Torna a Mori la grande dama dal 26 al 28 agosto alla sala “Galetera”. Attesi tanti forti giocatori tra i quali il russo pluri-iridato Alexander Shvartsman ed il campione italiano in carica Alessio Scaggiante. Oltre a tanti altri maestri già campioni italiani quali Daniele Bertè, Walter Moscato o Moreno Manzana solo per citare quelli che hanno già confermato la loro presenza.
Si sono prenotati anche giocatori olandesi quali Tjalling van den Bosch, in passato noto atleta di powerlifting che negli anni ’80 e ’90 era considerato tra i migliori al mondo della disciplina, 7° al World’s Strongest Man nel 1990. Fino a pochi anni fa era pure tra i top 100 del ranking di dama internazionale e tuttora rimane un giocatore di tutto rispetto. La sua presenza dunque porterà un po’ di colore aggiuntivo nell’edizione di quest’anno.
Novità di quest’edizione anche il fatto che i giocatori torneranno a giocare “in libertà”, senza obbligo di mascherine e visiere come viceversa è stato per due anni di pandemia. Inoltre giocatori russi e bielorussi giocheranno “senza bandiera” in ottemperanza alla normativa vigente tra gli sport che aderiscono al Comitato Olimpico.
La 47ª edizione della gara coincide anche con il 12° Memorial Giuseppe Manzana, 12 sono infatti gli anni trascorsi da quando ci ha lasciati il “presidentissimo” dell’ASD Dama Mori, che ha condotto il circolo dama moriano fin dagli albori per circa un trentennio, attraverso tante manifestazioni damistiche di grande livello, tra le quali ricordiamo ad esempio le Olimpiadi della Dama del 1992, una sorta di mondiale a squadre che vide a Mori tanti grandi nomi del damismo mondiale, tutti assieme in un’unica competizione.
Nel pomeriggio di venerdì 26 agosto precederà la gara di quest’anno il campionato italiano a coppie che assegnerà un titolo che già nel 2018 fu assegnato nella borgata moriana.
Saranno presenti tra i partecipanti alla kermesse damistica anche alcuni damisti locali quali il maestro Riccardo Agosti, attuale presidente dell’ASD Dama Mori, il rendenese Stefano Valentini, più volte rappresentante l’Italia ai campionati europei giovanili ed il delegato regionale Nunzio Gaglio. Ancora da confermare la presenza degli altri giocatori della squadra di Mori Diego Tranquillini, Matos Cabral e Rafael Rodriguez.
Dunque il programma vedrà il 26 agosto i campionati italiani a coppie alle ore 14.30, il 27 agosto il torneo “blitz” dalle ore 9 mentre la Coppa Città di Mori partirà alle 13.30 del sabato per proseguire poi per tutta la domenica. Premiazione prevista alle ore 17 del giorno 28 agosto. Diretta sulla pagina Facebook “Federdama” delle partite principali.
Riccardo Agosti
Curiosità damistiche
Non tutti lo sanno ma la dama dal 1993 è riconosciuta dal CONI come disciplina sportiva. La Federazione Italiana Dama (FID) appartiene al CONI come disciplina associata, nonostante questa non sia praticata nelle Olimpiadi. Esiste inoltre una manifestazione denominata “Olimpiadi dei giochi della mente” dove, tra gli altri giochi, vi è anche la dama presente con più varianti di gioco.
Federazione Italiana Dama
Il gioco della Dama in Italia è oggi considerato a tutti gli effetti sport e la Federazione dipende direttamente dal CONI, rispettandone tutte le regole. Per questo, per esempio, nei principali tornei c’è anche il controllo antidoping.
La Federdama conta sul territorio nazionale attorno ai 50.000 tesserati e quasi un centinaio di società sportive sparse su tutto il territorio nazionale. Il sito internet ufficiale è www.federdama.org – il canale Facebook www.facebook.com/federdama conta circa 5 mila follower ed è la prima fonte di news sulla dama, di fatto è la pagina Facebook che parla di dama con più follower al mondo.
Il presidente della FID è Carlo Bordini, recentemente eletto anche a capo della Confederazione Europea della Dama.
Regole di gioco
Nel mondo esistono molte varianti del gioco della dama. Le dame giocate in Italia sono essenzialmente 3: dama italiana, dama internazionale e dama inglese.
Dama italiana
La dama che tutti conoscono in Italia, il gioco tradizionale, che ha per campo di gara
la classica damiera di 64 caselle (8×8), viene definita nel nostro Paese “dama italiana”.
