Home Altro Varie

I LAVORI DEL CONSIGLIO REGIONALE DI OGGI

Dibattito sull’ipotesi di soppressione del tribunali di Chiavari e Sanremo

Questa mattina si è svolto il dibattito sull’ipotesi di soppressione dei due tribunali liguri.
Sono intervenuti:Massimo Donzella (Udc), Roberto Bagnasco (Pdl), Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente), Marco Scajola (Pdl), Franco Rocca (Pdl), Ezio Chiesa (Gruppo misto-Ligura viva), Marco Limoncini (Udc), Sergio Scibilia (Pd), Giuseppe Maggioni (Pd), Alessandro Benzi (Federazione della sinistra), Gino Garibaldi (Pdl), Marco Melgrati (Pdl).
Alcuni consiglieri di maggioranza e minoranza del Tigullio si sono presentati in aula con una banda nera al braccio mentre Scibilia sotto la giacca indossava una maglietta su cui era scritto “Il tribunale di Sanremo è di tutti, salviamolo”
Al termine della discussione sono stati votati a approvati tre ordini del giorno.
Il dibattito:
Massimo Donzella (Udc) parlando contro la chiusura del tribunale di Sanremo ha affermato: «Non è assolutamente possibile di sacrificare sull’altare della riduzione dei costi elementi e principi che sono sicuramente prioritari. Fra questi ricordo: la gestione della giustizia, il mantenimento di un presidio di legalità sul territorio» .Secondo Donzella, «una riforma delle circoscrizioni giudiziarie andava sicuramente intrapresa, ma quella che viene introdotta è assolutamente sbagliata: si procede con i soliti tagli lineari. Una politica che non porta alla riduzione dei costi ma a quella dei servizi. Il tribunale di Sanremo, come è stato scritto dalle commissioni giustizia di Camera e Senato, è uno dei tribunali che rispettano tutti i parametri previsti: è in una zona di frontiera, ha vicino un carcere di recente costruzione, uno dei più grandi della Liguria, opera in una zona ad alto tasso di criminalità dove imperversano il riciclaggio, i corrieri della droga e dove sono stati sciolti ben due consigli comunali per infiltrazioni mafiose. L’assurdo è poi che invece di accorpare, come dice la legge, il tribunale più piccolo – in questo caso Imperia – a quello più grande – Sanremo – si fa esattamente il contrario. Se questa scelta scellerata venisse attuata, sarebbe l’unico caso in Italia. Una scelta che ricadrebbe sui cittadini i quali verrebbero a pagarne i costi in prima persona e che evidentemente è stata fatta senza conoscere la situazione reale del territorio».
Roberto Bagnasco (Pdl), ha parlato in difesa del tribunale di Chiavari. «Qualcuno ha detto che per risolvere il problema non si è fatto abbastanza. Non è vero! Noi consiglieri presenti sul territorio abbiamo fatto molto, pur essendo un tema che dal punto di vista strettamente amministrativo non è di nostra competenza. Abbiamo investito del problema i vertici dei nostri partiti, abbiamo evidenziato la questione ai vertici della Regione, siamo intervenuti sui parlamentari che, infatti, hanno recepito in Commissione le nostre perplessità. Il tutto perché il tribunale di Chiavari deve essere salvato. Chiuderlo sarebbe un fatto clamoroso: per realizzarlo, si sono fatte fortissime pressioni sul Comune di Chiavari per superare le iniziali perplessità e si sono spesi 14 milioni e mezzo di euro. Oggi è il tribunale e forse più moderno d’Italia, costruito appositamente a pochi metri dal carcere per evitare il costo del trasferimento dei detenuti. Un tribunale che una volta finito non ha mai funzionato. Il rischio, sempre più immanente, è che 14,5 milioni di euro vengano buttati dalla finestra a fronte di risparmi di spesa pubblica assolutamente influenti. Perché allora il governo si è impuntato a favore della chiusura?  La verità è che l’esecutivo non ha la forza di scegliere fra i tribunali da salvare e quelli da chiudere, non vuole scontentare nessuno e fa di ogni erba un fascio. Questo non è assolutamente tollerabile. E’ una sconfitta della politica di fronte ad una burocrazia cieca» .
Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha sottolineato l’alto tasso di anziani della Liguria che necessitano, quindi, di servizi attivi e capillari sul territorio: tra questi, quindi anche il tribunale, che gestisce il rilascio di molti certificati. Siri ha ricordato che le strutture oggetto della discussione odierna, secono le commissioni competenti di Camera e Senato, hanno i requisiti per restare sul territorio e ha lanciato un appello «ai politici, in particolare all’attuale vicepresidente del Consiglio dei ministri e al ministro Orlando, affinché mantengano le promesse fatte in campagna elettorale, riguardo il permanere del tribunale di Chiavari». Ha concluso: «Sono certo che il presidente della Giunta e quello del Consiglio attiveranno ogni iniziativa possibile, con parere unanime, affinché si eviti la chiusura dettata da decisioni assurde e incomprensibili».
Marco Scajola (Pdl) ha sottolineato che i due tribunali in questione hanno storie differenti, ma ugualmente importanti anche se, ha spiegato, conosce meglio la vicenda di Sanremo: «Sanremo è una delle più grandi città liguri. Qui il tribunale serve un territorio di frontiera. Ha quindi una valenza strategica legata anche alla morfologia del territorio. Mi pare si stiano facendo dei tagli a spot. Non si comprende con quali criteri, un po’ come nella vicenda delle Province. Secondo quanto riportato da un quotidiano economico, nell’ultimo anno in realtà si sarebbe speso ancora più di prima. Ritengo che per risparmiare davvero sia necessaria una riforma radicale dello Stato. In questo caso eliminare il tribunale non porta a risparmi reali ma, più semplicemente, si toglie un servizio, si perde un presidio, rischiando di sovraccaricare un altro tribunale che potrebbe trovarsi in difficoltà. Ritengo sia necessario un ripensamento, anche per quanto riguarda Chiavari. Si stanno creando nuove disagi per i liguri, che già ne hanno troppi»
Franco Rocca (Pdl) ha sottolineato i disagi che deriverebbero dalla chiusura dei due tribunali. Riferendosi poi in particolare a quello di Chiavari ha spiegato: «Penso, ad esempio, a chi abita a Santo Stefano d’Aveto ed utilizza i mezzi pubblici: impiega molte ore per arrivare a Genova. Rischia di arrivare il pomeriggio, trovando così tutto chiuso. Costringere la gente a simili disagi mi pare sia fantascienza». Ha continuato: «A Chiavari è stato costruito un nuovo edifico per ospitare il tribunale, voluto dall’amministrazione della giustizia, costato quasi 15 milioni di euro. Questi soldi, adesso, non vengono messi a reddito. Ma che cosa fare di tutto quel volume? Quei 15 milioni di euro spesi non saranno mai ammortizzati. Il tribunale di Chiavari, inoltre, ha parametri di lavoro eccellenti e già vi fanno capo diversi Comuni della provincia spezzina, perché, quindi, non ampliare il raggio di competenza, sgravando così il tribunale della Spezia?»
