notte magica per tutti, giocatori, tifosi, telespettatori, l’atmosfera che accoglie le squadre al loro ingresso in campo mette i brividi.
Ospiti in formazione tipo con Messi, Xavi, Iniesta e Pedro a menare le danze, rossoneri, privati, oltre che del non utilizzabile Balotelli, anche di Flamini e Nocerino, infortunatisi nell’ultimo allenamento, che si presentano con Muntari, Ambrosini e Montolivo a centrocampo, mentre il tridente d’attacco è composto da Boateng, El Shaarawy, recuperato dopo i dubbi della vigilia, e Pazzini.
I tempo. Catalani che si insediano subito, a pieno organico, nella metacampo rossonera e padroni di casa che scelgono di aspettare e chiudere tutti i varchi, provando a ripartire se se ne presenta l’opportunità .
Messi fatica ad emergere, francobollato da rossoneri che si alternano su di lui, quando riparte il Milan punge, il primo tiro al 5′ è di Muntari, alto di mezzo metro.
Il Barcellona fa muovere la palla da destra a sinistra e poi indietro e poi di nuovo a, all’infinito, ma senza trovare il pertugio giusto, un paio di volte Dani Alves trova la linea di fondo ma senza poi trovare nessuno in area.
Il MIlan è guardingo , ma attorno al quarto d’ora, sfiora due volte il gol, prila è El Shaarawy ad involarsi solo verso l’area, ma, sul più bello, sbaglia il controllo e permette a Puyol di salvare in corner, sugli sviluppi del quale Boateng va a colpire a centro area, la sfera sfila appena a lato.
Il primo tiro in porta , ed unico del primo tempo, è di Xavi al 19′, da lontanissimo, troppo facile per Abbiati.
Sale la pressione del Barca, il Milan difende ora più basso, ma non rischia praticamente mai, al 35′ altro break rossonero e Boateng prova a trovare El Shaarawy in area, il faraone non i arriva d’un’inezia.
Il finale di tempo segue lo stesso copione, Barca che gioca a ritmi bassi e con un possesso palla ad indietreggiare, assolutamente sterile, e Milan che sbaglia un paio di ripartenze fallendo la rifinitura finale.
II tempo. Rossoneri che escono dagli spogliatoi più determinati e coraggiosi riuscendo a spostare il pressing più in avanti, il Barca continua invece sui suoi ritmi bassi ed il suo tiki taka prevedibile ed inerme.
Partita che cambia scenario al 16′ quando Montolivo calcia una punizione dai 30 metri, Alba colpisce di mano vicino al limite dell’area mandando la sfera sulle braccia alte di Zapata, il più lesto ad impossessarsi della medesima è Boateng che controlla e calcia di sinistro mettendola vicino al palo più lontano, Milan in vantaggio e San Siro che diventa una bolgia.
Il Barca non reagisce, continua il suo sterile ed inoffensivo possesso palla,, il Milan raddoppia le energie e continua a stare equilibrato e chiuso, ci prova in mezza girata Pazzini, para Valdes.
Aumentano gli scontri, capocciata terribile tra Puyol e Pazzini, poi tra Abate e Messi.
Entra Sanchez nel Barca e poi Niang nel Milan, al 75′ il primo tiro pericoloso del Barca, lo scaglia Iniesta che non trova la porta di mezzo metro, poco dopo è Xavi su punizione dal limite a mandare la palla sopra la traversa.
Ma è la grande serata del Milan questa, Montolivo recupera sfera sulla trequarti e serve Niang in area, il francesino controlla di testa, si libera di forza di Puyol e serve d’esterno El Shaarawy a centro area, il faraone controlla e scodella di piatto per l’accorrente Muntari che incrocia sul palo opposto e fa venire giù San Siro, 2-0 e partita in ghiaccio.
Nel finale ci prova di testa Puyol, ma la palla è lontana dai pali, dopo 5 minuti di recupero arriva il triplice fischio dell’arbitro scozzese che regala un’altra notte da incorniciare tra i grandi successi dei rossoneri.
La sintesi. Che dire , tutti ci aspettavamo i marziani catalani scendere a San Siro e predicare il loro football stellare e redditizio, invece succede quel che non ti aspetti, ma che fa del calcio lo sport più imprevedibile e meraviglioso, dove tutto è possibile.
Allegri sceglie questa volta di aspettare il Barca nella propria metacampo erigendo un doppio muro, impenetrabile, con attenzione ed applicazione praticamente perfetti, che ha chiuso ogni varco impedendo agli azulgrana di entrare in area palla al piede, con Messi letteralmente cancellato dal campo.
Il Barca , forse ha preso sotto gamba la partita, ma certo è parso a tratti stucchevole e quasi spocchioso, inefficace e prevedibile, tanto che alla fine in 95 minuti non è riuscito a creare una, dicasi, una palla gol nitida.
Bando ai facili entusiasm, nulla è stato fatto, al Nou Camp sarà non dura, di più, ma ora la pressione va tutta sulle spalle dei catalani.
I migliori: nel Milan Boateng e Mexes, nel Barcellona Xavi ed Iniesta.
Le pagelle.
Milan-Barcellona 2-0
57′ Boateng (M), 81′ Muntari (M)
MILAN (4-3-1-2): Abbiati 6; Abate 6,5, Mexes 7, Zapata 6, Constant 6; Montolivo 7, Ambrosini 6,5, Muntari 6,5; Boateng 7,5; Pazzini 6,5 (75′ Niang 7), El Shaarawy 7 (87′ Traoré s.v.). Allenatore: Allegri 7
BARCELLONA (4-3-3): Valdes 6, Dani Alves 6, Piquè 6, Puyol 6 (88′ Mascherano s.v.), Jordi Alba 5,5; Xavi 6,5, Busquets 6, Iniesta 6,5; Pedro 6, Messi 5, Fabregas 5 (62′ Sanchez 5). Allenatore: Roura 5
Ammonito: Mexes (M), Busquets (B), Piqué (B), Traoré (M)
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giuseppe floriano bonanno