La specifica serve perché la dama sulle 64 caselle viene giocata in modo
diverso da nazione a nazione: quindi si parla di dama inglese, dama tedesca,
dama turca, ecc. Le differenze riguardano soprattutto le regole di presa (in
Italia la presa è obbligatoria, si deve prendere il maggior numero di pezzi,
a parità il pezzo maggiore o iniziare a prendere dal pezzo maggiore; la
pedina non può catturare la dama) e la posizione iniziale della damiera e
delle pedine (in Italia con casella nera in basso a destra dei giocatori e
le pedine sulle case nere).
Dama internazionale
Vi è poi la dama internazionale, giocata come dama tradizionale in alcuni paesi quali Francia e Olanda, ed adottata dalla Federazione Mondiale quale dama principale per le competizioni ufficiali.
Si gioca su di una damiera 10×10 con 20 pedine ciascuno. Vi sono poi regole leggermente diverse rispetto alla dama italiana.
Dama inglese
E’ stata una decisione importante quella della accettazione della dama “inglese” come terza disciplina dalla Federazione Italiana Dama (le altre due sono dama ‘italiana’ e dama “internazionale” che si svolge su damiera di 100 caselle).
Mentre scriviamo i detentori di entrambi i titoli mondiali di dama inglese sono italiani: il foggiano Sergio Scarpetta ed il livornese Matteo Bernini.
Le regole della dama inglese
Come la dama ‘italiana’ anche la dama ‘inglese’ ha per campo di gara la classica damiera di 64 caselle (8×8). In entrambe la presa è sempre obbligatoria (il ‘soffio’ è stato abolito nel 1934!) ma in più nella versione italiana si deve prendere il maggior numero di pezzi, a parità il pezzo maggiore o iniziare a prendere dal pezzo maggiore; soprattutto la pedina non può catturare la dama, cosa che nel gioco inglese è invece possibile. E infine la posizione iniziale della damiera in Italia richiede la casella nera in basso a destra dei giocatori e le pedine sulle case nere, nel gioco inglese il contrario: la casella in basso a destra dei giocatori bianca e pedine sulle case bianche.
Quando si vince a dama
La partita a dama è vinta quando un giocatore cattura tutti i pezzi dell’avversario. Ma si può vincere anche bloccando tutti i pezzi dell’avversario, cioè quando l’avversario, pur avendo dame e pedine, non può fare alcuna mossa.
Il soffio
Nel gioco della dama non si può e non si deve “soffiare”. Il “soffio” è stato ufficialmente abolito da tutte le Federazioni nazionali e in particolare dalla Federazione Italiana nel 1934. Va chiarito che questa abolizione non è altro che una conseguenza della regola base del gioco per
cui “la presa è sempre obbligatoria”. L’origine del soffio risale comunque a vari secoli fa, addirittura al secolo XV.
Sorteggio dell’apertura
Nei tornei di dama italiana (damiera di 64 caselle) le prime mosse non sono libere, ma vengono sorteggiate. Vengono sorteggiate le prime due mosse del bianco e la prima del nero e in pratica
la partita inizia con la seconda mossa del nero. Questa regola costituisce la “restrizione americana” e fu introdotta in Italia nel 1929. Delle possibili combinazioni, ne sono state scartate alcune poiché troppo a favore dell’uno o dell’altro colore. La restrizione è dovuta al fatto che, come è stato poi confermato dal computer, ad apertura libera chi muove per primo a gioco corretto vince.
Dama e computer
La rivista “Science” del 20 luglio 2007 riporta un articolo in cui afferma che il gioco della Dama – versione Inglese – è stato ormai risolto.
Il concetto è che il programma “Chinook”, realizzato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Alberta (Canada) – considerato attualmente il più forte giocatore al mondo di Dama Inglese – non potrà più essere sconfitto perché anche un avversario che giocasse sempre le mosse migliori, arrivando così a giocare la “partita perfetta” non potrebbe ottenere più del pareggio.
E’ sottinteso che Chinook giochi ogni volta la “mossa migliore” in assoluto.
“I ricercatori hanno iniziato a costruire un database di tutti i 39.000 miliardi di posizioni con al massimo 10 pedine sulla damiera. Durante l’elaborazione, hanno determinato se una posizione portava alla vittoria del nero, del rosso (bianco in italia) o a una patta. Quindi, sono passati a considerare l’inizio della partita, aperta con una mossa del nero, e hanno utilizzato uno speciale algoritmo di ricerca per ricostruire le mosse
successive e dimostrare che, a mano a mano che i due giocatori tentano di massimizzare il rispettivo
vantaggio, inevitabilmente conducono la partita a una delle configurazioni con 10 pedine che
conducono alla patta.”
Si può dire che anche se non sono state considerate tutte le posizioni, il procedimento garantisce che ormai il gioco è stato “risolto”.