Ezio Chiesa (Gruppo misto-Liguria viva) ha affermato: «La vicenda del tribunale di Chiavari è emblematica di un certo modo di fare politica tutto italiano. Durante le campagne elettorali a Chiavari si sono susseguiti ministri di tutti i governi e di varie sponde politiche. Ognuno di loro ha confermato gli investimenti per il tribunale, finalizzati proprio a contenere i costi di affitto e di vigilanza, e l’esigenza di  localizzare la nuova struttura vicino alle carceri per abbattere i costi di traduzione dei detenuti. Ai politici sono seguiti i tecnici, che hanno proceduto con i soliti tagli lineari. E poi nuovi politici che hanno confermato i tagli. Ma agendo così non si tiene conto di quello che è stato fatto e che si chiude il tribunale senza neanche aprirlo. Si dimentica che una costruzione del genere, posta vicino alle carceri, non è trasformabile se non spendendo ingenti risorse, risorse alle quali vanno aggiunte le spese per tradurre i detenuti al tribunale di Genova e i costi aggiuntivi che avrebbe il tribunale del capoluogo per le aule necessarie al maggior carico di lavoro e per ospitare fascicoli e processi. Per non parlare del prezzo che andrebbero a pagare i cittadini con un aumento dei tempi procedurali valutato in 6 mesi. Su questo tema – ha concluso – sarò campanilista fino alla fine. Ho messo la fascia a lutto perché con scelte come queste si uccidono politica e democrazia:presto i cittadini non ci crederanno più».
Marco Limoncini (Udc) ha chiarito:«Il dissenso che intendiamo manifestare non è nei confronti della Regione,ma della politica. E’ stata la politica a volere la costruzione del nuovo palazzo di giustizia di Chiavari, coinvolgendo anche il Comune, che ha dovuto impegnare risorse economiche. La struttura è stata realizzata vicino alle carceri e dotata delle moderne tecnologie: Serve un bacino con 150 mila abitanti e si occupa di circa cinquemila procedimenti l’anno. La politica, dunque, vuole la struttura e la finanzia, ma adesso vuole chiuderla, senza neppure vederla operare. Dove sono i risparmi? Altri soldi dovranno essere spesi per cambiare la destinazione dell’edificio. Non si tiene in alcun conto dei disagi che dovranno sopportare i cittadini, soprattutto quelli del nostro entroterra, per raggiungere Genova. Il ministro Cancellieri, adesso, deve assumersi delle responsabilità. I politici, ricordo gli onorevoli Alfano e Orlando, hanno fatto promesse, inserendo il mantenimento del tribunale nei loro programmi elettori. Adesso facciano fronte agli impegni assunti. Si sta scrivendo una brutta pagina di cattiva politica. Ricordo che sul territorio nazionale sono stati salvati molti tribunali., più piccoli di Chiavari. Non possiamo, quindi, accettare le risposte del ministro Cancellieri. Non si possono scaricare le responsabilità sui tecnici. La politica deve essere seria. Le promesse vanno mantenute».
Sergio Scibilia (Pd) ha detto: «Il tribunale di  Sanremo non è un fungo qualsiasi: è nato nel 1779, presidia un’area dove vivono 147 mila cittadini, un territorio infestato dalla criminalità organizzata, luogo di frontiera dove i traffici sono in aumento, è adiacente ad una casa circondariale che è la seconda in Liguria e si occupa di oltre 4000 procedimenti penali e 7000 civili. La sua salvaguardia non è una partita a favore della lobby degli avvocati e non c’è alternativa fra la difesa dei presidi ospedalieri e la giustizia. La chiusura di Sanremo, che avviene dopo quella di Ventimiglia e l’eliminazione dei giudici di pace, scaricherà una mole enorme di cause sul tribunale di Imperia. Una struttura progettata sulla base del suo normale carico di lavoro, si troverà ad avere tre volte i fascicoli di oggi. E’ evidente che tutto ciò non è frutto di alcuna logica, ma solo dell’incredibile debolezza della politica. Anche in questo caso però ci sono delle eccezioni e, a questo proposito, ringrazio la senatrice Donatella Albano che si è impegnata proprio in questa direzione».  
Giuseppe Maggioni (Pd):«Si sta facendo una battaglia di tutta la Regione per garantire un presidio fondamentale per il territorio, un punto di riferimento per i cittadini. Una battaglia contro risparmi fatti soltanto sulla carta, ma che in realtà non si realizzano. Al contrario ci sarebbero risparmi proprio aprendo la nuova struttura di Chiavari. Voglio sperare che grazie a questa presa di posizione unanime qualcosa cambi e la decisione sia rivista. Spero che avvenga un chiaro ripensamento da parte del Consiglio dei ministri ed in particolare del ministro Cancellieri. Lo ripeto: rivedere questa decisione significa andare incontro ai bisogni dei cittadini, salvaguardando un fondamentale presidio e non certo perseguire gli interesse di parte di una corporazione».
