Home Altro Varie

I LAVORI DEL CONSIGLIO REGIONALE

Attivazione dello sportello unico per le attività produttive

Raffaella della Bianca (Gruppo misto-Riformisti italiani) ha presentato un’interpellanza con cui ha chiesto a che punto sia la Regione per mettere in atto il SUAP (Sportello unico attività produttive) e quali siano le misure che la Regione intenda intraprendere per governare a livello regionale tale processo.
Per la giunta ha risposto l’assessore allo sviluppo economico Renzo Guccinelli.

Bando on line per presentazione candidature nomine e designazione rappresentanti regionali di competenza della Giunta e del Consiglio regionale presso aziende, enti ed istituzioni.
E’ stata approvata all’unanimità la mozione, sottoscritta da Matteo Rosso, Marco Melgrati, Marco Scajola, Roberto Bagnasco, Gino Garibaldi, Roberta Gasco, Luigi Morgillo, Franco Rocca, Alessio Saso (Pdl), che impegna la giunta “ad attivare un link, ben visibile sul sito della Regione Liguria, nel quale vengano pubblicati gli avvisi relativi alle nomine di competenza della Giunta ed i criteri per la scelta dei candidati e che permetta ai cittadini di inviare autocandidature corredate di curriculum; un link, visibile dai soli Consiglieri regionali, di tutti i curricula presentati per consentire la valutazione delle scelte operate dalla Giunta regionale”.
Accolto un emendamento di Antonino Miceli (Pd) che allarga l’attivazione del link anche agli avvisi per le nomine di competenza del Consiglio regionale

Norme per l’elezione del Consiglio regionale Assemblea Legislativa della Liguria e per l’elezione diretta del Presidente della Giunta regionale
E’ iniziato il dibattito sulla proposta di legge 242 “Norme per l’elezione del Consiglio regionale Assemblea Legislativa della Liguria e per l’elezione diretta del Presidente della Giunta regionale” presentata da Ezio Chiesa (Gruppo misto-Liguria viva).
Sono intervenuti nella discussione generale Ezio Chiesa, Luigi Morgillo (Pdl), Ezio Armando Capurro (Noi con Claudio Burlando), Alessandro Benzi (Federazione della sinistra), Antonino Miceli (Pd) Maruska Piredda (Lista di Pietro-Italia dei valori) e Valter Ferrando (Pd).
La seduta riprende il pomeriggio con la votazione degli articoli, di eventuali emendamenti e del provvedimento.

Assenti: Boitano, Donzella e Gasco
Quorum. 20 voti

“Norme per l’elezione del Consiglio regionale Assemblea Legislativa della Liguria e per l’elezione diretta del Presidente della Giunta regionale”
Il Consiglio ha respinto la proposta di legge 242 “Norme per l’elezione del Consiglio regionale Assemblea Legislativa della Liguria e per l’elezione diretta del Presidente della Giunta regionale” presentata da Ezio Chiesa (Gruppo misto-Liguria viva).
Per ottenere il via libera la proposta di legge di riforma elettorale richiedeva la maggioranza qualificata dei 2/3 mentre il provvedimento ha ottenuto 20 voti a favore (maggioranza di centro sinistra) e 2 astenuti (Matteo Rossi di Sel e Alessandro Benzi di Federazione della sinistra), i consiglieri di minoranza hanno abbandonato l’aula prima dell’avvio delle votazioni.

Alla ripresa del dibattito il consigliere Luigi Morgillo (Pdl) ha preannunciato l’abbandono dei banchi da parte della minoranza che si è poi seduta nello spazio riservato al pubblico: «Durante la pausa abbiamo fatto delle considerazioni. La discussione di questa mattina non è stata inutile e ha fornito spunti molto interessanti, Riteniamo possa rappresentare una base di partenza per arrivare  in futuro al varo di una buona legge. Abbiamo il tempo necessario per farlo. Questa mattina è stata fatta chiarezza su alcuni fatti: primo fra tutti sul fatto che nessuno più vuole il listino. Gli emendamenti presentati anche dalla maggioranza, ci sembrano quasi tutti apprezzabili e meritevoli di un approfondimento. Insomma, si può costituire, insieme, la base, l’impianto per una buona legge. Ma non nel modo in cui si sta procedendo. Nei tempi  e nei modi dovuti, con i necessari approfondimenti. Il tempo, come ho già detto questa mattina, non ci manca.  Oltretutto noi crediamo che la Corte costituzionale accoglierà  i rilievi della Cassazione sulla legge elettorale nazionale e da questo risulterebbe illegittima, per analogia,  la norma che prevede l’assegnazione del 60 per cento dei seggi alla colazione che vince in ambito regionale. Per questa ragione riteniamo opportuno non partecipare alla votazione, con grande pacatezza».
La minoranza ha ritirato gli emendamenti, con una eventuale ripresentazione in commissione.

