IMPERIA – La storia di Giovanni Falcone e la lotta alla mafia spiegata da un padre a un figlio, insieme in scena per compiere un atto di cultura civile. Stefano e Giacomo Messina domenica 22 marzo 2026, alle ore 16.30, al Teatro Cavour di Imperia, sono i protagonisti di “Per questo mi chiamo Giovanni”, nuovo appuntamento della Stagione 25/26 con la direzione artistica di Sergio Maifredi. Prodotto dalla Compagnia Attori & Tecnici di Roma con la regia di Stefano Messina, si basa sul testo di Gianni Clementi liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Luigi Garlando. Adatto a famiglie con bambini dai 12 anni.
Biglietto posto unico 10 euro; bambini fino ai 13 anni 6 euro. Biglietteria del teatro in via Felice Cascione 35, a Imperia, tel. 0183 1940197, [email protected] Biglietteria on line www.mailticket.it Biglietteria aperta un’ora prima degli spettacoli, dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 12, il mercoledì anche dalle 17.30 alle 20. Aggiornamenti su www.teatrocavour.it
Giovanni è un bambino di Palermo. Per il suo decimo compleanno il papà gli regala una giornata molto speciale: una gita attraverso la città, per spiegargli come mai per lui è stato scelto proprio il nome Giovanni. Tappa dopo tappa, nel racconto prendono vita i momenti chiave della storia di Giovanni Falcone, il suo impegno, le vittorie, le sconfitte, l’epilogo. Giovanni scopre che il papà non parla di cose astratte: la mafia c’è anche a scuola, è nel ragazzino prepotente che tormenta gli altri, è nel silenzio di complicità che ne avvolge le malefatte. La mafia è una nemica da combattere subito, senza aspettare di diventare grandi, anche se ti chiede di fare delle scelte e subirne le conseguenze.
Tratto dal romanzo di Luigi Garlando, lo spettacolo si propone di dare un’idea più completa di che cos’è la mafia e di come la si possa combattere nella vita di tutti i giorni, perché i fatti per essere meglio compresi non hanno bisogno solo della cronaca, hanno bisogno di essere raccontati. La letteratura, il cinema, il teatro, grazie alla loro capacità di comunicare e suscitare forti emozioni, rendono viva la partecipazione e la commozione anche a chi quei fatti non li ha vissuti in prima persona. «Il mio e quello di tutti – sottolinea Stefano Messina che dello spettacolo è interprete e regista – è l’impegno a dare un piccolo grande contributo per far camminare, come diceva Giovanni Falcone, le idee di giustizia e libertà, nonostante gli uomini passino, sulle gambe di altri uomini».







