I viola agganciano con forza Cremonese e Lecce, tirandosi per adesso fuori dalla zona retrocessione
Firenze – Temperatura piacevole, un “Franchi” in fermento come da contratto, L’olimpiade che è appena finita e Sanremo ha ancora da cominciare. Sul campo due squadre decise a non perdere terreno per rimanere in serie A. Lo scenario del posticipo della 26^ giornata di serie A era iniziato così ed è finito con l’affondo viola su un Pisa sempre più nei guai. Tre punti pesantissimi che permettono alla squadra viola di agganciare in piena zona salvezza Cremonese e Lecce a quota 24 e a portarsi a meno tre da Torino e Genoa.
Il derby tornava a Firenze dopo trentasei anni che paiono un’era geologica, e si portava appresso la ruggine del tempo e il piombo della classifica. Ne è uscita partita più nervosa che bella, più battaglia che sinfonia: quando la posta è pesante, il pallone scotta e il fraseggio si fa prudente, quasi sospettoso.

Squalificato Paolo Vanoli, relegato in uno sky box come un generale in esilio, la truppa viola era affidata al fido scudiero Cavalletto. Ma i pezzi grossi, risparmiati nella scorribanda di Conference in Polonia contro lo Jagiellonia Białystok, c’erano tutti. Tra i pali il monumentale De Gea; in difesa Dodo a menar la danza con Pongracic, Parisi e il confermato Ranieri; in cabina di regia il giovane Fagioli a dettar sillabe; Brescianini in mediana, escluso dalle liturgie Uefa ma non dal cuore del gioco; davanti Kean, centravanti di rapina e di furore, sostenuto da Harrison e Solomon. Tra i convocati, prima chiamata per Rugani e ritorno di Gudmundsson, caviglia permettendo.
Il Pisa si presenta con Nicolas tra i pali e una linea a cinque, più coperta d’un alpino in trincea: Touré, Canestrelli, Caracciolo, Bozhinov, Angori. In mezzo Moreo e Iling Junior – alla prima da titolare – larghi a fare i tornanti, e Stojilkovic unica punta, isolato come un faro nella nebbia.

Prima del fischio, la curva viola sventolava migliaia di bandierine biancorosse e mostrava l’orgoglio fiorentino con l’immagine della “Firenze vittoriosa su Pisa” del Giambologna: arte e pallone, storia e rivalità, tutto fuso in un colpo d’occhio che sapeva di Rinascimento e di campanile.
La Fiorentina aggrediva da subito, con Ndour e Brescianini a bussare alla porta toscana. Il gol arrivava per naturale conseguenza: azione avviata da Harrison, zampata di Kean, che timbrava il terzo sigillo consecutivo dopo le sortite di Torino e Como. Gol da centravanti vero, di quelli che sentono l’odore del cuoio e non chiedono permesso.
Il Pisa, nel primo tempo, restava impastato, incapace di compattarsi e reagire. La squadra di casa comandava il traffico, sospinta dal proprio popolo, ma senza trovare il colpo del ko. Nella ripresa Hiljemark sparigliava le carte con tre cambi, dentro anche Durosinmi e poco dopo si è rivisto l’ex Cuadrado: due mosse che hanno dato un sussulto ai nerazzurri. Dopo quasi un’ora, il primo squillo con Caracciolo; poi Meister, appena entrato, costringeva Dodo – ammonito con eccessiva fretta per una simulazione – a un salvataggio che valeva un gol.
Il brivido scuoteva la viola, che tornava a farsi minacciosa su punizione con Fagioli e ancora con Kean e Ndour, a un passo dal raddoppio. Il Pisa, con orgoglio tardivo, provava l’assalto finale, costringendo i padroni di casa a cinque minuti di recupero vissuti col cuore in gola.

Ma stavolta la Fiorentina non s’è sciolta come neve al sole. Ha retto, ha stretto i denti, ha difeso il bottino: vittoria preziosa, la terza consecutiva contando anche l’Europa, evento raro in una stagione fin qui sofferta come un romanzo russo.
E in pieno recupero, quasi per sfizio del destino, c’è stato spazio pure per l’occasionissima di Fazzini, faccia d’angelo e volontà d’acciaio: sotto la curva viola ha sciupato il 2-0 da posizione comunque non semplice. Sarebbe stato il sigillo, ma il derby – si sa – ama restare in bilico fino all’ultimo respiro. (Alessandro Bugelli)
Il tabellino
Fiorentina (4-3-3): De Gea 6; Dodo 6,5 (33’ st Comuzzo sv), Pongracic 6, Ranieri 6,5, Parisi 6; Brescianini 6, Fagioli 6 (43’ st Fabbian sv), Ndour 6,5; Harrison 6, Kean 6,5 (40’ st Piccoli sv), Solomon 6 (33’ st Fazzini 5,5). A disposizione: Lezzerini, Christensen, Rugani, Gudmundsson, Gosens, Fortini, Kouadio, Balbo, Bonanno. All.: Cavalletto (squalificato Vanoli)
Pisa (3-4-2-1): Nicolas 6,5; Canestrelli 5, Caracciolo 5,5, Bozhinov 5,5; Toure 5,5 (22’ st Cuadrado 6), Loyola 5,5 (1’ st Durosinmi 5,5), Marin 6, Angori 5,5; Moreo 5,5 (31’ st Piccinini sv), Iling-Junior 5,5 (1’ st Meister 5,5); Stojilkovic 5,5 (1’ st Aebischer 5,5). A disposizione: Semper, Guizzo, Leris, Hojholt, Tramoni, Akinsanmiro, Coppola, Calabresi, Piccinini, Albiol, Lorran. All.: Hiljemark
Arbitro: Mariani
Marcatori: 13’ Kean (F)
Ammoniti: Caracciolo (P), Dodo (F), Marin (P), Cuadrado (P), Fabbian (F), Fazzini (F).



























