Continua la caccia all’Europa dell’ambizioso Como di Fabregas, che passa di forza in casa del Pisa, ora ultimo in classifica. I lariani salgono al quarto posto in classifica a 33 punti, agganciando Roma e Juventus
Pisa – Dalla Torre pendente, nelle giornate di vetro e tramontana buona, si dice si scorga l’Europa. Forse è anche vero, ma intanto l’Europa del calcio che conta la vede benissimo il Como, che a Pisa cala il tris, secco e perentorio, con l’aria di chi non sta facendo un exploit bensì adempiendo a un dovere. Altro che salto di qualità estivo: qui siamo al carpiato con doppio avvitamento, roba da ginnasti dell’Est ai tempi d’oro. Squadra completa, squadra adulta, squadra che segna in tutti i modi consentiti dal codice calcistico: a difesa schierata con Perrone, in transizione veloce e rapace, e infine dal dischetto con Douvikas, che ringrazia e incassa.
Il Pisa, invece, non sa fare la cosa fondamentale e primigenia del gioco: il gol. In casa ne ha segnato uno solo dall’alba del campionato e in questa Epifania livida ha trovato modo di peggiorare il bilancio, con rigore sciupato da Nzola a cinque minuti dalla fine, quando comunque ormai anche le speranze avevano le mani in tasca.

La partita si legge come un bollettino ferroviario. Il Pisa ha giocato a carte scoperte, si è disposto in un 5-3-2 d’attesa che per un’ora abbondante ha resistito, poi è arrivato al bivio decisivo senza più benzina nelle gambe e soprattutto nelle idee. E tenendo palla come un usuraio tiene i soldi, il Como ha palesato il possesso palla con il 75%, roba da sfinimento progressivo. Il resto è spiegato dalla miseria offensiva del Pisa, che non ha mai graffiato e addirittura Nzola, è stato insufficiente in tutto, rigore sbagliato compreso. Ovviamente.
Il primo schiaffo arriva al 23’ della ripresa. Azione alla mano del Como, da manuale illustrato: Moreo arriva in ritardo come un treno regionale, Canestrelli esce con mezzo passo di troppo, Perrone si ritrova solo al limite e calcia libero come all’oratorio. Semper accompagna la palla con lo sguardo, più rassegnato che colpevole.
Il raddoppio è al 31’: contropiede classico, quasi scolastico. Jesus Rodriguez veste i panni dell’assistman, Douvikas quelli del finalizzatore di razza. Dentro l’area, specchio aperto, conclusione semplice. Le punte vere fanno sembrare facile ciò che facile non è.

Il terzo, al 95’, è un rigore: fallo di Coppola su Douvikas, che poi va a battere e chiudere il conto come un contabile svizzero.
E pensare che fino al 60’ la gara era stata di un equilibrio onesto, con il Como meno arrembante del previsto ma comunque sempre con il pallino in mano.
Il Como, a Pisa, si è preso tutto: gara, punti e prospettiva. Ora ha la miglior difesa della Serie A e un posto prenotato al tavolo europeo. Scusate se è poco.
Il tabellino
Pisa-Como 0-3 (0-0)
Marcatori: 23′ st Perrone, 31′ st, 51′ st rig. Douvikas (C)
Pisa (3-5-2): Semper; Coppola, Canestrelli, Caracciolo (41′ st Hojholt); Touré, Marin (18′ st Leris), Aebischer (32′ st Esteves), Piccinini (32′ st Lorran), Angori; Tramoni (19′ st Moreo), Nzola. A disp.: Andrade, Scuffet, Buffon, Calabresi, Bettazzi, Denoon, Mbambi, Bonfanti. All.: Gilardino
Como (4-2-3-1): Butez; Smolcic (19′ st Vojvoda), Ramon, Kempf, Valle; Perrone, Da Cunha (19′ st Caqueret); Kühn (33′ st Baturina), Nico Paz (43′ st Sergi Roberto), Jesus Rodriguez (43′ st Posch); Douvikas. A disp.: Vigorito, Cavlina, Dossena, Alberto Moreno, Diego Carlos, Le Borgne, Van der Brempt, Cerri. All.: Fabregas
Arbitro: Pairetto
Marcatori: 23′ st Perrone, 31′ st, 51′ st rig. Douvikas (C)
Ammoniti: Aebischer (P), Da Cunha (C), Ramon (C), Coppola (P)

