L’articolo di Science è stato ripreso dal sito della rivista Nature, www.nature.com
Storia
Una delle più antiche testimonianze sul gioco della dama si trova nella
“Vita di San Luigi” scritta da Jean sire di Joinville nel 1309. San Luigi,
ovvero il Re di Francia Luigi IX.
Nel testo si racconta che Luigi, ammalato, fece chiamare il fratello duca di
Anjou, ma un servo fece sapere che questi non poteva essere disturbato in
quanto impegnato in una partita a dama con monsignor Gautier d’Anemous.
Luigi allora si alzò e andò di persona dal fratello: buttò la damiera dalla
finestra e inflisse ai due una multa in quanto giocavano a soldi.
Che si trattasse proprio di una partita a dama (e non a scacchi) è provato
dal fatto che il testo parla di “tables” mentre in altre pagine l’autore
parlando degli scacchi li chiama “eschez”.
Un romanzo celebre, un autore importante
Edgard Allan Poe, I delitti della via Morgue
Le facoltà mentali che definiamo analitiche, sono, di per sé, poco
suscettibili di analisi. Le apprezziamo unicamente nei loro effetti.
Sappiamo fra l’altro che, per chi le possiede in misura straordinaria,
costituiscono sempre una fonte di vivissimo godimento. (…)
E’ appassionato di enigmi, di rebus, di geroglifici, nel risolvere i quali
da prova di ACUMEN che può apparire soprannaturale a un’intelligenza
comune. (…). Eppure calcolare non è di per sé analizzare.
(…) Colgo quindi l’occasione per sostenere che le facoltà più elevate
dell’intelligenza riflessiva sono messe alla prova più a fondo e con
maggiore utilità dal gioco più modesto della dama piuttosto che
dall’elaborata frivolezza degli scacchi. In quest’ultimo gioco, dove i pezzi
si muovono con mosse diverse e particolari, secondo dei valori vari e
variabili, ciò che è soltanto complesso viene scambiato (errore piuttosto
comune) per ciò che è profondo.
Si richiede qui la massima capacità d’attenzione. Distrarsi per un attimo
significa commettere una svista da cui deriverà un danno o una sconfitta.
Poiché le mosse possibili non sono soltanto molteplici, ma anche complesse,
le occasioni per simili sviste si moltiplicano, e nove volte su dieci vince
la partita non il giocatore più acuto, ma quello che sa maggiormente
concentrarsi.
Nel gioco della dama, invece, dove il movimento è UNICO e consente poche
variazioni, le probabilità di distrazioni sono minori, e dal momento che la
semplice attenzione viene impegnata solo relativamente, i risultati ottenuti
da entrambi gli avversari sono attribuibili soltanto a una maggiore dose di
ACUMEN. Per toglierci dall’astratto: immaginiamo una partita a dama dove i
pezzi siano ridotti a solo quattro dame, e dove naturalmente non ci sia da
aspettarsi alcuna svista. E’ chiaro che qui la vittoria sarà decisa (dal
momento che i giocatori si trovano su un piano di parità) da una mossa ‘
recherchée ‘, risultato di un eccezionale sforzo mentale. Non potendo
valersi dei consueti stratagemmi, l’analista s’insinua nello spirito
dell’avversario, si identifica con esso, e non di rado vede così, a colpo
d’occhio, l’unica mossa (a volte assurdamente semplice) mediante la quale
può indurlo a commettere un errore o affrettare un calcolo sbagliato.
Quadri damistici
*Il pittore più noto e importante ad essersi occupato di dama è Henry Matisse (1869-1954) che era anche un giocatore; nel 1911 ha dipinto il celebre quadro “La famiglia Matisse” in cui riprende i due figli maschi mentre giocano sotto lo sguardo di mamma e sorella (quadro conservato all’Hermitage di San Pietroburgo). Poi nel 1928 dipinge “Odalische che giocano a dama” conservato in museo a New York.
La dama al cinema
I principali film con scene damistiche.
Quattro passi fra le nuvole, di Blasetti (1942)
Protagonista Gino Cervi che fa una lunga partita usando come pedine cioccolatini.
Il nostro agente all’Avana, di C. Reed (1960)
Questo è famosissimo per la partita tra Alec Guiness ed Erneie Kovacs con al posto delle pedine bicchierini di liquore.
Primo amore, di Dino Risi (1978)
Qui è Tognazzi che si diletta del gioco e ad un certo punto effettua un classico “tiro puliscitutto”
Assassinio sul Nilo (1979)
Con David Niven e Peter Ustinov. C’è Hercule Poirot, giocatore di dama, autore di una simpatica partita conclusa con tiro e controtiro.







