“Corsi d’acqua integri, splendidi invasi, placide valli di montagna o ripidi torrenti nel versante tirrenico, pozze rocciose e laghetti di origine glaciale, ampi bacini artificiali integrati nel contesto paesaggistico: questo patrimonio costituisce una della principali attrazioni del Parco dell’Aveto, e la ricchezza in ittiofauna ne fa un vero paradiso per i pescatori………..â€
L’esposizione del progetto, presentato al recente Slow Fish 2013, prosegue indicando quanto si andrà ad attivare in funzione del richiamo turistico-pescasportivo, coinvolgendo anche la ristorazione con la “filiera del gustoâ€, nella quale il Parco dell’Aveto inserisce tutte le opportunità legate alla straordinaria “biodiversità ambientale†degli habitat di acqua dolce che caratterizzano il nostro entroterra, comprese le attività alieutiche “progredite†ed ecologicamente responsabili (pesca turismo, pesca escursionismo, pescasportiva No Kill).
Parco, Associazioni di pesca, ristoratori del territorio, coinvolti in un progetto globale per la ricerca e valorizzazione del prodotto ittico d’acqua dolce, che integri e caratterizzi l’offerta gastronomica-ambientale delle “Valli del Parco†e costituisca attrazione aggiuntiva per i pescasportivi e loro familiari, nel rispetto dell’ambiente e del patrimonio ittico dei nostri torrenti e laghi. Proprio inserendo nei menù piatti tipici a base di trota, può trasmettere quella nota caratteristica e quelle opportunità di richiamo di un piatto sano, unico, “a km zeroâ€, nato o perlomeno cresciuto nel luogo, osservato allo stato naturale, in vita, presso la struttura stoccato in vasca, presso il ruscello o un laghetto dove si può direttamente pescare e consumare in tavola.
Una “Filiera†che partendo dalla pesca sportiva, coinvolge come detto la ristorazione e le scuole con argomenti di interesse didattico, portando maggior consapevolezza sull’importanza della biodiversità , con l’applicazione di buone pratiche e comportamenti responsabili nell’attività pescasportiva. Infatti la didattica ed il coinvolgimento degli studenti delle scuole che sorgono nei confini del Parco e nelle zone limitrofe, permette di trasmettere quei concetti di rispetto e tutela della biodiversità , oggi più che mai importante per il futuro del nostro territorio. Crescere e maturare conoscendo le esigente e i tesori nascosti nelle nostre valli, permette alle nuove generazioni di affrontare e porre soluzioni nella gestione futura del territorio.
Proprio la pesca, seguendo certi parametri, può infatti affermarsi quale attività capace di mantenere e incrementare la presenza di elevati standard di biodiversità , pur richiamando nello specifico una utenza ed un turismo di appassionati per il rilancio delle attività di valle ricadenti nel territorio del Parco dell’Aveto.
Collaborazione con le associazioni per la gestione della pesca:
Pesca in AVETO e richiamo turistico – da alcuni anni nel bacino dell’Aveto sussistono zone di pesca, gestite dalla ASD Val d’Aveto, dove si possono sfruttare ottime potenzialità di richiamo turistico delle riserve, come il tratto di Cabanne con trote fario, salmerini ed iridee, con un permesso giornaliero a pagamento per la pesca con esche naturali o artificiali; al quale si aggiunge la zona NO KILL MOSCA posta a Rezzoaglio, anch’essa con permesso a pagamento, ma che si differenza dalla precedente per la rusticità del pesce accresciuto in valle; oppure il laghetto delle Lame, gestito come pesca facilitata con fario ed iridee, ed agibile anche senza licenza di pesca. Fanno contorno a questi tratti gestiti, le splendide acque libere dell’Aveto, ricche di pesce come fario, vaironi, cavedani, barbi e rari temoli, note e frequentate da un turismo di nicchia, che si tramanda da generazioni. Acque pubbliche che tramite i mille affluenti e piccoli rivi, vengono ripopolate con novellame dai pescatori locali, tramite mirati piani semina concordati con l’amministrazione provinciale. In tale contesto rientrano anche i ruscelli vivaio, per l’accrescimento del novellame, cattura biennale e trasferimento nelle zone di acque pubbliche aperte alla pesca, tutti progetti realizzati con la mano opera volontaria dei pescatori locali.
