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L’Inter inciampa sull’Arno: resta prima, ma il passo non è più da lepre

Un'azione di Fiorentina-Inter (foto di Alessandro Bugelli)

Il lampo iniziale di Pio Esposito illude i nerazzurri, poi la Fiorentina risponde con cuore e mestiere: è 1-1 a Firenze. Milan e Napoli restano a distanza, ma ad aprile arrivano incroci da brivido che diranno la verità sullo scudetto

Firenze – Prima della sosta per le nazionali, quando il campionato di solito tira il fiato e invece quest’anno sembra ansimare come un mezzofondista all’ultimo giro di pista, l’Inter inciampa a Firenze e lascia per strada due punti che pesano come ghiaia nelle tasche. Resta capolista, sì, ma con il Milan a sei lunghezze e il Napoli a sette che alitano sul collo: vantaggio ancora sostanzioso, però non più tranquillo come una domenica di provincia. E ad aprile, al rientro, ecco due crocevia da romanzo sportivo: Inter-Roma il 5, Napoli-Milan il giorno dopo. Roba da polsi forti e nervi saldi.

L’Inter, intanto, non vince più. A Firenze, contro una Fiorentina che sgobba per restare aggrappata alla Serie A come un montanaro alla sua roccia, i nerazzurri si fermano sull’1-1, stesso copione già visto a San Siro contro l’Atalanta. Il primato resiste, ma scricchiola appena: ora serve ritrovare la vittoria per governare il finale senza affanni e senza tremori.

Un’azione di Fiorentina-Inter (foto di Alessandro Bugelli)

E dire che la partita s’era messa subito come una tavola apparecchiata a festa. Dopo appena 39 secondi il giovanotto Pio Esposito, con la faccia ancora da seminarista e l’istinto da vecchio centravanti di razza, infilava il nono gol stagionale e pareva spalancare la porta a una serata serena. Invece no. L’Inter, già vista così contro l’Atalanta, ha saputo colpire ma non finire. E quando non chiudi la pratica, nel calcio — lo si sa da sempre — dai coraggio agli avversari.

La Fiorentina, infatti, ha risposto con orgoglio e mestiere. Ha bussato più volte, ha insistito, ha trovato coraggio e infine giustizia nella ripresa con Ndour. Pareggio meritato, figlio di cuore e testardaggine. Per i viola è il quinto risultato utile consecutivo, Conference compresa: segnale che la stagione tormentata ha finalmente trovato una traccia di equilibrio. L’Inter invece, nelle ultime sette uscite, ha vinto solo due volte. Poco per chi comanda la classifica.

Chivu, squalificato e sostituito in panchina da Kolarov, ha ritrovato Calhanoglu dal primo minuto e confermato davanti la coppia Thuram-Pio Esposito, vista l’assenza persistente di Lautaro e quella di Bastoni. Dumfries è tornato titolare in trasferta dopo mesi. Segnali di normalità, ma senza la brillantezza necessaria.

Dall’altra parte la Fiorentina, che aveva nelle gambe ancora la trasferta di giovedì in Polonia, ha dovuto rinunciare a Mandragora all’ultimo, sostituito proprio da Ndour, mentre davanti Kean era sostenuto sulle corsie da Parisi e Gudmundsson. Squadra giovane, nervosa, ma viva.

Un’azione di Fiorentina-Inter (foto di Alessandro Bugelli)

Il gol lampo di Pio Esposito, servito con intelligenza da Barella, sembrava l’inizio di un monologo nerazzurro. Invece è diventato il prologo di una partita combattuta. I viola hanno reagito subito: Gudmundsson e Kean hanno sfiorato il pari, mentre lo stesso Esposito ha rischiato di raddoppiare. Ritmi alti, qualche sbavatura tecnica, due gol annullati per fuorigioco a Barella e Kean e proteste viola per un contatto in area: primo tempo vibrante, vien da dire padano nel temperamento.

Nella ripresa l’Inter ha continuato a premere a fiammate, ma senza il morso decisivo. Thuram, ancora in un momento grigio, ha lasciato il posto a Bonny; Frattesi è entrato per Calhanoglu mentre la partita si incattiviva anche per alcune decisioni arbitrali discutibili. La Fiorentina, sospinta dal suo pubblico, ha continuato a crederci e ha trovato il pareggio con Ndour, già pericoloso poco prima.

A quel punto il campo ha preso la piega emotiva delle partite vere: i viola hanno sfiorato addirittura il sorpasso con Fagioli e Harrison, mentre l’Inter, solo nel finale, ha attaccato a testa bassa come chi si accorge troppo tardi del tempo perduto. Ultima occasione ancora per Pio Esposito, ma De Gea ha detto no.

Finisce 1-1. L’Inter resta davanti, ma con il fiatone. E adesso la sosta arriva come una panchina provvidenziale sul ciglio della strada: serve rimettere ordine nel respiro e nella testa, perché il finale di stagione non perdona nessuno. Nemmeno i primi della classe. Alessandro Bugelli

Il tabellino

FIORENTINA (4-4-2): De Gea; Dodo, Pongracic, Ranieri, Gosens; Parisi (69′ Harrison), Fagioli (90+1′ Fabbian), Ndour, Brescianini; Gudmundsson (90+1′ Comuzzo), Kean (85′ Piccoli). Allenatore: Paolo Vanoli

INTER (3-5-2): Sommer, Bisseck, Akanji, Carlos Augusto (46′ Acerbi); Dumfries (86′ Luis Henrique), Barella (83′ Sucic), Çalhanoglu (69′ Frattesi), Zielinski, Dimarco; Thuram (69′ Bonny), Esposito. Allenatore: Aleksandar Kolarov

GOL: 1′ Esposito (I), 77′ Ndour (F)

AMMONITI: Dimarco (I), Carlos Augusto (I), Brescianini (F), Ndour (F), Barella (I), Kean (F).

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