Prima del voto sono intervenuto alcuni consiglieri.
Ezio Chiesa (Gruppo misto-Liguria viva) «Mi ritengo soddisfatto di come è andata la discussione della mattina e del pomeriggio. Ritengo che l’iniziativa abbia messo al centro il bisogno di approvare una nuova legge elettorale prima della fine della legislatura. Mi spiace che la minoranza abbia abbandonato l’aula perché oggi c’erano le condizioni per arrivare ad una legge elettorale condivisa. Alcune dichiarazioni della minoranza, infatti,condividevano parte della legge. Da parte mia fino alla fine della legislatura metterò al centro la questione di una nuova legge elettorale. Con il voto di oggi – ha concluso – non si chiude una parentesi che non si riaprirà più e io metterò sempre in risalto quelli che vogliono portare avanti le iniziative e quelli che non lo vogliono fare perché da parte di alcuni c’è stata ancora melina. Per questo sul mio sito pubblicherò i verbali delle sedute di commissioni su questo argomento».
Antonino Miceli (Pd) «voto a favore di questa legge e oggi la discussione è stata all’altezza del tema, a differenza della volta scorsa. Ora si può partire con la discussione con qualche caposaldo in più: il superamento del listino, la rappresentanza di genere, il numero di eletti per ciascuna circoscrizione deve essere correlato al numero degli eleggendi e all’interno della maggioranza viene assicurata la differente rappresentatività politica».
Maruska Piredda (Lista di Pietro-Italia dei valori): «Voterò a favore e con piacere per l’approvazione dei miei emendamenti sulla rappresentanza di genere e sull’alternanza di genere nelle liste elettorali. Mi rammarica che oggi non si raggiungerà il numero di voti necessari per approvare la legge, ma la maggioranza non potrà fare passi indietro su questi e da parte mia comunico che non sarà possibile rimandare a tempi indefiniti la discussione sulla legge elettorale: entro ottobre e novembre l’argomento dovrà essere ripreso in commissione fino a che si trovi una sintesi perché la nuova legge elettorale dovrà avere la firma del Consiglio regionale».
Alessandro Benzi (Federazione della sinistra): « Pur apprezzando alcuni aspetti positivi della proposta di Chiesa, come l’eliminazione del listino, non posso esprimermi a favore e mi asterrò. Questa proposta, infatti, non risolve le questioni della rappresentanza territoriale e non viene salvato il riequilibrio in senso proporzionalista della coalizione vincente, che dia rappresentanza alle liste minori. Anzi, con l’applicazione di questa proposta si cancellerebbero la maggior parte delle liste di questa maggioranza. Credo che il dibattito debba coinvolgere le forze politiche e anche l’opposizione e auspico che il testo futuro sia approvato a larghi sisma maggioranza».

Sintesi della legge, così come è stata emendata:
La proposta di legge riprende il decreto legge n.138 del 13 agosto 2011, (convertito nella legge n.148 del 14 settembre 2011) che assegna alla Regione Liguria un numero massimo di trenta consiglieri regionali: l’articolo 14 del decreto prevede, infatti, ad esclusione del Presidente della Giunta Regionale, che il numero massimo dei consiglieri regionali, oltre al presidente della Regione, sia uguale o inferiori a trenta per le Regioni con popolazione sino a due milioni di abitanti.
La proposta prevede il superamento del cosiddetto ”listino”, cioè dei sette consiglieri che vengono attualmente  attribuiti, quale premio di maggioranza, alla coalizione del Presidente eletto
Il territorio regionale è suddiviso in quattro circoscrizioni corrispondenti alle ex province di Genova, La Spezia,   Imperia e Savona .
Alla coalizione o al gruppo di liste collegate al candidato, proclamato eletto Presidente della Giunta regionale, che ha riportato una percentuale di voti sul totale dei voti validi almeno pari al 35 per cento e inferiore al 60 per cento, è attribuito il 60 per cento dei seggi complessivamente assegnati al Consiglio regionale Assemblea Legislativa.