Alessandro Benzi (Federazione della sinistra) ha sottolineato il rischio di avere un «approccio campanilistico alla questione che finirebbe favorirebbe per favorire un atteggiamento di chiusura del governo, che punta proprio a far approvare la sua legge senza alcuna modifica. Guardando i parametri tecnici, tuttavia, in Italia non tutti i casi di tribunali di cui è stata decisa la chiusura sono uguali. La vicenda di Sanremo va esaminata a parte, io conosco bene la storia del tribunale di Chiavari e per spiegarla bastano due cifre: questa riforma della giustizia porterà a livello nazionale complessivamente 17 milioni di euro di risparmi, la chiusura del tribunale di Chiavari porterebbe allo sperpero di oltre 14 milioni di euro. Ci aspettiamo, quindi, di più da questo governo dove sono presenti esponenti politici liguri autorevoli. Credo che anche i vertici della Regione Liguria possano operare una pressione rilevante sui rappresentanti nazionali».
Gino Garibaldi (Pdl) ha detto: «Vogliamo rimarcare il ruolo della politica in quanto tale, perché crediamo nel suo ruolo, Non crediamo, invece, in quelle operazioni coperte dalla politica, ma che sono dei tecnicismi. Noi siamo contro queste operazioni La politica deve dare risposte ai territori. Abbiamo preparato due ordini del giorno che non sono in contrasto tra di loro e che vogliono, appunto, cercare di dare risposte ai territori, ai cittadini, La politica non si giustifica, non si nasconde dietro ai tecnicismi. Bisogna stare attenti, in Italia, a scivolare verso una non democrazia. Noi crediamo che la riforma della geografia giudiziaria sia necessaria, ma dopo aver eliminato diverse storture, tra queste quella relativa alla cancellazione del tribunale di Chiavari, evidenziate con chiarezza dalle commissioni giustizia di Camera e Senato. Con lo spreco di 14,2 milioni di euro si andrebbe quasi ad azzerare l’intero risparmio attuato con la riforma. Noi non vogliamo fare un piagnisteo per campanilismo e territorialismo, ma rivendichiamo una politica attenta del territorio e alle sue esigenze».
Marco Melgrati (Pdl), evidenziando la realtà albenganese, ha aggiunto: «In questi mesi abbiamo fatto una battaglia con i rappresentanti degli avvocati in difesa del tribunale di Albenga, anch’esso in chiusura nonostante sia uno dei primi trenta a livello nazionale come volume di attività. Si chiude, dunque, senza analizzare i veri risparmi che si verrebbero ad ottenere e non si chiudono altri tribunali che non arrivano ad una analoga mole di lavoro. Inoltre occorre tenere conto che il tribunale di Savona è già al collasso e non è fisicamente in grado di reggere il carico di fascicoli che verrebbero trasferiti da Albenga. Sarebbe indispensabile una parte architettonica nuova, ma se si realizzasse, dove andrebbero a finire i risparmi? Il rischio è che, per risparmiare, si offrano meno servizi e si aggravino i costi. Sarà nostra cura, dunque, combattere questa linea scellerata che deriva da una gestione terribile fatta dal Governo Monti: un esecutivo di tecnici che non ha svolto un lavoro tecnico ma ha fatto male un lavoro sporco».

Escludere il tribunale di Sanremo dal novero di quelli che saranno soppressi.
