Presentato stamattina alla Sala Paganini del Carlo Felice il settimo appuntamento in programma per la stagione artistica 2025-2026: Tosca melodramma in tre atti di Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, che sarà in scena da venerdì 10 aprile alle ore 20.00 con repliche sabato 11 alle ore 20.00, domenica 12 alle ore 15.00, venerdì 17 alle ore 20.00, sabato 18 alle ore 17.00 e domenica 19 alle ore 15.00.
Presenti oltre al Sovrintendente Carlo Galli e il Direttore artistico Federico Pupo anche l’Avv Campora, Consigliere di Regione Liguria e Claudio Villa Presidente del Consiglio Comunale di Genova.

“E’ un piacere per la Regione sostenere il Carlo Felice ricostruito tra il 1987 e il 1991 a seguito dei gravi danni subiti durante la Seconda Guerra Mondiale. Io ricordo quando da bambino vedevo ancora le macerie…ebbene ora tutto è cambiato e dobbiamo ringraziare gli artisti che lavorano in questo teatro e in particolare questi che stanno provando un’opera che pur avento compiuto 106 anni è sempre attuale” ha detto Campora.
Claudio Villa si è invece concentrato sul discorso della divulgazione che il teatro sta attuando con successo: “Ringrazio la Fondazione per la divulgazione che si fa per l’opera. Importe è il coinvolgimento non solo di Genova, ma anche dei municipi. Genova è baricentrica, ma è importante anche il Basso Piemonte. Il turismo culturale è un fatto importante da non trascurare mai”.
Il Direttore artistico, come sempre, ha invece puntanto l’indice sul lavoro verso i giovani: “Qual’è il modo di lavorare coi giovani? Lavorare coi sentimenti. E ragionare sui sentimenti vuol dire lavorare sulla quotidianità. Tosca sicuramente è un’opera che coinvolge i sentimenti, la sua storia è ancora quella di oggi (purtroppo)e per questo di sicuro acchito sul pubblico di ogni età”.

L’allestimento che andremo a vedere proviene dal Teatro dell’Opera di Roma con la regia di Alessandro Talevi ripresa da Anna Maria Bruzzese, le scene e i costumi di Adolf Hohenstein e le luci di Vinicio Cheli e ricostruisce lo spettacolo secondo i bozzetti e i figurini originali del debutto assoluto dell’opera a Roma nel 1900. Un allestimento filologico, ma che non ha nulla di stantio, anzi!
“Il contenitore visivo si rifà alle scene di Hohenstein, pittore tedesco del ‘900, considerato il padre dell’arte dei manifesti italiani ed esponente dello Stile Liberty, ovvero l’Art Nouveau italiana, ma la storia è ben più antica – ha detto la Bruzzese – Questo allestimento del 2015, è un lavoro filologico sui costumi, scene e luci che riportano in vita l’ingrediente magico di Tosca”.
Il soprano Carmen Giannattasio, ha aggiunto: “Ci ritroviamo a vedere uno spettacolo che è come andare in un museo ad ammirare un’opera così come è stata pensata. Ogni volta rappresentiamo una Tosca diversa, con regie diverse, ma ogni volta io riesco sempre a trovare all’interno dell’opera quei dettagli nuovi che fanno maturare la mia interpretazione.”
Sul podio ci sarà Giuseppe Finzi alla guida dell’Orchestra, del Coro (diretto da Claudio Marino Moretti) e del Coro di voci bianche (diretto da Gino Tanasini) del Teatro Carlo Felice. Personaggi e interpreti: Anastasia Bartoli (Floria Tosca); Giorgio Berrugi (Mario Cavaradossi); Lucas Meachem (Il Barone Scarpia); Luca Tittoto (Cesare Angelotti); Fabio Maria Capitanucci (Il Sagrestano); Manuel Pierattelli (Spoletta); Franco Cerri (Sciarrone); Loris Purpura (Un carceriere); Angelica Battarino, Maria Guano, Zeno Gregorio Nigido (Un pastorello).
Nelle recite del 17 e 19 il personaggio principale sarà interpretato da Carmen Giannattasio (Floria Tosca).
Nelle recite dell’11 e 18 aprile la locandina prevede Valentina Boi (Floria Tosca), Carlo Ventre (Mario Cavaradossi), Ivan Inverardi (Il Barone Scarpia) e ancora John Paul Huckle (Cesare Angelotti) e Roberto Conti (Un carceriere). Francesca Camponero







