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Pallonetto Pontedassio caruggio 2013 fino alle seminifali

La processione incede sul campo di gioco

La processione incede sul campo di gioco

L’occasione sportiva era da non perdere.

Come nel tempo dei nostri padri e in quello dei padri dei nostri padri, con uno spirito orgoglioso, i protagonisti della palla elastica ovvero del pallonetto o “balletta” sono rientrati nello storico caruggio di Sciangai di Pontedassio per riprendere la tradizione del gioco secondo la tradizione. Lo spirito era quello che può essere illustrato dallo struggente inno gallese “la terra di mio padre”, là dove i poeti e i cantori di un tempo narrano le gesta di uomini straordinari. La meglio gioventù di una identità consolidata ha così vivacizzato la popolosa cittadina della bassa valle Impero nell’occasione della ricorrenza del Corpus Domini. Il campo di gioco, di fatto già strada reale per il Piemonte, è stato teatro di partite infuocate ed imprevedibili, ma anche di un sincero momento di coesione all’atto del passaggio della processione del Corpus Domini, con adorazione sul campo presso un altare addobbato alla bisogna.
Dal punto di vista sportivo, il torneo si protrae per il pomeriggio di sabato primo giugno e per tutto il giorno di domenica due giugno. Con le comprensibili interruzioni per il traffico, si arriva allo sfinimento ed alle semifinali compiute, “a scuro limbo” come si diceva un tempo. E finali rimandate a giovedì sera, per un piacevole appuntamento infrasettimanale. Ben dodici squadre al via, con molti protagonisti dei campionati di pallapugno di B e C, oltre ai contenuti tecnici molto elevati per la presenza di fini interpreti della disciplina e di giocatori locali avvezzi al terreno. Tre gironi eliminatori da quattro squadre e partite da subito lunghe e combattute, con ribaltamenti di fronte e tanta, tanta imprevedibilità: le battute si infrangono contro grondaie e canali di scolo, spigoli, scalini, pietre, infissi e pertugi fanno il resto. Mani raschiate sugli intonaci e carambole di palle e di corpi disarticolati sono la vera regola non scritta. La canea dei gironi vede le qualificazioni delle terne di Piero Merano con Fabio Arrigo e Marco Sasso, dell’enfant du pays Paolo Chiapello, di Andrea Ventimiglia con i consolidati sodali “Charman” Calmarini e “Paco” Anselmi, di Claudio Somà orgoglio di Moltedo con il padre Piero ed il funambolico Silvano Anfossi e, nel girone di ferro, di Claudio Balestra con Alessandro Re in battuta e Marino Carli, assieme a Matteo Martini in anno sabbatico dalla pallapugno, assieme a Luca Arrigo e a Diego Arrigo. Qui risulta eliminato il martello pneumatico della palla leggera, il pur volenteroso Giovanni Ranoisio. Di fatto grande spettacolo anche nei quarti e nelle semifinali. Matteo Martini è convincente su Chiapello, la terna “Valle Impero” di Piero Merano ha la meglio sugli atletici moltedesi, forse più in agio sui campi larghi, Andrea Ventimiglia fa scorrere il sangue in una partita risolta al minimo scarto contro Re. Il quale viene ripescato per le semifinali e così ne trae frutto, giocando con le ultime stille di forza assieme ai suoi in una infuocata semifinale contro Merano Arrigo e Sasso. Impressionante la potenza dei battitori nello stretto, coerente la regia di Claudio Balestra. Nell’altra semifinale, scontro fratricida pontedassino tra Martini e Ventimiglia, risolto per il primo con un non facile 4-2. Grande pubblico domenica, Guido Odasso apprezzato maestro di cerimonie ed appuntamento infrasettimanale per l’ultimo atto.