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno, primo firmatario Massimo Donzella (Udc) e sottoscritto da consiglieri di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta e il presidente a “intervenire anche di concerto con l’ordine degli avvocati e gli enti locali e le categorie professionali, nei confronti del Governo e del Ministero di Giustizia, affinché il tribunale di Sanremo venga escluso da novero degli Uffici giudiziari che dovranno essere soppressi”. Nel documento si sottolinea che “in attuazione dei tagli ai servizi imposti dalla manovra non dovrebbe essere soppresso il tribunale di Sanremo, quest’ultimo ha, infatti, un’estensione territoriale di 644 chilometri quadrati con un numero di abitanti considerevole, pari a 147 mila e con un carico di lavoro che vede pendenti circa 5 mila procedimenti penali e 7568 cause civili”. Si evidenzia, inoltre, la specificità del tribunale che si trova in un’area di frontiera e che a Sanremo si trova il secondo carcere più importante della Liguria. Non solo: la norma vuole garantire un tribunale per provincia ma, “secondo una interpretazione di assoluta ragionevolezza, tale norma intendeva preservare quel tribunale che nel territorio provinciale avesse il maggior carico di lavoro e fosse in un territorio in cui la popolazione e l’economia ne richiedessero il mantenimento”.

Salvare il tribunale di Chiavari
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno, primo firmatario Gino Garibaldi (Pdl) e sottoscritto da consiglieri di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta e il presidente “affinché per scongiurare un ingente spreco di denaro pubblico, specialmente in questo periodo di grave crisi in cui ci troviamo, si attivino con tutte le iniziative che ritengano più idonee e necessarie nei confronti del Governo e del Parlamento al fine di ottenere una modifica del decreto 155/2012, con l’emissione di decreti correttivi governativi che vadano a reintegrare i tribunali illegittimamente soppressi, in particolare modo per quanto riguarda il futuro del Tribunale di Chiavari: una struttura di nuova costruzione, altamente economica, efficiente e indispensabile al territorio”. Nel documento si evidenzia che le commissioni competenti di Camera e Senato avevano chiesto la salvaguardia di alcuni tribunali fra cui quello di Chiavari, che la sua soppressione “provocherebbe uno spreco di denaro pubblico pari a 14 milioni 200 mila euro (caso unico in Italia unitamente a Bassano del Grappa, con 12 milioni di euro investiti nel nuovo ospedale) occorsi per la costruzione della struttura non utilizzabili in diversa maniera se non attraverso ulteriori ingenti investimenti pubblici” e si ricorda che sarebbero sicuramente elevati i costi di trasferimenti dei detenuti dal carcere di Chiavari fino al Tribunale di Genova.

Salvare la competenze territoriali dei tribunali dei porti marittimi
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno, primo firmatario Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente), sottoscritto da consiglieri di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta “ad attivarsi presso il Governo e in particolare presso il Ministro della Giustizia, e presso il Parlamento affinché l’articolo 80 del decreto legge 69 del 2013 venga stralciato o quantomeno profondamente modificato alla luce delle gravi criticità esposte in questo documento”. Il decreto prevede che il foro di competenza delle società con sede all’estero, ma senza rappresentanza stabile in Italia, sia inderogabilmente di tre uffici giudiziari: Milano, Roma e Napoli per le cause civili in cui è parte una società straniera senza sede secondaria con rappresentanza stabile in Italia. Se questo decreto venisse convertito in legge “determinerà un’assurda sottrazione della competenza territoriale a tutti i tribunali dei porti marittimi, tranne quello di Napoli, non solo per la cognizione cautelare (sequestri) ovvero di urgenza o preventiva, ma anche per quella ordinaria nelle cause in cui sono parte società straniere (ad esempio salvataggio di navi e in generale cause per sinistri marittimi)” . Secondo il documento “saranno ingiustamente privati della competenza in merito alle controversie in esame proprio i tribunali quali quelli del distretto della Corte di appello di Genova”.

Assenti: Barbagallo, Boitano, Burlando, Della Bianca, Gasco, Guccinelli, Paita, Piredda, Rambaudi, Rossetti, Vesco
Quorum : 18 voti