FIPSAS tutte le attività nel territorio del PARCO – Nei progetti del Parco rientra anche l’attenzione scientifica del patrimonio autoctono, reintroduzione e conservazione della trota “mediterranea†sostenendo le iniziative messe in atto dalla FIPSAS e seguendone con attenzione lo sviluppo sul territorio e nella gestione dell’incubatoio di valle (Borgonovo di Mezzanego). Proprio da questo piccolo impianto la FIPSAS annualmente porta alla schiusa centinaia di migliaia di uova del ceppo mediterraneo, che immette in varie fasi nei ruscelli che nascono nel territorio del “Parcoâ€, monti Aiona e Penna. Un ritorno alla vita in piccoli rivoli, che poi crescendo si trasferisce a valle interessando l’intera valle Sturla e affluenti. Negli anni questi piccoli pesci, cresceranno sino a riprodursi, ricreando quel ceppo, quella specie di trota un tempo comune nei nostri monti, amata e protetta dagli stessi pescatori, che ne conoscono i segreti, le debolezze, e che si attivano per tutelarla e garantirne la sopravvivenza.
Non meno importante il progetto del rio Gasparelle, il piccolo torrente che alimenta Giacopiane, con l’introduzione della “macrostigmaâ€, il ceppo puro della mediterranea, che dallo stadio di uovo è stato introdotto alle sorgenti tramite scatole Vibert, a cui seguiranno introduzioni di trotelle 4-5 cm nel tratto intermedio, per poi negli anni seguirne gli sviluppi di accrescimento e riproduzione, sia con autodeposizione naturale, sia su spremitura artificiale dei riproduttori, catturati e trasferiti nell’impianto FIPSAS di Borgonovo. Un progetto finanziato con contributi europei e che avrà una durata e monitoraggio di circa 5 anni, da cui si potranno trarre individui giovani e adulti a migliaia da ridistribuire in altre valli del Parco.
Ancora novellame, viene immesso dalla FIPSAS ogni fine stagione nel lago di Giacopiane, con il materiale allevato nell’incubatoio di Borgonovo sino allo stadio di 10-12 cm.; si parla di 10.000-20.000 trotelle di mediterranea, che avranno modo di acclimatarsi e crescere in modo rustico nelle profondità dell’invaso.
Sempre la FIPSAS, gestendo in modo controllato la pesca nel lago di Giacopiane, sposa appieno il Progetto del Parco, operando una continuità di ripopolamenti con pesce adulto di qualità , con pezzature anche superiori al kg di trote fario, lacustri, salmerini e salmonate. Non sono rare catture di trote da diversi kg, ma ovviamente visto il contesto ed immensità delle acque, non sono di sicura realizzazione, se non con buona pratica, anche le catture di taglia standard. Ma questo fa parte del gioco e della rusticità del luogo, che si completa con la presenza di altre specie ittiche quali carpe da record (anche oltre i 20 kg) e tinche di diversi chili (pesci totalmente protetti con l’obbligo di rilascio permanente), oppure il persico reale, che con cavedani, alborelle e scardole, ravvivano le calde giornate di pesca estive.
Il controllo della pesca, dell’ambiente, delle aree del Parco sia quelle che contornano il lago di Giacopiane, che quelle delle immense faggete che raggiungono l’alta via, non che i consorzi funghi, è assegnato alle guardie ambientali FIPSAS, che tramite accordi con l’Ente Parco, cura anche specifici servizi di controllo nel demanio. Una presenza ed organizzazione della Vigilanza FIPSAS, che si affianca all’opera del Corpo Forestale e della Polizia Provinciale, divenendo logisticamente importante per la gestione e tutela del patrimonio ambientale.
Nel progetto “Pesca nel Parcoâ€, rientrano altre acque, ad esempio il lago Malanotte, un bacino posto più a valle e sempre in comune di Borzonasca, dove la FIPSAS gestisce la pesca in modo controllato con immissioni mensili di trote iridee, fario e salmerini. In tale bacino si autorizzano manifestazioni di pesca gestite dalle società locali, per la promozione della pesca di adulti e giovani, con appositi e controllati ripopolamenti, oppure predisponendo appuntamenti per i diversamente abili. Infatti tale bacino idrico, affiancato ad una eccellente struttura alberghiera, garantisce confort e facile accesso ad intere famiglie, perché completato con una pista disabili che contorna le sponde del lago (unico nel suo genere) che permette lo spostamento autonomo e la pesca in carrozzina.
Completano l’interesse pescasportivo e turistico l’immenso reticolo delle acque del versante tirrenico sgorganti dal territorio del Parco, che tramite mille rivoli formano i torrenti del bacino dello Sturla, ricco di trote, proprio grazie ai mirati ed attenti ripopolamenti con novellame fatti in questi ultimi anni dalla FIPSAS e già menzionati sopra.
Nel Progetto del Parco, rientra anche la gestione del Pian Sapeio (il lago piccolo di Giacopiane) fermo per lavori alla diga ed in attesa dei nulla osta per la reintroduzione del pesce. Anche questo specchio acqueo vorrebbe una gestione mirata della pesca, di pesce di qualità , con una proposta FIPSAS per farne un gioiello di richiamo turistico, sfruttando l’insieme di ambiente puro immerso nella frescura delle immense faggete e pinete che salgono sino ai vertici estremi dei monti.
(Umberto Righi)






