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Calcio e giornalismo nel terzo millennio

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Venerdì 27 aprile 2013, all’ interno dell’ International Journalism Festival, si è tenuta alla Sala dei Notari, la conferenza “Calcio e giornalismo nel terzo millennio”, sala gremita di persone, in attesa di sentir parlare sull’ argomento, alcuni dei più famosi volti del giornalismo e della scrittura: John Foot dell’ University College London, Gianluca Di Marzio, giornalista di Sky Sport, grandissimo esperto di calciomercato, Pierluigi Pardo, giornalista di Mediaset e conduttore della trasmissione “Undici”, Gianni Valenti, vicedirettore vicario della “Gazzetta dello Sport” e Mario Sconcerti, celebre giornalista del “Corriere della Sera”.

Fulcro dell’ incontro il tema, social network, quotidiani e innovazione del giornalismo sportivo e calcistico in particolare. Partendo dal cambiamento del settore negli ultimi anni, un approfondimento dell’ apporto di Internet e new media allo sport journalism, analizzando caratteristiche e novità .
Il tema del cambiamento e dell’ evoluzione del giornalismo sportivo, è stato l’ argomento della prima parte della conferenza e, se da un lato Foot e Valenti hanno dato grande risalto al passaggio dalla carta ai siti, il primo analizzando la storia del giornalismo sportivo italiano: “Il giornalismo sportivo non è più soltanto la partita, ma è anche tutto ciò che ci gira intorno, se con l’ avvento delle televisioni c’ era stato già un cambiamento, con internet c’è stata un’ ulteriore evoluzione. Il calcio ha un linguaggio universale, dà  la possibilità  di comunicare con persone che non conosci subito; il secondo parlando del passaggio della Gazzetta dalla carta a internet e app per smartphone: ” Cambiamenti direi dovuti, il lavoro non è cambiato, ma il giornalismo si è trovato a fare i conti con l’ avanzamento della tecnologia. Abbiamo lasciato al centro del “mondo” Gazzetta dello Sport il giornale cartaceo, ma abbiamo aggiunto dei pezzi, come ad esempio il giornale digitale, dobbiamo stare al passo con la tecnologia o anticiparla se possibile”.

Dall’ altro lato è stato Mario Sconcerti a “negare” il cambiamento di questo mondo, poichè, come ha più volte ripetuto nel corso dell’ incontro: “Secondo me non è cambiato niente, non è cambiato niente nel concetto del mestiere, quello che è cambiato è lo spettacolo sportivo delle televisioni, Internet deve essere il mezzo non il fine”.
Pierluigi Pardo invece, si è concentrato maggiormente sui social network e in particolare su come Twitter ha cambiato il modo in cui gli sportivi di tutto il mondo, compresi i giornalisti, reperiscono e diffondono le notizie e le opinioni. Aumenta, quindi, la velocità, senza però lasciare da parte la ricerca costante della veridicità: “Io trovo Twitter uno strumento straordinario, ha una fase di pura lettura d’ informazioni e c’è una grossa componete di feedback con le persone con cui parli, il progresso è inarrestabile, ma c’è da dire anche che in un’ epoca di velocità totale, sarà molto importante ridare alla parola un pensiero poetico”.
Anche Gianluca Di Marzio ha affrontato il tema social network, e i cambiamenti che hanno portato nel suo lavoro: “Twitter ha cambiato la mia vita di cronista sportivo, prima di Twitter, tenevo le notizie che avevo fino alle ventitrè che non andavo in onda con la trasmissione, adesso non aspetto più la trasmissione, la metto immediatamente. Twitter ha eliminato se non del tutto quasi la distanza tra noi e voi utenti di Twitter è incredibile la diffusione”.

Il tema di velocità e veridicità  è stato ripreso, in seguito, anche dagli altri ospiti intervenuti al convegno, con racconti delle proprie esperienze personali nei vari giornali, con particolare Valenti e Sconcerti a narrare episodi in cui la ricerca della verità e della verifica di una notizia ha portato anche alla perdita di scoop, “bruciati” dalla velocità di altri giornali. Esemplari le parole di Valenti in questo senso: “La più grande soddisfazione del giornalista è avere una notizia che resista fino alla stampa e non sia anticipata”. Sconcerti, invece, ha attaccato chi scrive sui social notizie non verificate, spiegando ai tanti giovani intervenuti come “il progetto è il giornalista, non il mezzo”, concentrandosi quindi sull’ individualità più che sul veicolo di ogni notizia.
La seconda parte dell’ incontro, aperto proprio dall’ intervento appena citato, si è concentrata su specializzazione e info-grafiche di statistiche, con i relatori concordi nel non vedere nella specializzazione un elemento di novità e nel guardare alle statistiche come fondamentali. Nella parte finale del convegno, c’è stato anche spazio per le domande del pubblico, con Pardo e Di Marzio tra i più richiesti e conclusione di Sconcerti che ha esortato i giovani presenti a studiare per ampliare la propria cultura poichè il calcio e lo sport non prescindono dallo studio e solo grazie ad una mente aperta si può lavorare in modo eccellente e non cadere nella banalità e nel semplicismo.

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